<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523</id><updated>2011-04-21T23:28:12.537+02:00</updated><category term='Sport'/><category term='Società'/><category term='Movimento Zero'/><category term='Cultura'/><category term='Politica'/><category term='Abc del PdS'/><category term='Decrescita'/><title type='text'>Punto di Scontro</title><subtitle type='html'>Contro le rovine del Mondo Moderno</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>67</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-8566124951197420487</id><published>2008-07-27T17:29:00.002+02:00</published><updated>2008-07-27T17:39:03.025+02:00</updated><title type='text'>Una catena di indignazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Aderisco volentieri all'invito dell'amico blogger Arcadia Simone pubblicando anch’io i miei tre punti d’indignazione sul discorso "Italia".&lt;br /&gt;Le regole di questa iniziativa bloggatica sono due:&lt;br /&gt;- indicare nel proprio blog tre cose di questa nostra Italietta che riteniamo disgustose, vergognose, che ci fanno venir voglia di urlare il nostro disprezzo e pensare che sarebbe meglio vivere da un'altra parte;&lt;br /&gt;- invitare 5 blogger a fare altrettanto nei propri blog, indicando i loro link e spiegando perché scegliamo proprio loro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) La forbice tra ricchi e poveri, tra tutelati e precari, tra governanti e sudditi, tra Casta e Popolo è sinceramente disgustosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2) Il ritorno preponderante e pericoloso di ideologie razziste e fasciste, che vedono nell'Altro, nel Diverso un pericolo da combattere (rom, migranti, gay, meridionali, ecc...)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3) L'attacco costante alla Costituzione repubblicana (nata dalla Resistenza e dall'antifascismo), allo Statuto dei Lavoratori, alla Magistratura e alla Storiografia nazionale, con una rivalutazione dei repubblichini fascisti ed una condanna dei Partigiani, ultimi eroi nazionali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-8566124951197420487?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/8566124951197420487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=8566124951197420487&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8566124951197420487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8566124951197420487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/07/una-catena-di-indignazione.html' title='Una catena di indignazione'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-3498451206724213063</id><published>2008-07-21T09:41:00.004+02:00</published><updated>2008-07-21T10:57:56.914+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>E' davvero bello.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/bossi_ditomedio.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/bossi_ditomedio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://images.google.it/url?q=http://lavocedelpadrone.net/files/images/bossi_ditomedio"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;PADOVA - Apre al Pd e sbeffeggia l'inno di Mameli. Poi se la prende con "i professori che non vengono dal nord". Umberto Bossi arriva al congresso della Liga Veneta-Lega Nord e usa toni concilianti verso i democratici: "C'è spazio, siamo pronti ad accogliere le proposte del centrosinistra sul federalismo. Da parte nostra non ci sarà una chiusura al Pd e a Veltroni". Parole che arrivano dopo che ieri il Senatur aveva dichiarato la sua &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-8/polemica-csm/polemica-csm.html?ref=search"&gt;piena sintonia&lt;/a&gt; con Silvio Berlusconi sulla riforma della giustizia. Con cui, oggi, non si è ancora sentito: "Mi sembra abbia altro da fare in questo momento". Poi Bossi sale sul palco e arringa i delegati. Il primo affondo, accompagnato da un inequivocabile dito medio alzato, è contro l'inno di Mameli: ""Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che 'l'Italia è schiava di Roma...', toh! dico io". Secondo affondo contro lo Stato "fascista": "E' arrivato il momento, fratelli, di farla finita". Poi tocca al federalismo. Il leader del Carroccio si dice favorevole alla perequazione tra le regioni più ricche e quelle più povere. Ma con criteri diversi da quelli attuali: "Deve essere una perequazione giusta, non come è adesso, dove chi più spende più ha soldi dallo Stato. E' una truffa, è uno schifo". Capitolo scuola. Per Bossi è ora di dire basta "al far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Un nostro ragazzo è stato 'bastonato' agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo". Quindi Bossi chiama al suo fianco la parlamentare leghista Paola Goisis, della commissione Cultura della Camera, che rilancia: "Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima".&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ad.doubleclick.net/click;h=v8/3704/3/0/*/c;171373330;0-0;0;16664651;2928-180/150;27337194/27355073/1;;~sscs=?http://web.ingdirect.it/ContoArancio/lp/landing4.html?tc=k-hs-80x150-475x12-news" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;Di grande effetto anche la tirata sul Lombardo-Veneto che "ha la forza di battere chiunque, di abbattere gli Stati e forse sarà necessario farlo. Ogni volta che il Lombardo-Veneto si è unito, ha vinto". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;tratto da &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;http://www.repubblica.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;E' davvero bello, per me meridionale, sapere che il PD vuole discuter di federalismo con lor signori. E' davvero bello, per me meridionale, sentirmi dire queste cose. E' davvero bello, per me meridionale, constatare che il presidente Napolitano rimane per l'ennesima volta in silenzio.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-3498451206724213063?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/3498451206724213063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=3498451206724213063&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3498451206724213063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3498451206724213063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/07/e-davvero-bello.html' title='E&apos; davvero bello.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-86389526818248604</id><published>2008-07-19T14:34:00.002+02:00</published><updated>2008-07-19T15:36:09.023+02:00</updated><title type='text'>La Cloaca Gasparri</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.politbjuro.com/images/Gasparri.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 337px; TEXT-ALIGN: center" height="412" alt="" src="http://www.politbjuro.com/images/Gasparri.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"La cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani". Con queste parole si è espresso ieri il capogruppo al Senato del Pdl, l'ex ministro Gasparri. E' chiaro che è stato frainteso. Non si sarà certamente espresso così. I soliti comunisti hanno citato la sua frase estrapolandola dal contesto. Infatti il PD ha subito chiesto scusa. Perchè Veltroni, in uno slancio bolscevico, si era permesso di dire: "Con questi toni, il dialogo si interrompe!". Il dialogo? A me non sembra che Berlusconi e i suoi ras siano interessati a dialogare con qualcuno che non sia texano o residente in Vaticano. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiaramente il Presidente della Repubblica, Giorgione Napolitano, che è anche presidente del CSM (secondo quel fogliaccio antifascista chiamato Costituzione), non ha detto una parola: nun sia mai ca Berlusconi si incazz!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto il Mago Silvion ha fatto o'miracolo: la spazzatura è scomparsa dalle strade di Napoli. Sembra sia comparsa in altre zone della Campania, ma probabilmente è solo una voce messa in giro da qualche irriducibile brigatista rosso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto Gasparri, autore della omonima legge che è stata condannata dalla Unione Europea in quanto viola i più semplici e basilari principi democratici, è prontamente tornato sui suoi passi: praticamente, una marcia (su Roma) all'indietro. Ha detto che il dibattito radiofonico a Radio Radicale aveva raggiunto livelli tali che anche i suoi toni sono stati eccessivi. La Russa ha subito confermato: "Da noi, massimo rispetto a Napolitano e al CSM". Storace ha chiosato, dicendo una cosa di destra: "A froci!". Veltroni subito: "Ok, dialoghiamo?".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-86389526818248604?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/86389526818248604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=86389526818248604&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/86389526818248604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/86389526818248604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/07/la-cloaca-gasparri.html' title='La Cloaca Gasparri'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-5302790281192809380</id><published>2008-07-15T18:32:00.005+02:00</published><updated>2008-07-15T19:05:25.881+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Stanno realizzando il programma della P2</title><content type='html'>&lt;a href="http://noberlusca.files.wordpress.com/2008/05/berlusconi_tessera_p2.gif"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 331px; CURSOR: hand; HEIGHT: 319px; TEXT-ALIGN: center" height="311" alt="" src="http://noberlusca.files.wordpress.com/2008/05/berlusconi_tessera_p2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La famigerata loggia massonica Propaganda 2, meglio nota come P2, realizzò nel 1976 circa un manifesto programmatico, dal titolo "Programma di Rinascita Nazionale": in pratica, veniva organizzato un colpo di stato morbido, con una involuzione autoritaria delle istituzioni, la predominanza del potere esecutivo su quello legislativo e giudiziario, l'espulsione dei comunisti dalle istituzioni, il controllo della informazione e l'infiltrazione nel sistema bancario, finanziario e militare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora posterò alcuni punti del Piano piduista, e credo noterete la strabiliante e preoccupante convergenza con ciò che si sta realizzando in Italia in questi anni, specie quando al governo sedeva o siede Silvio Berlusconi, iscritto alla loggia massonica P2 col numero di tessera 1816.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, cioè la criminalizzazione della magistratura che viene costantemente portata avanti da Berlusconi e dai suoi ras;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;la normativa per l'accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari),&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; cosa che è stata proposta qualche tempo fa per verificare la "sanità mentale" dei giudici;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale),&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; cioè la sottomissione del potere giudiziario rispetto a quello esecutivo;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;riforma dell'ordinamento giudiziario&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, di cui Castelli prima e Alfano ora sono i portabandiera;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, cosa già avvenuta con le note "festività soppresse";&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, realizzata dal governo Berlusconi 2001-2006;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, con l'acquisizione di giornali e televisioni (Rete4, scalata al Corriere della Sera, acquisto della Mondadori, legge Gasparri, decreto sul digitale terrestre, ecc...);&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;divisione delle competenze delle camere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, cosa proposta anche dal Pd veltroniano;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;realizzazione di due soli schieramenti politici (centrodestra e centrosinistra),&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; col taglio delle ali estreme (infatti la sinistra è scomparsa dalle istituzioni);&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;privatizzazione della Rai&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, che è nei programmi di Berlusconi da almeno 15 anni;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Eccovi serviti! Quando sentirete Berlusconi o Veltroni o qualunque altro esponente politico parlare di queste cose, capirete che c'è il rischio di realizzare in Italia il programma eversivo ed autoritario della P2.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-5302790281192809380?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/5302790281192809380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=5302790281192809380&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5302790281192809380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5302790281192809380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/07/stanno-realizzando-il-programma-della.html' title='Stanno realizzando il programma della P2'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-7388197933480342759</id><published>2008-07-14T16:17:00.003+02:00</published><updated>2008-07-14T16:41:32.316+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Il mondo si è fermato. La dittatura prosegue.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono decenni che ci dicono che il mondo corre veloce, che non ci aspetta, che i treni passano a tutta velocità e se non li prendiamo non ripassano più. Allora ho fatto un esperimento: non ho scritto su questo blog per circa 20 giorni. Oggi,  14 luglio, mi sono deciso a riprendere carta inchiostro e calamaio, e di dire la mia sul mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è cambiato un cazzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Palestinesi ed israeliani continuano ad uccidersi, anche se testa d'asfalto si dice ottimista sulla pacifica risoluzione della questione mediorientale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Afghanistan non sono ancora riusciti ad esportare la democrazia (ieri 9 morti tra i marines americani, record degli ultimi tre anni).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il G8 giapponese ha deciso di non decidere, come ogni G8 che si rispetti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Passando all'Italia, Berlusconi è al governo e continua a realizzare la sua dittatura morbida. Veltroni cerca di dialogare (con chi, nessuno lo ha capito). Casini dice si, anzi no, anzi forse. La sinistra extraparlamentare (mi fa senso chiamarla così) non si è ancora ripresa dalla batosta elettorale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insomma...nulla di nuovo sotto il sole. Alla faccia del mondo in continuo movimento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Mondo si è fermato, fratelli. Non fa più un passo in avanti, un minimo progresso, un avanzamento culturale, politico, economico o sociale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;L'unica novità di rilievo è stata la Rinascita di una Opposizione in Italia: Tonino Di Pietro ha organizzato e realizzato, in sole 2 settimane, una manifestazione a Piazza Navona che ha visto la partecipazione di circa 50mila persone. Il No Cav Day ha visto la partecipazione di Marco Travaglio, della Guzzanti (che ha sparato forte e preciso, porca miseria!) e di Beppe Grillo in audioconferenza. L'hanno chiamata "manifestazione dell'antipolitica": a me invece è sembrata l'unica iniziativa realmente politica degli ultimi 20 giorni. E lo dico andando oltre le facili battute sulla Ministra Pompinara (alias Mara Carfagna, professione soubrette) e sulle intercettazioni: il problema è di vera e propria emergenza democratica! Non so voi, fratelli, ma io ho paura, davvero paura, che la già flebile ed imperfetta democrazia italiana sia in grave pericolo: le leggi ad personam rischiano di diventare vere e proprie leggi costituzionali!  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Posterò più tardi il programma della P2: noterete delle preoccupanti somiglianze con ciò che sta realizzando il CaiNano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inoltre ho messo anche un sondaggio, che durerà tre anni: il tempo che ci mise Mussolini a realizzare il suo regime. Speriamo che i corsi e ricorsi di vichiana memoria non ritornino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voi che ne pensate?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-7388197933480342759?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/7388197933480342759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=7388197933480342759&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7388197933480342759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7388197933480342759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/07/il-mondo-si-fermato-la-dittatura.html' title='Il mondo si è fermato. La dittatura prosegue.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-3166684562433110778</id><published>2008-06-24T17:39:00.002+02:00</published><updated>2008-06-24T18:07:07.006+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Continuavano a chiamarlo Impunità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Qualche anno fa uscì un libro dal titolo emblematico: "lo chiamavano Impunità". Oltre all'ovvio riferimento al celebre spaghetti western "lo chiamavano Trinità", con Bud Spencer e Terence Hill, il libro evidenziava come le vicende giudiziare del quattro volte premier assomigliavano ad un Far West all'italiana. In qualsiasi altro paese "democratico" del Mondo, un personaggio come Berlusconi non potrebbe PER LEGGE far politica. Nella nostra italietta del c..zo, invece, tutto è consentito a chi ha i miliardi. Anche l'impunità, cioè la possibilità di non farsi processare. Alla peggio, di essere condannato in qualche grado di giudizio ma poi vedere il proprio reato prescritto per qualche legge approvata ad hoc da un parlamento di servi e lacchè. Il Caimano Silvio, oggi, ha ottenuto l'ennesima impunità: all'interno del decreto sulla sicurezza e immigrazione, il non mio premier ha inserito, e fatto approvare, una norma che sospende i processi per reati commessi prima del 2002. Guarda caso, proprio un processo in cui Berlusconi è accusato di corruzione (il Caso Mills) ha i requisiti per la sospensione. E come se non bastasse, il famigerato Lodo Schifani (immunità per le più alte cariche dello stato) sarà approvato tra poche settimane, e consentirà al Beslusca di non farsi processare fino a quando resterà al potere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Faccio quindi un esempio: se berlusconi, tra cinque anni, venisse eletto Presidente della Repubblica (7 anni di mandato), le sue pendenze penali subirebbero uno stop di 12 anni, con la probabilità che molti reati attualmente perseguibili saranno tra 12 anni prescritti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se in Italia esistesse una vera Destra, legalitaria e giustizialista, o una vera Sinistra, vaccinata dal veltronismo, forse Berlusconi sarebbe stato processato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"Anche se voi vi sentite assolti, siete lo stesso coinvolti" De Andrè&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-3166684562433110778?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/3166684562433110778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=3166684562433110778&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3166684562433110778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3166684562433110778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/06/continuavano-chiamarlo-impunit.html' title='Continuavano a chiamarlo Impunità'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-4703400739139060478</id><published>2008-06-16T17:39:00.002+02:00</published><updated>2008-06-16T18:09:11.958+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Sull'Esercito nelle strade.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;2.500 militari impiegati in supporto alle forze dell'ordine. 6 mesi prorogabili solo una volta. Questa la proposta del Governo Berlusconi, per bocca del Ministro della Difesa La Russa, sulla cosiddetta "emergenza sicurezza".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo dico subito: per me è uno spot elettorale. Un modo per far vedere che con la destra al potere c'è maggior presenza dello Stato nel territorio, e pertanto maggior sicurezza percepita. Se si riuscisse davvero, in sei mesi o in un anno, a rendere più sicure le nostre città... io sarei addirittura a favore della militarizzazione dei nostri territori. Ma siccome sono di Napoli, e so bene che il problema criminalità a ragioni ataviche, addirittura pre-unitarie, so altrettanto bene che in un anno non si può fare nulla, se non diminuire le libertà dei cittadini, dare l'idea di un paese sull'orlo di una invasione o di una guerra civile, farci sentire cittadini di regimi sudamericani. Abbiamo già avuto (Genova 2001) la polizia cilena, ci stiamo avviando verso nuove leggi speciali???&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-4703400739139060478?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/4703400739139060478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=4703400739139060478&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4703400739139060478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4703400739139060478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/06/sullesercito-nelle-strade.html' title='Sull&apos;Esercito nelle strade.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-2173825512620219611</id><published>2008-06-14T17:09:00.004+02:00</published><updated>2008-12-13T02:38:30.611+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Irish said no!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SFPlZSR0V4I/AAAAAAAAAMQ/QDhLxte-fkQ/s1600-h/Ira.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211761416363857794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SFPlZSR0V4I/AAAAAAAAAMQ/QDhLxte-fkQ/s320/Ira.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Irlanda ha detto no. E vaffanculo ai burocrati europei, ai liberisti e ai financial men del vecchio continente. Vaffanculo ad una costituzione europea stomachevole nei contenuti e nelle forme, ispirata da Maastricht e senza anima. Stanno facendo l'Europa a tavolino, inventando nazioni (Kosovo) distruggendone altre (Jugoslavia) e fingendo di rendere europei anche chi europeo non è (Israele).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Trattato di Lisbona, questa indegna cartaccia a cui si è cercato invano di dare la dignità di Costituzione, è stato finalmente bocciato. Nonostante molti parlamenti (tra cui quello italiano) abbiano ratificato il trattato SENZA consultare democraticamente i rispettivi cittadini. In Irlanda, invece, la costituzione prevedeva che per cose di questo genero fosse OBBLIGATORIO indire un referendum, al fine di approvare o respingere la carta costituzionale europea. I fratelli irlandesi hanno votato convintamente NO, e siccome le regole comunitarie prevedono che la costituzione deve essere ratificata da tutti gli stati membri, il processo di Lisbona è stato arrestato. Momentaneamente? Certo che si, visto che i poteri forti sono già al lavoro per togliere questo fastidioso ostacolo democratico dalla strada dell'Europa. Il nostro Presidente, Giorgio Napolitano, ha detto che "chi intralcia l'Europa, vada fuori": in pratica, se non sei d'accordo con me, vai a fare in culo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa è la democrazia su cui l'Italia e l'Europa sono fondate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-2173825512620219611?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/2173825512620219611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=2173825512620219611&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2173825512620219611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2173825512620219611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/06/irish-said-no.html' title='Irish said no!'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SFPlZSR0V4I/AAAAAAAAAMQ/QDhLxte-fkQ/s72-c/Ira.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-2304776375485723488</id><published>2008-06-09T11:50:00.002+02:00</published><updated>2008-06-09T14:27:02.102+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Io non mi sento italiano...</title><content type='html'>... ma per fortuna o purtroppo lo sono. Così cantava Giorgio Gaber.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi inizia l'Europeo dell'Italia. Ed io, come un semplice tifoso, seguirò con attenzione le partite della Nazionale sperando in una vittoria. Lo farò con semplicità e senza particolare partecipazione, perchè io non mi sento italiano (anche se in effetti lo sono). Non mi sento italiano perchè l'Italia non mi piace e non voglio appartenerci. Sono nato qui, su questa terra, per puro caso. E non mi eccitano assolutamente parole quali Patria, Nazione, Popolo Italiano. Sotto la bandiera tricolore sono uniti popoli tra loro troppo diversi per tradizione, cultura, struttura socioeconomica, storia politica. Napoletani e Veronesi (in quanto tali, presi nella loro genericità) non potranno mai essere membri di una stessa nazione. L'operaio italiano è molto più "fratello" dell'operaio tedesco piuttosto che dell'imprenditore italiano. Le Nazioni, e peggio ancora gli Stati (da cui derivano le Nazioni), non sono altro che mercati che si sono dati delle regole, cancellando le identità culturali di un determinato comune o paesino o città. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Su cosa è unita l'Italia? Su cosa sono uniti gli italiani? Basta vedere il razzismo del Nord nei confronti del Sud, le case degli anni 50 fittate a tutti (tranne che ai meridionali), ed in ultimo la sordità del resto d'Italia nei confronti dell'emergenza rifiuti in Campania. Ed io? Dovrei sentirmi italiano? Stasera dovrei alzarmi in piedi e cantare l'Inno nazionale, che parla di unità e fratellanza di cui ormai non c'è traccia?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Lega si permette di dire che se non gli diamo il federalismo fiscale, loro sono pronti ad armarsi per l'indipendenza! Il nostro Presidente della Repubblica che fa, che dice? N-i-e-n-t-e. Ed io dovrei far parte del medesimo popolo di quelli lì? Napolitano, ma mi faccia il piacere...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forza ragazzi, vincete l'europeo. Ma se non vincete, dormirò benissimo lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-2304776375485723488?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/2304776375485723488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=2304776375485723488&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2304776375485723488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2304776375485723488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/06/io-non-mi-sento-italiano.html' title='Io non mi sento italiano...'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-391685234647753</id><published>2008-06-08T15:56:00.004+02:00</published><updated>2008-06-08T16:07:53.168+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Nè martire, nè eroe: Uomo.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A me i carabinieri non stanno simpatici. Così come i poliziotti, i finanzieri e compagnia cantante. Loro sono difensori dello status quo, gente che difende ciò che io voglio distruggere. Servitori di uno Stato che non merita niente.  Pedine di un gioco troppo più grande di loro. Esseri esaltati dal "senso del dovere" e dalla "fedeltà alle istituzioni", le stesse istituzioni che imbrigliano i cittadini rendendoli sudditi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A me i carabinieri non stanno simpatici, anche se so che sono persone come tutti, con le loro debolezze e le loro forze. Sono lavoratori. A loro va riconosciuto, sempre e comunque, l'onore delle armi. Ieri si sono svolti, a Pagani, i funerali di Marco Pittoni (32 anni), sottotenente dei carabinieri. Stava in fila all'ufficio postale, quando tre disgraziati hanno iniziato una rapina. Il sottotenente è intervenuto, riuscendo a sventare la rapina, ma è stato colpito alla gola da un proiettile esploso dai rapinatori. Dopo qualche ora di agonia, si è spento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per tutti, Marco Pittoni è un eroe. Con sprezzo del pericolo è intervenuto, pagando con la vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per altri, i più retorici, è morto da carabiniere, intervenendo per sventare una rapina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per qualcuno, i più codardi, Pittoni si doveva fare i fatti suoi, e girarsi dall'altra parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo me, Marco Pittoni non è un eroe, nè un martire, nè un esaltato. E' semplicemente - merce rara di questi tempi - una persona che non ha abbassato lo sguardo. Non si è girato dall'altra parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Marco Pittoni, uno che non si è girato dall'altra parte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-391685234647753?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/391685234647753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=391685234647753&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/391685234647753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/391685234647753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/06/n-martire-n-eroe-uomo.html' title='Nè martire, nè eroe: Uomo.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-5909358648287088474</id><published>2008-06-04T12:31:00.002+02:00</published><updated>2008-06-04T12:35:08.057+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Morti "straordinarie".</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;di MISAKO HIDA* &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Repubblica ha pubblicato l'articolo che ha vinto il premio giornalistico "Media for Labour Rights", indetto dall'ILO, l'agenzia dell'Onu per i diritti del Lavoro. "Tutto il tempo che ho passato è stato sprecato". In una giornata di marzo del 1999, ancora prima che i germogli di ciliegio cominciassero a sbocciare, un ragazzo di 23 anni, Yuji Uendan, in preda a una forte depressione causata dall'eccesso di lavoro, si è tolto la vita. È stato trovato nel suo appartamento di Kumagaya, alla periferia di Tokyo, con quelle parole scribacchiate su una lavagnetta bianca che usava per l'elenco degli appuntamenti giornalieri. Uendan aveva lavorato per quasi 16 mesi come ispettore di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, in una stanza asettica con una luce soffusa giallastra nella fabbrica della Nikon a Kumagaya, vestito dalla testa ai piedi con una divisa bianca sterile. Era stato assunto dall'appaltatrice Nextar (oggi Atest) che lo mandava per incarichi a termine alla Nikon, una delle principali produttrici giapponesi di macchine fotografiche e dispositivi ottici. Uendan faceva turni di giorno e di notte di 11 ore a rotazione, con straordinari e viaggi extra che gli facevano raggiungere le 250 ore al mese. Nel suo ultimo periodo di lavoro all'interno della fabbrica era arrivato a 15 ore consecutive senza un giorno libero. Soffriva di mal di stomaco, insonnia, intorpidimento delle estremità. In poco tempo era dimagrito di 13 chili. "Aveva la faccia molto tirata" racconta la madre, Noriko Uendan, 59 anni, che ha cominciato a soffrire di angina dalla morte del figlio e ora porta sempre con sé pillole di nitroglicerina. "Mi fa soffrire pensare a quanti giorni è rimasto lì, da solo, prima che lo trovassero".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://ad.it.doubleclick.net/jump/N4199.mec.manzoni.network/B2902303;abr=!ie4;abr=!ie5;sz=180x150;ord=1381769569?"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Nel marzo del 2005, il tribunale distrettuale di Tokyo ha dichiarato che sia la Nextar sia la Nikon erano da ritenersi responsabili per la morte di Uendan e ha ordinato a entrambe le aziende il risarcimento dei danni. "È stata una vittoria senza precedenti per i lavoratori temporanei", ha detto l'avvocato di Uendan, Hiroshi Kawahito, che è anche segretario generale del Consiglio di difesa nazionale per le vittime di "Karoshi". L'espressione giapponese che sta a significare "morto per eccesso di lavoro" ormai è stata adottata anche dalla lingua inglese, basta consultare il dizionario Oxford. "Si è trattato del primo caso in cui non solo l'azienda che forniva personale temporaneo, ma anche quella che lo riceveva, sono state condannate per negligenza" ha aggiunto Kawahito. Ma la causa non è conclusa. Entrambe le aziende sono ricorse in appello, ma la madre della vittima non intende darsi per vinta. La battaglia legale perciò continua alla corte d'appello di Tokyo, dove alla fine di gennaio si è tenuta la dodicesima udienza. "Negli ultimi anni, sempre più lavoratori temporanei sono stati costretti a lavorare tanto quanto i dipendenti a tempo pieno ed è molto comune che le società appaltatrici forniscano illegalmente ai propri clienti dipendenti di fatto come se fossero interinali o temporanei", dice Koji Morioka, professore di economia e autore di The Age of Overwork, L'era del lavoro eccessivo. "Visto lo status quo, il caso di Uendan ha un'importanza particolare perché si è trattato in assoluto della prima richiesta di indennizzo per il suicidio di un lavoratore temporaneo a causa di straordinari ed eccesso di lavoro." La questione del "karojisatsu", letteralmente "suicidio dovuto all'eccesso di lavoro" è un problema serio in Giappone. Il numero di suicidi è aumentato drasticamente, superando i 30 mila casi dal 1998, quando il tasso di disoccupazione raggiunse un record dai tempi del dopoguerra. Secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, il numero di suicidi in Giappone è quasi il doppio di quello negli Stati Uniti. L'ultimo studio dell'agenzia di Polizia nazionale giapponese evidenzia che nel 2006 si sono tolte la vita, in tutto il paese, 32.155 persone. Kawahito stima che più di cinquemila suicidi ogni anno sono il risultato della depressione causata da eccesso di lavoro. Secondo le ultime stime dell'Organizzazione internazionale del Lavoro, ILO, il Giappone detiene il primato di dipendenti che superano le 50 ore a settimana (28,1 per cento), mentre nella maggior parte dei paesi dell'Unione Europea, la cifra non va oltre il 10 percento (in Italia siamo al 4,2 per cento). "L'era del lavoro eccessivo" riporta che la quota di ferie retribuite da parte dei dipendenti giapponesi è scesa al 47 percento nel 2004 dal 61 per cento del 1980. "I troppi straordinari quasi impediscono ai lavoratori di godere di ferie retribuite e questo costituisce un problema" sostiene Kosuke Hori, a capo dell'Associazione giapponese degli avvocati del lavoro. Il Giappone non ha ratificato alcuna Convenzione dell'ILO sull'orario lavorativo, comprese la Convenzione 132 relativa alle ferie retribuite e la Convenzione 1 sulle ore di lavoro. La legge nazionale non mette un tetto al lavoro straordinario per certe professioni e in certe condizioni. "Quando si tratta di ore lavorative - Marioka scrive nel suo libro - in Giappone non c'è alcun riferimento agli standard internazionali". "Ho giurato su mio figlio mentre era in coma che non mi sarei mai arresa - ha detto la madre di Yuji Uendan - e spero davvero che in futuro le aziende giapponesi lascino avere vite dignitose ai propri dipendenti, tanto da arrivare a morire di vecchiaia". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;*Misako Hida è una giornalista freelance giapponese che scrive da New York per le riviste The Economist, Sunday Mainichi, Toyo Business e Newsweek Japan. Con l'articolo "The Land of Karoshi" ha vinto il premio giornalistico "Media for Labour Rights" istituito dal Centro internazionale di formazione dell'ILO, che ha sede a Torino. L'ILO è l'agenzia dell'Onu per i diritti del lavoro e il premio, alla sua prima edizione, è legato al progetto di formazione per giornalisti e operatori dei media volto a diffondere la conoscenza degli standard internazionali del lavoro. In questi giorni si tiene a Ginevra la 97° Conferenza Internazionale del Lavoro, appuntamento annuale in cui l'ILO riunisce i rappresentanti dei ministeri del welfare, delle organizzazioni sindacali e delle imprese di tutto il mondo per discutere delle tendenze globali dell'occupazione e promuovere il lavoro dignitoso (Decent work).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-5909358648287088474?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/5909358648287088474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=5909358648287088474&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5909358648287088474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5909358648287088474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/06/morti-straordinarie.html' title='Morti &quot;straordinarie&quot;.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-8279789816726253597</id><published>2008-06-02T17:17:00.003+02:00</published><updated>2008-06-02T17:21:23.659+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Der Stirner</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Ciò che segue è un pezzo della pagina di Wikipedia dedicata ad uno dei pensatori più originali e ribellisti (non rivoluzionari, si noti bene) della storia: Max Stirner, la cui opera "L'Unico e la sua proprietà" mi affascina ancora oggi. In particolare, in questo passo si parla della concezione politica di Stirner, dell'individualismo e della libertà. Voi che ne pensate di queste idee?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Stirner pone l’individuo al centro del mondo in quanto è già dotato di per sé di una sua assolutezza: anche la libertà deve essere assoluta in sé e per sé, se non lo fosse non sarebbe più libertà, non dobbiamo cercare di limitarla. Va da sé, però, che un siffatto modello di libertà non è praticabile perché la libertà di un individuo non può coincidere con quella di un altro individuo. Sta, comunque, di fatto che la libertà può essere esclusivamente assoluta.&lt;br /&gt;Il problema risiede nel trovare un compromesso tra libertà assoluta (impraticabile) e libertà determinata (che non è autentica libertà). Stirner sceglie la libertà individuale: “si può perdere la libertà, ma la libertà spetta solo a noi”, è una scelta momentanea che si presenta all’individuo in ogni momento della sua vita. L’individuo deve avere la proprietà della libertà, non basta dirsi liberi, io devo poter fare o non fare ciò che desidero; a Stirner non interessa realizzare l’ideale della libertà, quello a cui punta è di avere la libertà, l’uomo diventa libero se riesce a sottoporre la libertà al proprio volere (non basta l’ideale).&lt;br /&gt;La libertà deve liberare l’unicità quale dimensione autentica dell’individuo, la libertà così posta è teoricamente infinita e senza confini, io individuo e solo io posso sottoporla a dei limiti. La libertà così intesa si esplica al di fuori di ogni codificazione; è possibilità di essere, di avere, etc. Per sfruttare la mia libertà posso usare ogni mezzo, addirittura l’ipocrisia e l’inganno. Dal punto di vista delle istituzioni politiche non vi può essere alcun rapporto tra istituzioni e libertà dell’individuo, il diritto, solo per il fatto di esserlo, si pone al di fuori della mia individualità (in quanto è stato elaborato con strumenti che esulano, appunto, dalla mia individualità).&lt;br /&gt;I diritti mi sono stati concessi e non sono atto della mia libertà: basta ciò per considerarli un qualcosa che imbriglia la libertà; non sono io che mi approprio dei diritti, sono un qualcosa che gli altri mi concedono, importa poco se questa concessione avvenga ad opera di pochi, uno o molti. Si tagliano, così, i ponti anche con una concezione politica ultrademocratica: è sempre un qualcosa di collettivo, a Stirner interessa invece l’individualità.&lt;br /&gt;Una parte importante dell'"Unico e le sue proprieta'" dimostra come non esiste una vera e assoluta "libera concorrenza" in presenza di uno Stato. La libera concorrenza significa "egalité" davanti allo stato; e l'uguaglianza di fronte al "fantasma" di uno Stato dissolve quella che è la concezione stirneriana dell'Unico come differenza assoluta, e non differenza "da". Si concorre sempre e solo con la grazia dello Stato. Lo Stato, in altre parole, concede diritti (tra i quali quello di potere essere in concorrenza) solo per formarsi dei "servi".&lt;br /&gt;Stirner cerca di differenziare più volte la rivoluzione con la rivolta; la rivoluzione è del popolo, mentre la rivolta è del singolo. Questo svalutazione del concetto di rivoluzione è in qualche modo pensata anche da Klossowski,filosofo francese. L'Unico di Stirner non è l'ennesimo fantasma della metafisica occidentale: non c'è un'essenza umana,un modello a cui l'uomo singolo, l'Unico si deve adeguare o con il quale deve fare i conti. L'unico si autofonda.&lt;br /&gt;Non si deve lottare,secondo Stirner,per il "diritto" alla liberta'(di stampa,di parola ecc.ecc.). Su questo punto concorda anche Baudrillard in "Lo scambio simbolico e la morte": Baudrillard accenna al carattere mistificatorio di chi si batte per il diritto alla sicurezza. Della sicurezza in sè per se' a nessuno importa. E questo perche' la sicurezza è il prolungamento industriale della morte.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-8279789816726253597?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/8279789816726253597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=8279789816726253597&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8279789816726253597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8279789816726253597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/06/der-stirner.html' title='Der Stirner'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-2817752585610219419</id><published>2008-05-28T09:13:00.000+02:00</published><updated>2008-05-28T09:14:45.499+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>IL RITORNO DEL FASCISMO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo molti “osservatori”, non è corretto parlare di ritorno dei fascisti. Secondo (pochi) altri, invece, i fascisti stanno realmente riprendendo forza. Secondo me, infine, non bisognerebbe parlare di ritorno dei fascisti: è più corretto parlare di ritorno del fascismo. L'espressione andrebbe usata al singolare, in quanto gli ultimi accadimenti di cronaca dimostrano che non è in atto una ripresa di vigore di alcuni singoli estremisti di destra che, autonomamente o in piccoli gruppi, stanno facendo tornare il Paese indietro di decenni; si tratta, bensì, di un'autentica riorganizzazione del movimento fascista, sotto nuove (ma non per questo meno pericolose) forme. Oltre a ricordare, cosa quanto mai urgente, che la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce il divieto di riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista (e quindi andrebbero dichiarate illegali e sciolte tutte quelle organizzazioni, tipo Forza Nuova, che si rifanno anche esplicitamente al fascismo), andrebbe anche rivisitata la storia d'Italia, sia quella riferita al regime mussoliniano, sia quella degli anni 60 – 70: il fascismo, come progetto politico, non è certo morto con Mussolini a Piazzale Loreto! Dalla nascita del Movimento Sociale, la galassia fascista ha avuto una costante e pericolosa legittimazione da parte della DC che spesso, ignorando l'infausta previsione di Giolitti, ha utilizzato l'MSI come deterrente all'avanzata delle sinistre (e del PCI in particolare). Ecco spiegate, quindi, le stragi di stato che i servizi segreti “deviati” (altro che deviati... diritti diritti) hanno talvolta coperto, talatra organizzato usufruendo della manovalanza fascista. Per non parlare, poi, delle esperienze di gruppi quali Ordine nuovo, Nar e Avanguardia Nazionale, sigle che a molti nostri coetanei non dicono quasi nulla. E ciò dimostra che l'opera di cancellazione della memoria storica d'Italia ha avuto, certamente, risultati importanti: oggi i partigiani sono criminali, mentre i repubblichini sono le vittime; oggi Auschwitz è una menzogna, mentre le Foibe una triste verità; i Nar sono dei poveri pazzi, mentre le BR sono dei pericolosi rivoluzionari; la bomba alla stazione di Bologna l'ha messa Nonsisachi; non dedichiamo le strade ad Arafat (premio nobel per la pace) ma si discute di dedicarle ad Almirante (fucilatore di partigiani).Oggi, anno 2008, abbiamo la caccia all'immigrato e all'omosessuale, gli scontri all'università, elezioni festeggiate a braccio teso, eccetera eccetera. Abbiamo revisionismo storico (che talvolta sfocia nel più bieco negazionismo) e tolleranza nei confronti degli atteggiamenti fascisti (so ragazzi...): a Verona, 5 fascisti uccidono un ragazzo, ma tutti corrono in tv a dire che è da escludere il movente politico; a Roma, un gruppo di fascisti massacra un negoziante proveniente dal Bangladesh, ma non si può dire che dietro vi sia una regia politica; Forza Nuova accoltella gli studenti all'università, ma Roberto Fiore va in tv a dire che FN è contro la violenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino a quando gli antifascisti staranno zitti e, cosa più grave ancora, fermi?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-2817752585610219419?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/2817752585610219419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=2817752585610219419&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2817752585610219419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2817752585610219419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/il-ritorno-del-fascismo.html' title='IL RITORNO DEL FASCISMO'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-1581894012573977409</id><published>2008-05-22T15:54:00.001+02:00</published><updated>2008-05-22T15:55:19.851+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>Il crollo del muro.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;No. Non sto parlando del famoso, e famigerato, Muro di Berlino. Parlo di un muro fatto di carne, muscoli, sudore e lacrime.&lt;br /&gt;Parlo di John Terry, difensore centrale, capitano del Chelsea e della nazionale inglese. Un omone di 186 cm per 91 kg, 28 anni il prossimo dicembre. Un omone che ieri sera, sotto la britannica pioggia di Mosca, si è sciolto in un mare di lacrime.&lt;br /&gt;Premessa: non sono un simpatizzante del Chelsea, squadra ricca e sopravvalutata (secondo me). Eppure ieri, al termine della finale di Coppa dei Campioni (io la chiamo ancora così, e chi la chiama Champions è pregato di andare a farsi fottere dal fratello di Anelka...), quando il Man United ha alzato la coppa dalle grandi orecchie, ero dispiaciuto. Perchè avevo visto un uomo, John Terry appunto, essere il migliore in campo; non sbagliare un intervento; preciso nelle chiusure e negli anticipi; grintoso e duro, ma sempre corretto. Ho visto Terry svettare di testa con una potenza disarmante, salvare un gol sulla linea con una proibitiva torsione del collo. Ho visto Terry trascinare, da vero capitano, la propria squadra fuori dalle sabbie mobili di un primo tempo in balia del più tecnico e spocchio Man U, risorgere in un secondo tempo concluso con un palo di Drogba, dominare i supplementari colpendo una traversa nonostante l'inferiorità numerica (espulso Drogba). Ai rigori, un fastidioso ed atteggiato Cristiano Ronaldo ha sbagliato un rigore calciato, come sempre, in maniera irregolare. Il rigore decisivo per il Chelsea lo calcia John Terry. Il Capitano sistema il pallone sul dischetto, conscio che è a 11 metri dalla storia, dalla prima Coppa dei Campioni nella storia del club di Stanford Bridge. La sua è stata una partita perfetta, e lui può consegnare l'epica vittoria alla squadra per cui da bambino ha tifato, ed in cui gioca da quando ha 14 anni. Terry prende la rincorsa, spiazza Van der Sar, ma... scivola in prossimità del dischetto e calcia fuori!&lt;br /&gt;Quello che è successo dopo, lo avete visto tutti.&lt;br /&gt;Io ho solo un'immagine in testa: gli occhi rossi e lucidi di un gigante che ieri avrebbe voluto essere piccolo piccolo, nascondersi come una formica nel prato bagnato dello stadio moscovita. Quel gigante, ieri, non aveva la forza di salire le scale a testa alta.&lt;br /&gt;Non è giusto, John. Dovevi salire le scale a testa alta. Perchè tu ieri sera hai giocato una partita memorabile, e se il Chelsea è stato ad un millimetro dalla Coppa, il merito è stato soprattutto tuo.&lt;br /&gt;P.s.: non succederà mai, lo so. Ma se mai un giorno mi capitasse di giocare contro Cristiano Ronaldo, che mi punta e mi fa le solite tre - quattro finte inutili ed irritanti, gli darò un calcio sul ginocchio col piede a martello! Così poi vediamo se fa ancora il frocio provocatore...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;tratto da &lt;strong&gt;Avanti a Gamba Tesa - &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://avantiagambatesa.blogspot.com/"&gt;http://avantiagambatesa.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-1581894012573977409?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/1581894012573977409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=1581894012573977409&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1581894012573977409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1581894012573977409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/il-crollo-del-muro.html' title='Il crollo del muro.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-3444054253717030160</id><published>2008-05-17T11:39:00.004+02:00</published><updated>2008-12-13T02:38:30.825+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Il denaro non è commestibile</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SC6p8nyC5LI/AAAAAAAAALo/qX7uffItIXU/s1600-h/Capitalism+Coca+Cola.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201281478595634354" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SC6p8nyC5LI/AAAAAAAAALo/qX7uffItIXU/s320/Capitalism+Coca+Cola.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il modello di sviluppo occidentale ha distrutto, con la sua penetrazione, le economie di sussistenza (autoproduzione e autoconsumo) dei Paesi che noi chiamiamo Terzo Mondo, su cui quelle popolazioni avevano vissuto, e a volte prosperato, per secoli e millenni. Ciò ha costretto quegli agricoltori ad abbandonare i loro campi e a inurbarsi nella città. Ma quando la multinazionale, o chi per essa, se ne va, quella gente resta col culo per terra. E non può tornare indietro perché l’abbandono della campagna ha fatto avanzare la desertificazione, perché il tessuto sociale e solidale che teneva insieme il delicato equilibrio del mondo contadino non esiste più e comunque perché non hanno più il know how di ciò che facevano prima.&lt;br /&gt;Ma qualcosa di simile comincia a manifestarsi anche nei Paesi cosiddetti sviluppati che hanno privilegiato l’industria, la finanza, il terziario ai danni dell’agricoltura. Se i cereali scarseggiano solo i Paesi ricchi possono procurarseli, ma a lungo andare diventeranno inabbordabili anche per la maggioranza delle popolazioni di questi Paesi. Sta per avverarsi la profezia di Taranga Totanka, alias il capo pellerossa Toro Seduto: «Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;http://www.massimofini.it/&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-3444054253717030160?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/3444054253717030160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=3444054253717030160&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3444054253717030160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3444054253717030160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/il-denaro-non-commestibile.html' title='Il denaro non è commestibile'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SC6p8nyC5LI/AAAAAAAAALo/qX7uffItIXU/s72-c/Capitalism+Coca+Cola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-5537714901290939953</id><published>2008-05-15T16:29:00.001+02:00</published><updated>2008-12-13T02:38:30.939+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Senza parole</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SCxIyHyC5KI/AAAAAAAAALg/HohKemU26zk/s1600-h/fede.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200611695625692322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SCxIyHyC5KI/AAAAAAAAALg/HohKemU26zk/s320/fede.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d'Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Testa d'Asfalto toglie l'ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d'Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.Testa d'Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c'è più. In realtà non c'era neppure prima. Gentiloni potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.L' Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E' bello contribuire al successo economico di Testa d'Asfalto con le nostre tasse.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-5537714901290939953?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/5537714901290939953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=5537714901290939953&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5537714901290939953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5537714901290939953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/senza-parole.html' title='Senza parole'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/SCxIyHyC5KI/AAAAAAAAALg/HohKemU26zk/s72-c/fede.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-2311496980067327928</id><published>2008-05-15T09:52:00.002+02:00</published><updated>2008-05-15T10:06:06.096+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>A fuoco!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Eccomi qui. Dopo 3 gg di black out (sono stato a Napoli), rieccomi sul blog. E vi ringrazio, perchè ultimamente stanno nascendo dibattiti interessanti, fatti con convinzione delle proprie idee e col rispetto di quelle altrui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre stavo a Napoli, i miei concittadini hanno dato fuoco ad un campo rom. Il giorno dopo, Roma e Milano hanno comunicato che istituiranno un commissario speciale cittadino sulla questione rom. Gli zingari, in gran numero, stanno lasciando Napoli, Roma e Milano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al di là dell'episodio contingente (che secondo me va stigmatizzato e criticato), vi chiedo di esprimervi su un problema preciso: la convivenza tra rom e italiani. Specifico che non vi chiedo di commentare la Bossi - Fini, o il reato di immigrazione clandestina, o altro: vi chiedo di esprimere un commento su come si può risolvere quella che rischia di essere una delle tante emergenze da prima pagina o da campagna elettorale, che poi però possono avere ripercussione e sviluppi ben più gravi ed incontrollabili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io ho una mia posizione: chi lavora onestamente, è bene accetto; chi sta ai semafori, non mi disturba; chi commette reati, vada in galera con pene certe. Non mi interessa la provenienza etnico-geografica del delinquente: in galera, punto e basta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non vorrei che si ricominciasse coi pogrom...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-2311496980067327928?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/2311496980067327928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=2311496980067327928&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2311496980067327928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2311496980067327928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/fuoco.html' title='A fuoco!'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-5275089855106289238</id><published>2008-05-10T12:38:00.003+02:00</published><updated>2008-05-10T13:13:13.630+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Skinheads</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quante volte abbiamo sentito parlare di "skinheads massacrano ragazzi di colore", oppure "skinheads col braccio teso nel saluto romano", o anche "skinheads inneggiano a Hitler". Tutto questo indica che l'opinione pubblica, ed in primis la stampa, considerano gli skinheads come militanti politici o esponenti della galassia della destra radicale e neofascista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In pochi sanno, forse, che in realtà il movimento skinheads nasce profondamente antifascista, e che gli "original skinheads", cioè coloro che si ispirano ai valori originari della cultura skin, sono riuniti in una associazione internazionale denominata S.H.A.R.P. (acronimo di Skin Heads Against Racial Prejudice). Già dal nome, quindi, si capisce la chiara posizione antifascista: inoltre i primi skin d'Oltremanica entrarono in contatto, e spesso imitavano, i rude boys giamaicani o provenienti dalle colonie britanniche. Il look degli "original skins" si rifà al look della working class inglese: capello corto (come i marinai), basettoni, polo, jeans e anfibi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo qualche anno, gli skins più politicizzati hanno abbandonato la S.H.A.R.P.: quelli di sinistra hanno fondato la R.A.S.H. (Red and Anarchist Skin Heads); quelli di destra non hanno fondato una vera e propria organizzazione, ma hanno aderito ai vari partiti o movimenti (in Italia, soprattutto FN e Veneto Fronte Skinheads).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In conclusione, quando sentite parlare di skinheads, in genere si intendono i naziskins (detti anche boneheads), perchè i veri skins sono antirazzisti ed antifascisti, pur essendo orgogliosamente figli della classe lavoratrice e spinti da un forte patriottismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-5275089855106289238?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/5275089855106289238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=5275089855106289238&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5275089855106289238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5275089855106289238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/skinheads.html' title='Skinheads'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-2545846064627712618</id><published>2008-05-09T11:44:00.002+02:00</published><updated>2008-05-09T13:17:21.806+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Bullismo o fascismo?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La puntata di Annozero, in onda ieri sera, verteva sui fatti di Verona. In studio, oltre a Santoro e Vauro, c'erano Titti De Simone del Prc, donna Assunta Almirante, il filosofo Galimberti e la signora Stefania, madre di un ragazzo romano ucciso con otto coltellate al termine di un concerto reggae, "musica da comunisti".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da Verona, l'eterea Beatrice Borromeo intervistava studenti coetanei dei 5 fascisti che hanno ammazzato Nicola, colpevole di non aver offerto una sigaretta e di avere i capelli lunghi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto ok, almeno all'inizio: Galimberti che parlava del "nichilismo di certi giovani", che non hanno valori, obiettivi, stimoli e cultura, e che cercano nel branco e nelle ideologie più estreme (il nazismo) una giustificazione razionale al bisogno di violenza fine a se stessa. Gli studenti veronesi parlavano del clima culturale e politico che si respira a Verona, additando al sindaco leghista Tosi molte (ma non tutte le) colpe, tra cui quella di dar manforte ai fascisti, di far entrare in consiglio comunale un militante del Veneto Fronte Skinheads, di partecipare alle manifestazioni di Forza Nuova e dell'area fascista, di mettere alla presidenza della commissione sulla storia della resistenza un revisionista fascista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo qualche servizio e qualche intervista, è venuto il momento della drammatica testimonianza della signora Stefania, il cui figlio Renato è stato ucciso con otto coltellate all'uscita di un concerto reggae. L'assassino, che ora è stato condannato in primo grado ma è ai domiciliari, aveva tatuato sul corpo un soldato romano con la scritta "forza e onore" ed una croce celtica. A questo punto, l'immarcescibile donna Assunta Almirante, vedova dello storico leader dell'MSI, ha detto che questi ragazzi non possono essere definiti di destra nè di sinistra: sono dei bulli, dei delinquenti, senza valori ed idee. E' sbagliato, secondo donna Assunta, politicizzare ed ideologizzare tali avvenimenti: è bullismo, non fascismo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ovviamente, questa dichiarazione ha generato qualche reazione: tiepida, in verità, quella della rifondarola De Simone, che (poco marxisticamente) la buttata sul piano culturale; più decisa, invece, quella della signora Stefania, che giustamente e con le lacrime agli occhi ha detto: "Chi ha ucciso mio figlio era un fascista: se l'era addirittura scritto sul petto. Non dobbiamo aver paura a dire questa parola: FASCISMO!". Applausi di tutto il pubblico, e la stessa donna Assunta ha applaudito e non ha parlato più fino al termine della trasmissione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora io vi e mi domando: questi episodi, che negli ultimi mesi sono stati frequenti, sono da considerare episodi di bullismo o di fascismo? Io una risposta me la sono data...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-2545846064627712618?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/2545846064627712618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=2545846064627712618&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2545846064627712618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2545846064627712618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/bullismo-o-fascismo.html' title='Bullismo o fascismo?'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-1351216182972661193</id><published>2008-05-06T12:22:00.000+02:00</published><updated>2008-05-06T12:23:32.615+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>"E' più grave bruciare le bandiere israeliane"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono parole di Gianfranco Fini. Le ho sentite ieri a Porta a Porta. Premessa: per me chi brucia le bandiere di Israele o degli Usa è uno stupido, un ignorante, ma certo non è un criminale. I naziskin di Verona sono, invece, dei criminali fascisti. Paragonare l'errore di bruciare le bandiere all'orrore di un massacro di Verona poteva riuscire solo a Fini, cioè al delfino di Almirante...Ci sono in Italia gruppi politici (partiti, associazioni) dichiaratamente fascisti: la legge prevede che debbano essere sciolti. Invece Forza Nuova, il Veneto Fronte Skinhead e altre sigle vengono tollerati.Non mi stupirei che qualche militante di sinistra iniziasse a vendicarsi... La giustizia ha i suoi tempi, e sono parecchio lenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-1351216182972661193?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/1351216182972661193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=1351216182972661193&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1351216182972661193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1351216182972661193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/e-pi-grave-bruciare-le-bandiere.html' title='&quot;E&apos; più grave bruciare le bandiere israeliane&quot;'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-598320938272176218</id><published>2008-05-05T13:01:00.003+02:00</published><updated>2008-05-05T14:01:05.926+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Vendesi No Global</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Io mi definisco un NoGlobal: nè new global, nè altermondialista. NO-global. Io sono contrario alla globalizzazione e non credo che essa sia modificabile o correggibile: va combattuta, in tutti i modi possibili (da quelli legali e parlamentari a quelli più duri).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Italia, in Europa e nel Mondo, fino a qualche anno fa, eravamo in parecchi a pensarla così: ci chiamavano "moltitudine", ed in tale appellativo ancora mi ci ritrovo. Di quella moltitudine faceva parte anche Luca Casarini, ed il suo movimento delle Tute Bianche, poi ribattezzato "Disobbedienti". Pur non facendo parte di questo particolare movimento, mi reputo tutt'ora un disobbediente, un eterodosso, un pensatore libero ed un militante autonomo. Sono e resto autonomo anche se mi iscrivo a qualche partito o associazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Luca Casarini ha sempre rivendicato la sua autonomia, e quella del movimento di cui è stato uno dei leader, da tutti i partiti "istituzionali", Rifondazione in primis. E' stato, per ovvi motivi, un acerrimo avversario del berlusconismo e della deriva personalistica e privatistica della politica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono tutte battaglie che condivido.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri sono andato a fare un giro in libreria. Ho notato, con immenso piacere, che Gomorra di Saviano è ancora al primo posto. Ho cercato qualche libro sugli ultras e poi sono andato alla sezione politica. Infine, avviandomi verso l'uscita, ho dato un'occhiata alla narrativa Mondadori. La Mondadori, per chi non lo sapesse, è una storica casa editrice italiana che è stata compprata da qualche anno da Silvio Berlusconi e gestita dalla figlia dello stesso. Quando posso, evito di comprare i libri Mondadori perchè è un controsenso finanziare l'impero di un nemico. Mentre sbirciavo tra i libri Mondadori, per vedere se c'era qualcosa di talmente interessante da dover essere comprata per forza, ho scorto un libro strano, compertina bianca, dal titolo: La Parte della Fortuna. In copertina c'è il disegno di un manifestante nell'atto di lanciare una molotov. L'autore? Luca Casarini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma come - mi sono chiesto - uno dei leader del movimento noglobal, uno degli irriducibili avversari di questo mondo, uno che lotta contro Berlusconi e i berlusconismi italiani e mondiali... pubblica il suo primo romanzo con la Mondadori di Berlusconi? Cioè: se io voglio leggere Casarini devo dare i soldi a Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con disgusto ho lasciato il libro lì dove era, e con fiera vergogna sono uscito dalla libreria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche Casarini si è venduto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-598320938272176218?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/598320938272176218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=598320938272176218&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/598320938272176218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/598320938272176218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/vendesi-no-global.html' title='Vendesi No Global'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-8549646538071998380</id><published>2008-05-04T18:38:00.002+02:00</published><updated>2008-05-04T18:41:04.256+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Caparezza</title><content type='html'>Sono andato all'ultimo concerto del primo maggio. Tanta, tantissima gente e poche, pochissime bandiere.&lt;br /&gt;Tra gli artisti che si sono esibiti, mi ha colpito soprattutto Caparezza: il rapper pugliese si è presentato sul palco con una corda al collo ed ha cantato questa splendida canzone:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=YOvXqU66Rew"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=YOvXqU66Rew&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-8549646538071998380?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/8549646538071998380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=8549646538071998380&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8549646538071998380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8549646538071998380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/caparezza.html' title='Caparezza'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-8755393375029599361</id><published>2008-05-01T11:55:00.003+02:00</published><updated>2008-05-01T12:04:34.922+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>La Festa dei Lavoratori</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Anche i bambini sanno che il primo maggio è la Festa dei Lavoratori, in quasi tutti i paesi del Mondo. Pochi, però, sanno perchè tale ricorrenza viene festeggiata proprio oggi. Con essa si intende onorare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1866 nell'Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero approvate anche in Europa.&lt;br /&gt;Convenzionalmente, l'origine della festa viene fatta risalire ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5/9/1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all' Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialista ed anarchico - suggerirono come data della festività il primo maggio.&lt;br /&gt;Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 Maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.&lt;br /&gt;L'allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l'oggetto della festività sull'antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.&lt;br /&gt;La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.&lt;br /&gt;In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.&lt;br /&gt;Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina. Su questa vicenda, comunque, ci sono molte cose oscure, di cui parleremo nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;in collaborazione con wikipedia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-8755393375029599361?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/8755393375029599361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=8755393375029599361&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8755393375029599361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8755393375029599361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/05/la-festa-dei-lavoratori.html' title='La Festa dei Lavoratori'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-8215715629621866399</id><published>2008-04-30T12:45:00.002+02:00</published><updated>2008-04-30T13:01:40.193+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Sulle (presunte) radici cristiane dell'Occidente.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Terra è un pianeta. Come tutti i pianeti, ha una forma sferica. Pertanto, ogni punto ha sempre un punto che lo precede e sempre uno che lo segue. Ogni Occidente è sempre a oriente di qualcosa, ogni Oriente è sempre ad ovest di qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Detto ciò, lo scontro di civiltà tra Occidente (democratico, liberale e liberista, progressista, illuminato, moderno) e l'Oriente (dittatoriale, teocratico, tradizionalista, oscurantista) è un'autentica stronzata: in primisi, perchè i termini del confronto sono invenzioni (nè l'Occidente nè l'Oriente sono omogenei); in secondo luogo, perchè è facile scorgere molta più modernità e democrazia liberale nella tradizione buddista tibetana che nell'Italia di veltrusconi, quella del yes we can e delle leggi ad personam.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come può una cosa che non esiste (l'Occidente) avere radici? Non è possibile, infatti. Volendo violentare le nostre intelligenze, arrivando a concepire l'inconcepibile Occidente, arriviamo a comprendere che se mai l'Occidente esistesse e avesse delle radici, esse non sono certo cristiane! In realtà, la ricerca delle radici dell'Occidente va cercata molto prima della venuta del sedicente Cristo: nella Roma repubblicana, e prima ancora nella Sparta tradizionalista o nella civiltà druidica e celtica del nord europa. Le radici dell'Occidente (se esistesse, lo ripeto) sarebbero pagane, non cristiane.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo, il cosiddetto Oriente ci è certamente superiore! Le radici dell'Oriente (se esistesse, lo ripeto) sono antiche quanto le nostre, ma molto più forti e salde. Basti pensare alla tradizione millenaria cinese, oppure all'Iran, perfetto esempio di tradizionalismo (anche se teocratico, e quindi negativo) che si contrappone al modernismo occidentale. Vi posto di seguito un brevissimo scritto di Massimo Fini, che vi gioverà:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"SONO STATO anch’io a lungo nell’Iran khomeinista e credo di conoscere abbastanza bene quel Paese. Si può discutere, naturalmente, su quel regime teocratico, ma è fuor di dubbio, a mio parere, che la fede degli iraniani sia vera e profonda e non un’imposizione. Lo Scià, nonostante godesse della protezione degli Stati Uniti, cadde in poche settimane proprio perché aveva tentato di occidentalizzare a forza gli iraniani non rispettandone i costumi, il modo di pensare, la fede (all’epoca dello Scià le prigioni erano zeppe di mullah). Il giorno in cui Khomeini, dopo anni di esilio parigino, rientrò a Teheran c’erano dieci milioni di persone ad attenderlo all’aeroporto e non ce le aveva certamente portate la polizia di un regime che ancora non esisteva. In quanto ai cristiani le masse di giovani che accorrono ad applaudire il Papa sono, almeno in Italia, più un fenomeno mediatico che religioso. Il volontariato cristiano è certamente un fatto importante, ma&lt;br /&gt;esiguo. Io non ho detto che in Occidente non ci sono più cristiani, ho detto che il razionalismo economico ha ridotto al lumicino lo spazio del sacro e l’esperienza della fede."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Massimo Fini, tratto da &lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;www.massimofini.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-8215715629621866399?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/8215715629621866399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=8215715629621866399&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8215715629621866399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8215715629621866399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/sulle-presunte-radici-cristiane.html' title='Sulle (presunte) radici cristiane dell&apos;Occidente.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6676461576139757906</id><published>2008-04-29T09:32:00.004+02:00</published><updated>2008-04-29T09:48:32.241+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>E adesso... fuori dalle palle!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"La netta sconfitta di Francesco Rutelli contro Gianni Alemanno nella corsa per la poltrona di sindaco di Roma è quanto di più positivo potesse accadere al centro-sinistra. Arrivati a questo punto nessuno potrà più mettere in discussione la necessità di un totale rinnovamento delle classi dirigenti del Pd. Rutelli infatti non ha perso perché Alemanno era un candidato migliore di lui, o perché nel paese soffia ormai un vento di destra. La vittoria alle provinciali della Capitale di Nicola Zingaretti (ex Ds ora Pd), dimostra che il problema di Rutelli era quello di essere Rutelli.La sua faccia, come quella di buona parte dei leader del Partito Democratico, non è più spendibile. E non lo è da un pezzo. La speranza è che Walter Veltroni, uscito debolissimo dalle consultazioni elettorali, se ne renda finalmente conto. I primi segnali fanno però temere il peggio. Veltroni è favorevole alla nomina come capigruppo di camera e senato del Pd di Antonello Soro e Anna Finocchiaro. Cioè di due "vecchi" perdenti, la seconda dei quali, oltretutto, è riuscita a raccogliere nelle regionali siciliane più di 15 punti in meno rispetto a quanto avesse fatto, solo tre anni fa, Rita Borsellino. C'è da augurarsi che la debacle romana, spinga ora a rimescolare le carte. I capigruppo sono il biglietto da visita con cui ogni sera, nei tg delle 20, i partiti si presentano ai cittadini. I programmi e le proposte contano, è vero. Ma le idee (che in questo caso sono tutt'altro che entusiasmanti) camminano sulle gambe degli uomini (e delle donne).Non per nulla ormai sei anni fa Nanni Moretti diceva: «Con questi dirigenti non vinceremo mai». E oggi, visto che anche le elezioni del 2006 erano state solo pareggiate, credo che in pochi si sentano di dargli torto. Il responso degli elettori è stato chiarissimo: per ricominciare il centrosinistra deve solo prenderne atto."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Peter Gomez, tratto da &lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/"&gt;http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Bravissimo Veltroni: obiettivi raggiunti. Dopo essere riuscito a debellare il comunismo dall'Italia (la CIA e la P2 non ci sono riusciti in 60 anni), dopo aver espulso dal parlamento i socialisti (il PSI era il più antico partito italiano), dopo aver causato la crisi del Governo Prodi (la famosa frase "corriamo da soli") dando il LA ai trasformismi e vendutismi mastelliani, Topo Gigio è riuscito anche a consegnare l'Italia a Berlusconi, senza che il Cavaliere dovesse sforzarsi più di tanto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Last but not least, la creatura politica veltroniana, il famoso (e famigerato) PD, è riuscita anche a perdere Roma, dove governava da 15 anni. Certo... ripresentare Rutelli significa voler vincere lo scudetto con una squadra di sessantenni. I romani hanno votato, alla provincia, il candidato del PD (Zingaretti) e al comune hanno votato PdL (Alemanno). Tradotto: Rutelli, non ti vogliamo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Sicilia, 3 anni fa, Rita Borsellino prese una barca di voti, pur non riuscendo a vincere contro vasavasa Totò Cuffaro. Il PD ha pensato bene di candidare la Finocchiaro: 15% in meno rispetto alla Borsellino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto Topo Gigio continua a dire che bisogna cercare convergenze col centro (ma l'UDC nun se lo caga de pezza) e continuare ad ignorare la sinistra, chiamata indifferentemente antagonista, estrema o radicale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Yes we can, diceva Veltroni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;And now? chiediamo noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Adesso... fuori dalle palle! Rutelli, Finocchiaro, Soro, Violante, D'Alema, Castagnetti, La Torre, Binetti, ecc... FUORI DALLE PALLE!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6676461576139757906?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6676461576139757906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6676461576139757906&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6676461576139757906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6676461576139757906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/e-adesso-fuori-dalle-palle.html' title='E adesso... fuori dalle palle!'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-3186232058560858695</id><published>2008-04-28T14:10:00.003+02:00</published><updated>2008-04-28T14:30:17.811+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Abc del PdS'/><title type='text'>Il livello dello scontro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Se questo blog si chiama Punto di Scontro ci sarà pure un motivo. Il presupposto, il ragionamento che ha portato alla nascita di questo blog è l'idea che l'esistente è tale solo a seguito di conflitti. Di scontri, appunto. Il mondo della pace, della tolleranza, il "migliore dei mondi possibili" non è questo, anzi. Evola disse che viviamo in pieno Kali Yuga: la parte decadente della ciclicità della storia e della civiltà. Tutto ciò che consideravamo progresso, sviluppo, modernità si sta palesando per ciò che realmente è: regresso, perdita di senso e di misura, imbruttimento, decadenza, opportunismo, economicismo, mercificazione. Essere Antimoderni, oggi, è molto più moderno che essere Modernisti: proseguire su questi binari è andare incontro a morte certa, proporre di uscire o, meglio ancora, causare un deragliamento è cosa giusta e leggittima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come si fa deragliare il treno delle "magnifiche sorti e progressive"? Fabbricando bombe, sparando sui profeti e i propugnatori del pensiero unico, innalzando il livello dello scontro. Mentre Veltroni e Berlusconi (per rimanere alla sola Italia) fingono di darsi battaglia, migliaia e se non milioni di cittadini sono alla canna del gas. E nessuno ha il coraggio di dire loro: signori, fate deragliare il treno! C'è qualcuno, ad esempio un comico genovese, che propone di scendere da questo treno, di buttarsi giù: io propongo di farlo deragliare. Ripeto, di innalzare il livello dello scontro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allo stato delle cose, è inutile lamentarsi. Votare, e poi lamentarsi. Ci sono solo due cose da fare: subire o reagire. Chi vuole subire, faccia pure. Io no.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-3186232058560858695?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/3186232058560858695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=3186232058560858695&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3186232058560858695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3186232058560858695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/il-livello-dello-scontro.html' title='Il livello dello scontro'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6009109207080416994</id><published>2008-04-25T11:40:00.002+02:00</published><updated>2008-04-25T11:58:33.066+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Bella ciao.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il sindaco di Alghero ha invitato la banda comunale a non suonare, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, la canzone "Bella ciao". Egli ha motivato la sua decisione dicendo che in un momento di forte divisione nazionale (quello attuale) è più corretto cantare canzoni che uniscono (tipo l'Inno di Mameli) invece di canzoni che dividono (tipo, appunto, Bella Ciao) in quanto espressioni di una parte politica precisa (secondo lui, il comunismo)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non riesco sinceramente a capire perchè Bella Ciao è una canzone che divide: non mi risulta essere una canzone comunista, bensì una canzone resistenziale, cantata dai partigiani. Per chi non conoscesse la storia della Resistenza italiana (e tra questi c'è, probabilmente, il sindaco di Alghero), i partigiani erano di estrazione comunista, socialista, popolare, di Giustizia e Libertà e addirittura vi furono partigiani monarchici! E Bella Ciao, basta leggere il testo, non fa assolutamente riferimento a Stalin, all'URSS, al comunismo o ai soviet: parla del diritto e della volontà di opporsi all'invasore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se qualcuno volesse dire che Bella Ciao divide perchè una parte dell'Italia, seppur minoritaria e fortunatamente sconfitta, non si ritrovava nè si ritrova nei valori espressi in quella canzone, beh... basterebbe dire che allora non dobbiamo festeggiare il 2 giugno (Festa della Repubblica) perchè i monarchici non condividono! Che cazzo di ragionamento è? La Resistenza divide? Ma se un socialista liberale come Bobbio (di certo non un bolscevico) ha definito la Resistenza come la religione civile e laica della nazione italiana?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che più mi dispiace, lo dico amaramente, è pensare a come si stanno rivoltando nella tomba i partigiani: hanno dato la vita per consentire all'Italia di liberarsi dall'oppressione nazifascista e per consentire a stronzi ignoranti (tra cui il sindaco) di dire cazzate di queste dimensioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se la madre degli stolti è sempre gravida, bisogna farla abortire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6009109207080416994?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6009109207080416994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6009109207080416994&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6009109207080416994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6009109207080416994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/bella-ciao.html' title='Bella ciao.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-5485385247491520783</id><published>2008-04-23T15:15:00.000+02:00</published><updated>2008-04-23T15:16:31.837+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>La cura dell'Anima</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non si sente più parlare di anima . Questo termine, così di ffuso e pregnante in altre epoche della storia occidentale non è sulla bocca, almeno nei loro di scorsi in pubblico, del Papa, dei cardi nali, dei vescovi e neppure dei preti. Ora, io non credo all'anima , ma il Papa, i cardi nali, i vescovi, i preti ci dovrebbero credere visto che tutta la cosmogonia cristiana si basa sulla fede nella sua esi stenza e che la funzione, di ciamo così, istituzionale della Chiesa e dei suoi sacerdoti è proprio "la cura delle anime". Ma non ne parlano mai. Non ne parlano più .Non si parla nemmeno, sul cotè laico, di spirito, l'antico "pneuma" del pensi ero greco, ma questo non è più comprensi bile dato l'uso sciagurato che ne hanno fatto Hegel, in Italia Gentile (e per la verità anche Croce) per cui ha finito per assumere un si gnificato vagamente fascista.Si parla, in compenso, molto del corpo e del suo benessere. Di "beauty farm", di palestre, di materassi , di plantari e anche di prodotti che aiutano la donna, e immagino anche l'uomo, a riacquistare la sua "normale regolarità" (che l'anima , per una bizzarra combinazione alchemica, abbia cambiato la sua sostanza?). Si parla moltissi mo di cibo e di cibi il cui destino peraltro è inevitabile e non particolarmente glorioso. Si parla molto di chirurgia estetica che deve fare apparire il nostro corpo sempre giovane, bello e levigato e d'una medi cina che deve rendere la nostra vita sempre più longeva e, prima o poi, immortale.Ma si parla soprattutto di denaro, del Di o Quattrino che è l'unico nume unanimemente adorato, riconosciuto e condi viso, in Occidente, e quindi di economia, di finanza, di derivati, di banche, di carte di credi to, di bancomat, di Cin, di Pin, di Iban. In questo nuovo Regno l'uomo ha ancora una parte, ma come sottoprodotto. Non è più propriamente un uomo, ma un "consumatore". È un tramite. È il tubo di gerente, il lavandi no, il water attraverso cui deve passare il più velocemente possi bile ciò che altrettanto rapidamente produce. "Bisogna stimolare i consumi per aumentare la produzione". È il "terminale uomo" del meccanismo. È un target. Un obiettivo. Non è più soggetto, ma un oggetto. Si inventano strategie di marketing sempre più sofisticate, nascono scuole per "personalizzare" i vendi tori, ma se c'è qualcuno che tituba a ridurre la propria esi stenza a quella di rapido defecatore e di Pinocchio nel Paese dei Balocchi si ricorre a metodi più spicci e si reclutano e si schiavizzano schiere di giovani Lucignoli perchè faccia, perbenino e senza protestare, il suo dovere.Come l'uomo sono ridotti i Paesi e le Nazioni. Un Paese è consi derato solo se è un appetibile mercato o è tanto più ganzo quanto più è capace di acquisi re nuove "quote di mercato". Un tempo esi steva l'idea di Nazione, di una comunità con valori condi visi . Adesso la Nazione è stata sostituita dalla Produzione.In occidente si torna a parlare , è vero, e molto di Di o. Ma non mi pare del tutto a sproposi to. Se ne fa un uso parecchio utilitaristico. Il Presi dente degli Stati Uniti conclude ogni suo di scorso con la frase "Di o protegga l'America". E perché non l'Afghanistan? O l'Iraq? L'Iran? O ancor meglio, gli indi geni delle isole Andemane che non hanno mai rotto le scatole a nessuno? Oppure si impetrano da lui e o dalle sue Maestranze favori particolari. Ma perchè mai Di o dovrebbe concederli a questi piuttosto che a quelli? E, curioso che l'epoca del massi mo e trionfante scientismo si a anche quella della massi ma superstizione (Fatima, Lourdes, la Madonna di Czestokowa, quella di Medjugorje, San Gennaro, Padre Pio, eccetera). Ma poi se non esi ste più l'anima che senso mai può conservare Di o?L'immateriale è scomparso dal mondo contemporaneo. È stato sostituito dal virtuale che solo apparentemente gli si apparenta. Perché è una parodi a masturbatoria del reale. E non ha nulla a che vedere con l'Immateriale. Con lo Spirito. Con l'Anima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Massimo Fini&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;www.massimofini.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-5485385247491520783?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/5485385247491520783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=5485385247491520783&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5485385247491520783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5485385247491520783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/la-cura-dellanima.html' title='La cura dell&apos;Anima'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6854767899640926225</id><published>2008-04-22T12:21:00.004+02:00</published><updated>2008-04-22T12:50:20.867+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Potere Precario</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La rinascita della sinistra italiana, ed in particolare della componente comunista, non può esimersi dal considerare sotto una nuova luce le classiche categorie di analisi politica e socio-economica. Innanzitutto, il concetto di classe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La distinzione marxiana tra borghesi e proletari è molto più innovativa e attuale delle interpretazioni scolastiche succedute al barbuto di Treviri: in particolare, Marx intuì che era in corso nel mondo una progressiva proletarizzazione dei ceti, e quindi stava nascendo una sorta di bipolarismo classista. 160 anni dopo, il governo Prodi ha "scoperto" che non esiste più il ceto medio, e che a fronte di una minoranza sempre più esigua di benestanti c'è una maggioranza sempre più grossa di gente in crisi. Il famoso (e famigerato) ceto medio è scomparso dall'orizzonte. Oggi in Italia, ma un pò in tutto il mondo "occidentale", la società è divisa in due: le minoranze ricche, sempre più ricche (una volta "borghesia", oggi "casta"); una maggioranza povera, o comunque sostanzialmente impoverita (una volta "proletariato", oggi "precariato").&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Va spiegato bene il concetto di "precariato": appartengono a questa classe, molto più omogenea di quanto si creda, anche persone del cosiddetto ceto medio, che ormai vivono in condizione di costante precarietà. La Precarietà, dall'essere una condizione lavorativa, è diventata una dimensione esistenziale: non è precario solo chi non ha il contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma lo è anche chi non arriva a pagare il mutuo, chi lavora per aziende in odor di delocalizzazione, chi insegna nelle scuole (anche statali), chi ha salari sicuri ma bassi, chi ha pensioni da fame, chi non può regolarizzare la propria unione affettiva fuori dai canoni del matrionio, chi lavora in nero o in grigio... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il "nuovo proletariato" è precario. La classe operaia è ormai inserita nella più vasta "classe precaria", di cui fanno parte insegnanti, impiegati, ricercatori universitari, ecc...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Chissà se nascerà un nuovo movimento rivoluzionario: magari dalle ceneri del fu Potere Operaio rinascerà un nuovo, pericolosissimo, disperato Potere Precario.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6854767899640926225?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6854767899640926225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6854767899640926225&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6854767899640926225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6854767899640926225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/potere-precario.html' title='Potere Precario'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-566362142198804402</id><published>2008-04-21T10:40:00.004+02:00</published><updated>2008-04-21T10:55:51.812+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>La Mano Sinistra</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Mano Sinistra si stringe in pugno, e parte il coro di "Bandiera Rossa". Quante volte abbiamo visto, o vissuto, questa scena? Tantissime. Eppure da oggi, prima volta da quando l'Italia è una Repubblica (democratica fondata sul lavoro, ricordiamolo!), chiunque farà questo gesto sarà un extraparlamentare. "Ma come", diranno i meno giovani, forgiati nel servizio d'ordine dell'antico PCI, "noi con gli extraparlamentari ci abbiamo fatto a botte, e adesso siamo come loro?". Si si, proprio così. Conseguenza del Veltrusconismo. Come ha detto Crozza, durante l'ultimo Ballarò, finalmente si è capito il nome che Veltroni non ha mai voluto pronunciare in campagna elettorale, usando la parafrasi "il principale esponente dello schieramento a noi avverso": Fausto Bertinotti! Veltroni, in sei mesi, è riuscito lì dove la CIA e la P2 hanno fallito negli ultimi 60 anni: distruggere il comunismo italiano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certo, va detto che gli stessi dirigenti della Sinistra ci hanno messo del loro: l'idea di rinunciare a nomi e simboli storici; l'invenzione dell'Arcobaleno, che secondo molti era in realtà un Arlecchino; l'incapacità di essere partito di lotta; l'incapacità di essere partito di governo; le svolte socialdemocratiche di Bertinotti e dei suoi fans. Tutte queste "geniali" invenzioni hanno avuto un unico, triste, freddo risultato numerico: 3%, nessun deputato nè senatore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unica rivoluzione di sinistra è quella all'interno della sinistra: addio di Bertinotti; dimissioni di Pecoraro Scanio; dimissioni di Giordano; congresso straordinario per Verdi e Rifondazione. Gli unici a tenere sempre e comunque la barra dritta sono stati i Comunisti Italiani. Va dato atto a Diliberto (e a Rizzo) di essere gli unici coerenti esponenti della sinistra italiana: a loro il progetto Arcobaleno non piaceva, per disciplina "di partito" l'hanno appoggiato, ma dopo la solenne bastonatura hanno giustamente rilanciato l'antico sogno dell'unità dei comunisti in un unico partito, una sorta di Partito Comunista Unitario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Mano Sinistra riprenderà l'antico cammino? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-566362142198804402?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/566362142198804402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=566362142198804402&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/566362142198804402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/566362142198804402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/la-mano-sinistra.html' title='La Mano Sinistra'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-7287979993889893764</id><published>2008-04-19T12:43:00.001+02:00</published><updated>2008-04-19T12:45:02.176+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Il crepuscolo della Modernità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Indro Montanelli mi raccontò che Leo longanesi una volta gli aveva detto: "Tu e Ansaldo mi fregherete sempre. Perchè io capisco le cose cinque anni prima che accadono, voi cinque giorni prima". Vasco Rossi, fatte tutte le debite proporzioni, è più vicino al tipo Montanelli -Ansaldo che a Longanesi. È un istintivo, ha fiuto, sente cosa c'è nell'aria e sta per arrivare e lo capta un po' prima degli altri. Per questo trovo molto interessante il suo ultimo disco, appena uscito, "Il mondo che vorrei". Ricordate l'autore che cantava "vado al massimo"? Bene, adesso lo stesso uomo, certo un po' invecchiato, dice: "Non si può fare sempre quello che si vuole/non si può spingere solo l'acceleratore/guarda un po': ci si deve accontentare". E se ci è arrivato lui fra poco ci arriveranno anche gli altri a capire che noi non abbiamo bisogno di più velocità, di più Tav, di più Expo, di più Pil, di più produttività, di più consumo, di più crescita, di maggiore modernizzazione ma, al contrario, di rallentare, di frenare, di fare qualche passo indietro. Abbiamo bisogno di ritornare a una vita più semplice e più umana. "Ci si deve accontentare di ciò che si ha" canta Vasco. È stato Ludwig von Mi ses, uno dei più estremi ma anche dei più coerenti teorici dell'industrial-capitalismo a sintetizzarne l'essenza e a individuarne la molla con l'affermare, capovolgendo venti secoli di pensiero occidentale ed orientale, che "non è bene accontentarsi di ciò che si ha". E così fondando la necessità dell'infelicità umana. Poiché ciò che non si ha non ha limi ti, l'uomo moderno non può mai raggiungere un momento di armonia, di equilibrio, di soddisfazione: conseguito un obiettivo deve immediatamente puntarne un altro, salito un gradino farne un altro e poi un altro ancora e così all'infinito, a ciò costretto dall'ineludibile meccanismo che lo sovrasta. Ineludibile perchè si regge su questa ossessiva corsa in avanti alle cui esigenze piega, lo vogliano o no, anche i singoli individui. Siamo come i cani levrieri (fra le bestie, sia detto di passata, più stupide del Creato) che al cinodromo inseguono la lepre meccanica coperta di stoffa che, per definizione, non possono raggiungere. Perché serve solo per farli correre. E il futuro orgiastico, che le leads mondiali agitano continuamente davanti ai nostri occhi come una sempre nuova Terra Promessa, arretra costantemente davanti ai nostri occhi come l'orizzonte davanti a chi si incammi ni avendo la pretesa di raggiungerlo.Questa è la condizione dell'uomo contemporaneo. Ed è da questa frustazione che nasce il mal di vivere, il disagio esistenziale acutissimo che si diffonde sempre più fra gli abitanti anche, anzi soprattutto, dei Paesi benestanti o ricchi o ricchissimi , provocando ansia, angosce, nevrosi, depressioni, dipendenza da sostanze chimi che e picchi di suicidi sconosciuti al mondo pre Rivoluzione industriale (decuplicati, in Europa, dal 1650 ad oggi).Ma il paradosso finale di questo modello di sviluppo che ha puntato tutto sull'economi a, subordinando ad essa ogni altra esigenza dell'essere umano, è che ha completamente fallito anche in quest'ambito. Da quando la Rivoluzione industriale si è messa in marcia la povertà nel mondo non ha fatto che aumentare, interi continenti ne sono stati distrutti, come l'Africa nera (che nessun "aiuto", peloso o meno, potrà salvare, ma, al contrario, contribuirà ad inguaiare ulteriormente strangolandola col cappio inesorabile della globalizzazione), e adesso la fame, la dura fame, comi ncia a lambire anche noi se è vero che si vedono già in giro persone, per ora vecchi, costrette a rubare nei supermercati perché nel mondo del Denaro chi non ne ha è perduto, né può trovare sostegno in un tessuto sociale che è stato distrutto.Ma io credo che la crisi economi ca ci sarà d'aiuto. Perchè ci costringerà a pensare al di là dell'economi co. A riflettere se aver abbattuto l'antico principio "è bene accontentarsi di ciò che si ha" non si sia risolto in una follia autodistruttiva. E chissà se Vasco Rossi, con le parole semplici delle canzoni, non finirà per essere più convincente dei tanti intellettuali che, derisi e vilipesi, da decenni denunciano e annunciano il crepuscolo della Modernità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Massimo Fini - tratto da &lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;www.massimofini.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-7287979993889893764?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/7287979993889893764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=7287979993889893764&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7287979993889893764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7287979993889893764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/il-crepuscolo-della-modernit.html' title='Il crepuscolo della Modernità'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-2420290719194137415</id><published>2008-04-16T15:10:00.002+02:00</published><updated>2008-04-16T18:28:12.397+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Analisi del voto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Elezioni politiche 2008: terremoto o scossa di assestamento? Tutti gli addetti ai lavori, che poi non sono addetti a niente, continuano a ritenere "rivoluzionario" il voto espresso dagli italiani il 13 - 14 aprile. Io, di rivoluzionario, non ci vedo assolutamente nulla. Forse perchè al termine "rivoluzione" associo un cambiamento strutturale, sostanziale, dell'agire socio-economico e politico (e poi, culturale). Cosa è cambiato in Italia, invece? Nulla, assolutamente nulla. Dopo due anni di pausa, Berlusconi è tornato al potere. Ha un alleato in meno (Casini), che però per sua natura scende facilmente a compromessi; ha un alleato forte (la Lega), che dopo l'exploit di voti influenzerà le politiche del governo; ha un avversario morbido (il PD) che ha aumentato dell'1% i voti del vecchio Uniti nell'Ulivo (DS + Margherita) e che continua sempre a dire che bisogna mettersi d'accordo, che le regole vanno scritte insieme, che la Costituzione va modificata, che su molti punti le ricette tra PDL e PD sono le stesse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un cambio alla guida, insomma: ma la strada da percorrere è sempre la stessa. La strada della "modernità", del "know how", della "globalizzazione", della "concorrenza". E chi non vuole questa strada? E' fuori dal Parlamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi riferisco in primis alla Sinistra Arcobaleno, stomachevole invenzione di quel socialdemocratico di Bertinotti: niente falce e martello, niente bandiere rosse, cancellazione della parola "comunismo", alleanza con l'ambientalismo sciatto e cogli epurati del pd. Risultato? 3% e nessuna rappresentanza parlamentare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il progetto Sinistra Arcobaleno è stato bocciato da tutti: dagli elettori, che hanno preferito il voto utile; dai militanti, che hanno in massa puntato sull'astensione e sui voti alle liste minori; dagli stessi esponenti della sinistra (Diliberto e Rizzo) che si sono autoesclusi dalle liste elettorali, e non ne hanno voluto sapere di aderire ad un progetto politico unitario che presupponeva l'abbandono dei simboli e delle tematiche del comunismo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Mi viene in mente, parafrasando Tomasi di Lampedusa, che "tutto deve cambiare, se tutto deve rimanere così come è": in Italia c'è stata la "rivoluzione", ma non è cambiato nulla.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-2420290719194137415?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/2420290719194137415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=2420290719194137415&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2420290719194137415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2420290719194137415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/analisi-del-voto.html' title='Analisi del voto'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-8446155033923487921</id><published>2008-04-14T12:26:00.001+02:00</published><updated>2008-04-14T12:29:32.567+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Esempio di inciviltà moderna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Qui non c'entrano le cinque lauree, il premio Nobel per la medicina, le mille pubblicazioni e nemmeno il laticlavio a vita. Forse è semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario. Eppure tutto ciò non è bastato a evitare alla senatrice a vita di dover attendere in piedi mezz'ora prima votare, per colpa della maleducazione di quattro elettori che si sono rifiutati di farla passare avanti. La scena si è svolta ieri poco prima di mezzogiorno a via Reggio Calabria, al seggio istituito presso la scuola "Falcone e Borsellino", vicino a piazza Bologna, quartiere medio-borghese della Capitale. La Montalcini si è presentata a braccetto di un accompagnatore il quale, vista la lunga fila, ha chiesto alle persone in coda la cortesia di far votare prima la signora. Senza presentare credenziali, solo un gesto di educazione verso un'anziana ipovedente. La risposta poteva essere scontata e invece no. "Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi".&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ad.doubleclick.net/jump/N1416.Repubblica.it/B2820251.4;abr=!ie4;abr=!ie5;sz=180x150;ord=472820976?"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La rivincita contro quei pochi maleducati Montalcini se l'è presa poco dopo, al momento di uscire dal seggio. Tutti i ragazzi della sezione elettorale le si sono fatti intorno, davanti agli elettori ancora in fila, per chiederle l'autografo. "Vada avanti così". "Coraggio". L'episodio, in sé banale, potrebbe testimoniare al massimo dell'inciviltà dei tempi in cui viviamo, che ognuno può sperimentare salendo su un autobus o facendo una fila a uno sportello. Se non fosse che Rita Levi Montalcini è stato il bersaglio in questi due anni di una violenta campagna di discredito portata avanti con insistenza da alcuni esponenti politici del centrodestra e da alcuni quotidiani d'area. I ragazzi della Destra si distinsero in ferocia: "Diamole un incarico al Ghetto", "di profilo è pure più odiosa", erano le cose che si potevano leggere sul loro blog. Fino alla proposta di consegnarle un paio di stampelle, "tanto l'indirizzo lo conosciamo, vogliamo dargliele personalmente". Diceva il loro capo, Fabio Sabbatani Schiuma: "Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa". La Lega del resto non fu da meno, fino ad arrivare alla proposta di eliminare gli stanziamenti per la fondazione scientifica della senatrice. Non ci si stupisca se poi qualcuno non dà la precedenza a una signora centenaria, è già tanto che non le abbiano fatto lo sgambetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-8446155033923487921?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/8446155033923487921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=8446155033923487921&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8446155033923487921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/8446155033923487921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/esempio-di-incivilt-moderna.html' title='Esempio di inciviltà moderna'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-4894649389802425808</id><published>2008-04-13T18:17:00.002+02:00</published><updated>2008-04-13T18:28:45.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Come tutti i miei fratelli.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Alla fine, i pecoroni italiani stanno andando a votare. Dopo essersi lamentati per mesi, dopo aver riempito le piazze di Beppe Grillo, dopo aver pronunciato milioni di "io non voto", alla fine gli italiani stanno andando alle urne. Il calo di affluenza rispetto alle politiche del 2006 è solo dell'1%: faccio notare che nel 2006 si superò l'80 % di elettori!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ciò significa che, molto probabilmente, il 75% degli italiani si recherà ai seggi a legittimare questo sistema. Che schifo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Artemisia, una ignota miliziana conosciuta nel web, mi ha postato un commento: lei si è recata al seggio, ha fatto un casino, ma alla fine ha ottenuto che venisse registrato il suo NON VOTO. Non si è astenuta, sia chiaro: non ha votato! Geniale Artemisia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli altri? Ve lo dico io: andranno a votare quasi tutti, chi per interesse, chi per abitudine, chi per speranza, chi (il peggiore di tutti) per convinzione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine, forse, anche io andrò a votare. Perchè sono italiano, e faccio schifo come tutti i miei fratelli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-4894649389802425808?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/4894649389802425808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=4894649389802425808&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4894649389802425808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4894649389802425808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/come-tutti-i-miei-fratelli.html' title='Come tutti i miei fratelli.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6337506642049991219</id><published>2008-04-12T13:23:00.000+02:00</published><updated>2008-04-12T13:24:51.752+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>5 mila suicidi all'anno tra i marines</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'Iraq sfuma dagli schermi. Ma non è così: nel Golfo c'è ancora la guerra che provoca 53 morti al giorno. E poi c'è un'altra guerra, una guerra oscurata dai media, una guerra di solitudine, una guerra che combattono al buio e in silenzio tutti i soldati americani reduci dall'Iraq. Mentre la guerra in Iraq è ormai più un'eco dilatato e attutito che una notizia vera e propria, i drammi psicologici dei sopravvissuti che tornano dalle famiglie sono cancellati. Non esistono. A novembre 2007 è uscita una ricerca del network americano Cbs apparsa anche sul Times Online . Riguarda i suicidi dei militari tornati dall'Iraq e dall'Afghanistan. La Cbs ha stimato, a seguito di una ricerca durata 5 mesi e condotta sulle singole famiglie vista la reticenza delle vie ufficiali, che il numero di morti suicidi nel solo anno 2005 è 6256. I caduti americani sul campo dall'inizio della guerra irachena sono 4mila. I morti suicidi tra i soldati reduci da Iraq e Afghanistan sono 6256 nel 2005. Un dato che confonde. Un dato che d'impatto può far pensare ad un errore grossolano compiuto dall'autorevole Cbs , ma il numero 6256 risulta più realistico rapportato ad altri numeri. L'Istat conta in Italia 4mila suicidi all'anno. L'Unione Europea ha denunciato 58mila suicidi nel 2005 in Europa. Alla luce di questi dati la ricerca della Cbs si mostra più fondata. «Tornato a casa i suoi occhi erano già morti, non avevano più luce» a parlare è la mamma di Tim Bowman, un soldato di 23 anni che si è sparato otto mesi dopo il ritorno, nel giorno del Ringraziamento. La guerra dei numeri è sempre la solita commedia seccante per sostenere il proprio pensiero, ma qui risulta indispensabile. Il tasso di suicidi in America è già elevato, 9-10 individui per 100mila abitanti scelgono la morte volontaria. Tra i reduci di guerra il numero raddoppia a 18,9 per 100mila abitanti, e cresce ancora fra i reduci di giovane età tra i 20 e i 24 anni, toccando i 22,9 su 100mila campioni. 6256 suicidi nel 2005 significa 120 morti a settimana, 17 al giorno, un suicida ogni 75 minuti. Il 60% di questi uomini suicidi sono usciti poco fa dal liceo, cominciano adesso ad assaporare il mondo, hanno tra i 19 e i 24 anni, e decidono di togliersi la vita. Come successe per la censura che il Pentagono impose sulla distribuzione delle immagini delle bare americane che rimpatriavano dall'Iraq, censura svelata nel 2004 con scandalo degli americani, così i dati Cbs passano sotto silenzio per evitare "l'effetto-Vietnam", ossia il crescente sdegno della popolazione per la guerra. Poi ci sono i reduci che scelgono di vivere. Dall'inizio della guerra in Afghanistan e Iraq sono stati impiegati circa di 1milione e 600mila uomini. Secondo il "National Center for Post Traumatic Stress Disorder", l'organismo che si occupa di soggetti che hanno vissuto un trauma violento, l'insorgere della patologia chiamata Post Traumatic Stress Disorder (PTSD) «è normale in tutti coloro che sono stati impiegati in zone di guerra». La patologia PTSD prevede l'insorgere di diversi sintomi psicologici e fisici per quelli che hanno subito un trauma particolarmente violento. Uno stupro, un rapimento o nel 60% dei casi complessivi un vissuto di guerra. A tre mesi dall'evento scatenante insorgono i primi sintomi. Spesso passano anni di relativa serenità prima che si verifichi la crisi. «Ho iniziato ad avere dei flashback. Come un tuffo in acqua, all'improvviso rivivevo l'evento. Era terribile, non mi trovavo più dov'ero, si era creata una bolla galleggiante in cui vivevo ininterrottamente quei momenti. Ogni volta avevo paura di morire di nuovo». Chi parla è un ufficiale tornato dall'Iraq che accusa uno dei disturbi principali associato al PTSD: rivivere i traumi come se stessero accadendo di nuovo. Attraverso immagini, suoni, odori e sentimenti attivati da avvenimenti quotidiani quali lo sbattere di una porta o un clacson nel traffico, il soggetto perde i contatti con la realtà e rivive davvero i momenti drammatici. Il sonno è, attraverso i sogni, il modo più usuale di rivivere gli eventi vissuti. Allora molti soggetti colpiti da PTSD soffrono di insonnia cronica, di eccitazione, di iper reattività, di condizione di vigilanza costante, hanno il terrore di addormentarsi e vivere nuovamente le loro tragedie. La condizione di insensibilità è un sintomo proprio del PTSD. Migliaia sono le testimonianze delle mogli e degli amici di reduci che tornati dalla guerra perdono la capacità di emozionarsi. L'insensibilità si manifesta sul piano affettivo e sentimentale, e sul piano sessuale. Lentamente irretisce tutti i settori della vita: nel campo professionale chi ne è colpito tende ad allontanarsi dalla sfera lavorativa fino al licenziamento. Nella sfera sociale alla stessa maniera si tende a ridurre le relazioni di amicizia fino alla solitudine. L'incapacità di emozionarsi si trasforma in uno schermo attraverso cui le sensazioni giungono al soggetto ovattate e smorzate. Questa chiusura emotiva è spesso determinata dalla paura di rivivere gli eventi traumatici attraverso stimoli quotidiani, per ciò il soggetto erige un muro che frena tutte le emozioni senza distinzione. «La capacità di non percepire il calore della gente», spiega un ufficiale parlando dei suoi sintomi. Irascibilità improvvisa e ingiustificata, anche contro persone amate. I casi di violenza domestica tra i veterani sono il doppio rispetto al resto della popolazione. «Mi sento continuamente in colpa per essere rimasto in vita», afferma un caporale che è tornato da Kabul. Queste patologie assieme a tante altre proprie di gravi forme di depressione, affrontano i soggetti affetti da PTSD. «I traumi con cui i reduci vivono aumenta chiaramente le possibilità che essi facciano uso di droghe, di alcool e di sostanze che stordiscono la percezione. Sono frequenti i divorzi a pochi mesi dal ritorno in patria» spiega il "National Center for PTSD". Un'indagine recente condotta sugli homeless (senzatetto) arriva ad una conclusione significativa: uno su quattro è reduce di guerra. Secondo la "National Alliance to End Homelessness", la federazione che si occupa di chi non ha casa, nel 2005 sono stati ospitati 194mila veterani nei dormitori, tutti soldati appena tornati dal fronte che prima di partire possedevano una famiglia e un appartamento. Trascorsero dieci anni prima che i soldati rimpatriati dal Vietnam "rovinassero" le loro vite in alcool, droghe e divorzi, e si affacciassero nelle mense e nei dormitori. Oggi il processo si è velocizzato. Pochi mesi dopo aver dismesso la mimetica, soprattutto giovani ventenni diventano vagabondi. E lo Stato cosa fa? Pochi giorni fa Dana Priest e Anne Hull del Washington Post hanno ricevuto il Pulitzer 2008 per l'inchiesta sociale condotta sul "Walter Reed Hospital" di Washington, denunciando uno stato di sporcizia e trascuratezza, e un grado di inefficienza e incapacità assolute. Il "Walter Reed" è il principale centro di cura psichica e fisica dei reduci di Iraq e Afghanistan. Nell'anno corrente il Dipartimento dei Veterani prevede che i suicidi saranno 5mila. La Seconda Guerra Irachena miete vittime da anni. Ma è un conflitto senza proiettili luminosi e bombe dal cielo, senza bombardieri e kalashnikov, senza palazzi che crollano e senza morti spettacolari, senza niente da vedere. E quindi senza televisione. E' la guerra di dolore sordo che deve combattere ogni soldato che torna a casa vivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6337506642049991219?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6337506642049991219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6337506642049991219&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6337506642049991219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6337506642049991219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/5-mila-suicidi-allanno-tra-i-marines.html' title='5 mila suicidi all&apos;anno tra i marines'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-223810983588427104</id><published>2008-04-11T16:42:00.003+02:00</published><updated>2008-04-11T16:59:54.323+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Riflessione preelettorale.</title><content type='html'>Domani giornata di riflessione. Basta con gli spot elettorali, gli attacchinaggi selvaggi, i comizi pubblici o televisivi. Domani si chiude. Pertanto, una mia breve riflessione:&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il PDL è nettamente favorito. Vincerà alla Camera, ma soffrirà al Senato, specie se Udc e Sa dovessero conquistare qualche seggio senatoriale. Cosa farà il PdL? Esattamente quello che ha promesso. Che mi fa schifo, parecchio. Però almeno Berlusconi ce lo dice che ci manda allo sfacelo, quindi chi lo vota sa a cosa va incontro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Del PD non si può dire certo lo stesso! Veltroni che farà? Una opposizione morbida, con qualche inciucio su alcuni temi tipo riforma della costituzione ed altro. Proverà a distruggere la Sinistra e ad americanizzare il sistema politico italiano. Se mai dovesse vincere (cosa a cui non credo), Veltroni si ritroverebbe a non sapere cosa fare e dove andare. Verso gli operai? No, c'è Confindustria nelle sue liste. Rilancio laico? No, c'è la Binetti che rompe i coglioni. Che se fa? Boh... but we can!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La SA è a un bivio. Diventare partito unico di una indefinibile "sinistra", abiurando definitivamente col comunismo, oppure rimanere una semplice confederazione elettorale. Nel secondo caso, che io auspico, riprenderebbe slancio l'idea di una costituente comunista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'UDC è pronto a fare l'opposizione di centro. Cioè? A votare tutto quello che va bene a loro senza prendersi nessuna responsabilità. Esattamente come piace al Vaticano oggi, in attesa di tempi migliori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La DESTRA ha fatto una campagna elettorale stomachevole. La Santanchè mi ha letteralmente disgustato. Oggi fa la fascista quando ieri stava con Berlusconi e Briatore (in posizione prona, supina o orizzontale?), credeva in un solo Dior, obbediva ma non combatteva...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PCL, Sin.Crit. e la galassia dei piccoli partiti ha davvero poche chance. In particolare, i tre partitini comunisti sono davvero troppo... l'unica possibilità è nelle mani di Ferrando e del PCL, che potrebbe sfiorare l'1%.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che dire? Sono senza parole...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-223810983588427104?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/223810983588427104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=223810983588427104&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/223810983588427104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/223810983588427104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/riflessione-preelettorale.html' title='Riflessione preelettorale.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-299992751144218806</id><published>2008-04-10T12:25:00.000+02:00</published><updated>2008-04-10T12:27:49.735+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Gli studenti, i politici e la buona educazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Tutti in piedi quando entra il professore. E' un segno di rispetto e di buona educazione" ha dichiarato Berlusconi alla videochat del Corriere. Certo che il Cavaliere ha davvero una bella faccia tosta ed è forse per questo che piace tanto a molti italiani. Chi in una riunione in Spagna di tutti i premier europei è stato pescato a fare le corna dietro la testa di un collega come uno scola retto discolo nella foto di gruppo dell'ultimo giorno di scuola ? Solo che se una birichinata del genere la fa un ragazzino, a scuola , in un giorno che è ormai di vacanza e siamo vicini al 'rompete le righe', è una cosa, se lo fa in un consesso internazionale un presidente del Consigli o, che rappresenta il suo Paese, è un'altra. L'altra sera l'onorevole Fini la mentava, naturalmente in Tv (che è la principale responsabile dello sfacelo culturale del nostro Paese) che il 90% degli studenti non sa dove sia Matera. Ma chi, parlando dei mitici fondatori di Roma, li ha chiamati Romolo e Remolo? Una cosa che nella pur sgangherata scuola italiana, usata dalla nostra cla sse politica come area di parcheggio per precari, costerebbe a un alunno di quinta elementare un giro dietro la lavagna con un cappello con la scritta 'asino'?Che lezioni di buona educazione e di buon gusto possono venire da un signore che al premier norvegese Rasmussen, in visita ufficiale, fa una battuta trucida sulla propria mogli e o che in quelle festicciole che la Tv organizza per autocelebrarsi fa il cicisbeo con vallette e vallettine fra le quali ci sono quelle piazzate in qualche fiction per il piacer suo o dei suoi amici?Che credibilità può avere un signore che anche i suoi amici descrivono come bugiardo patologico ("un simpatico bugiardello", Tiziana Maiolo; "un adorabile bugiardo", Casini) e che, soprattutto, la Corte d'Appello di Venezia, nel maggio del 1990, quando nessun 'accanimento giudiziario' era ipotizzabile, ha dichiarato 'testimone spergiuro' (cioè ha giurato il falso in Tribunale) e che è poi stato salvato da un'amnistia voluta dai comunisti per non essere processati per i finanziamenti avuti dall'Urss?Che rispetto per le Istituzioni e per il proprio Paese ci può insegnare un presidente del Consigli o che in terra di Spagna, davanti a tutta la stampa internazionale' ha definito 'Mani Pulite', cioè inchieste e sentenze, anche definitive, della magistratura italiana "una guerra civile" e che ha delegittimato, di volta in volta, oltre la magistratura ordinaria, la Corte Costituzionale, la Corte dei Conti, il Presidente della Repubblica? Che senso della legalità, che 'tolleranza zero' può pretendere un signore che ha avuto decine di processi, che ne ha in corso uno per 'corruzione di testimone', che da quattro è uscito non per non aver commesso il fatto ma perchè la prescrizione ha estinto il reato e che nei casi in cui non poteva proprio scapolarla ha abolito, per legge, il reato di cui era imputato come il falso in bilancio che negli Stati Uniti può costare 30 anni di reclusione?Che coerenza dobbiamo attribuire a un signore che afferma che lui non attacca mai personalmente, dio guardi, gli avversari politici e poi definisce ripetutamente Antonio Di Pietro "un uomo che mi fa orrore"? E gli fa orrore per lo stesso motivo per cui lo fa a buona parte della classe dirigente , di destra e di sinistra: perchè, insieme al pool dei magistrati di Milano, osò richiamare per la prima volta anche la classe dirigente a quel rispetto della legge cui tutti noialtri cittadini siamo tenuti senza se e senza ma.Il lettore dirà che sono un comunista. Io sono sempre stato anticomunista, quando i comunisti esistevano e molti di quelli che oggi se la dan da anticomunisti erano iscritti al Pci o militavano nella sinistra extraparla mentare e mi aspettavano sotto casa per darmi una lezioncina a colpi di spranga. Sono semplicemente un cittadino italiano che, passati i 60, è stufo di essere preso in giro da questa gente. Non sono gli studenti che devono alzarsi quando entra il professore, sono i nostri uomini politici che dovrebbero mettersi in ginocchio davanti al popolo italiano per averlo ridotto come l'han ridotto, in campo economico, previdenziale, sociale, morale e per avergli tolto ogni senso di onestà, di lealtà, di correttezza e persino quella buona educazione che oggi si invoca dai ragazzi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;MASSIMO FINI -  tratto da &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;www.massimofini.it&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-299992751144218806?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/299992751144218806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=299992751144218806&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/299992751144218806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/299992751144218806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/gli-studenti-i-politici-e-la-buona.html' title='Gli studenti, i politici e la buona educazione'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-1943183421133124804</id><published>2008-04-07T15:23:00.002+02:00</published><updated>2008-04-07T16:21:00.494+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Li chiamarono Briganti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il romantico amore per le cose antiche, per la Sparta tradizionale e austera che alberga dentro ognuno di noi, unito all'attaccamento alla mia piccola patria, quel Sud tante volte offeso e violentato dai leghisti o - peggio ancora - dai politici meridionali, mi ha portato a scrivere questo post.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un post che vuole segnare l'inizio di una &lt;strong&gt;in&lt;/strong&gt;costante commemorazione degli ultimi spartani d'Italia: i briganti. Come Che Guevara, Zapata e Villa, come Sandino e i partigiani italiani, come i giacobini francesi: se avessero vinto, li avrebbero chiamati EROI; ma persero, e li chiamarono BRIGANTI. Gente semplice, legata alle proprie tradizioni, ma combattiva: per sconfiggerli, l'esercito sabaudo dovette inviare 120 mila uomini nel sud italia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il canto dei Briganti, che posto subito sotto questa mia breve introduzione, è stato tradotto da me e spero vi dia i brividi che ha dato a me:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Ammu pusato chitarra e tammure &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Abbiamo posato chitarra e tamburi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;pecchè sta musica s'adda cagnà &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;perchè questa musica si deve cambiar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;simmo briganti e facimmo paure &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;siamo briganti e facciamo paura&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e cu' a' scuppetta vulimmo cantà &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;e col fucile vogliamo cantar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;E mo' cantammo 'na nova canzona &lt;span style="color:#33ff33;"&gt;&lt;em&gt;E adesso cantiamo una nuova can&lt;/em&gt;zone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;tutta la gente se l'adda 'mpara &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;tutta la gente la deve imparar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;nuje cumbattimmo p' 'o rre Burbone&lt;em&gt; &lt;span style="color:#33ff33;"&gt;noi combattiamo per il re Borbone&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e 'a terra nostra nun s'adda tuccà &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;e la terra nostra non si deve toccar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Chi ha visto 'o lupo s'è miso paure &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Chi a visto il lupo si è messo paura&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;nun sape buono qual è 'a verità &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;non sa bene qual è la verità&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'o vero lupo ca magna e criature &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;il vero lupo che mangia i bambini&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;o è 'o piemuntese c'avimma caccià &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;o è il piemontese che dobbiam cacciar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Tutte 'e paise d' 'a Basilicata &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;tutti i paesi della Basilicata&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;se so' scetate e vonno luttà &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;si sono svegliati e vogliono lottar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;pure 'a Calabria s'è arrevotata &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;pure la Calbria si è rivoltata&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e stu nemico facimmo tremmà &lt;em&gt; &lt;span style="color:#33ff33;"&gt;e questo nemico facciamo tremar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Femmene belle ca date lu core &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Femmine belle che date il cuore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;si lu brigante vulite aiutà&lt;em&gt;          &lt;span style="color:#33ff33;"&gt;se il brigante colete aiutar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;nun lo cercate, scurdateve 'o nomme &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;non lo cercate, scordatevi il nome&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;chi ce fa guerra nun tene pietà &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;chi ci fa guerra non tiene pietà&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Ommo se nasce, brigante se more &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;Uomo si nasce, Brigante si muore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e fino all'urdemo avimm 'a sparà &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;e fino all'ultimo dobbiamo sparar&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ma si murimmo menate nu sciore &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;ma se moriamo buttate un fiore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e 'na preghiera pe sta libertà. &lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;e una preghiera per questa &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#33ff33;"&gt;libertà&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-1943183421133124804?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/1943183421133124804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=1943183421133124804&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1943183421133124804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1943183421133124804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/li-chiamarono-briganti.html' title='Li chiamarono Briganti'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-1508277084626175623</id><published>2008-04-05T14:31:00.002+02:00</published><updated>2008-04-05T14:40:33.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>A.C.A.B.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La sigla A.C.A.B. significa All Cops Are Bastards. Era il titolo di una canzone punk inglese, ma è soprattutto una scritta presente sui muri di moltissime città e in parecchi striscioni allo stadio. La traduzione è semplice: tutti gli sbirri sono bastardi. E' chiaro che il rischio di generalizzare è sempre dietro l'angolo, ma navigando nel web ho trovato questa interessante lettera che Beppe Grillo ha inviato al capo della polizia, dott. Manganelli (nomen omen...):&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Gentile dottor Antonio Manganelli,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;il termine con cui mi rivolgo a lei, gentile, non è casuale, è come vorrei che fosse la Polizia di Stato: gentile verso il popolo italiano che deve proteggere. Vede, ho una strana sensazione, che la Polizia di Stato stia assumendo agli occhi dell’opinione pubblica un ruolo che, sono sicuro, non vuole avere e non deve avere. Quello di protettrice degli interessi dei partiti, delle loro malefatte, dei loro numerosi pregiudicati e prescritti.Questa sensazione la leggo negli occhi delle ragazzine prese a manganellate a Bologna durante la &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2008/04/giuliano_lapros.html#comments" target="_blank"&gt;manifestazione di dissenso&lt;/a&gt; nei confronti di Giuliano Ferrara. La loro unica colpa è stata di avere contestato con un lancio di pomodori un signore che vuole cancellare un referendum e che dal suo comodo studio televisivo sponsorizza ogni guerra, purché americana. Quando è possibile per i nostri ragazzi dissentire, anche urlando, se non in piazza? L’informazione che ricevono ogni giorno dai giornali e dalle televisioni è pilotata, strumento dei gruppi di potere per mantenere il potere. Questo i giovani lo sanno. Per loro però ci sono, troppo spesso, le cariche, i pestaggi. E, invece, per i politici e i loro giornalisti stipendiati, la protezione dei suoi uomini, la scorta e le macchine blu. In Piazza Maggiore c’erano famiglie con bambini piccoli, non pericolosi terroristi.Questa sensazione l’ho letta negli occhi dei vecchi picchiati dalla Polizia a &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2008/02/italiacile_11.html" target="_blank"&gt;Savignano Irpino&lt;/a&gt;. Pensionati straniti, confusi, increduli, di certo mai colpiti prima da ragazzi in divisa. Quei vecchi protestavano per la distruzione della loro terra, che è anche la sua, dottor Manganelli. Non capivano perché Bassolino, corresponsabile dello scempio, fosse ancora Governatore della Campania, come del resto non lo capisce, né lo accetta, nessun italiano. Non capivano le botte, le manganellate, il sangue.Questa sensazione l’ho vista negli occhi, quando li ho incontrati, del padre e della madre di &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2008/02/omicidio_di_sta_1.html" target="_blank"&gt;Federico Aldrovandi&lt;/a&gt;, un ragazzino picchiato a morte da una pattuglia stradale. L’ho sentita nelle dichiarazioni delle persone torturate a &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2008/03/metti_tre_giorn.html" target="_blank"&gt;Bolzaneto&lt;/a&gt; e nella “macelleria messicana” della scuola Diaz.Lei potrà obiettare che si tratta di episodi, di poche mele marce e, con tutta probabilità, ha ragione. Nel &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/calendario2008/calendario2008.php" target="_blank"&gt;calendario dei Santi Laici&lt;/a&gt;, l’elenco dei caduti per un’Italia onesta che pubblico ogni anno sul blog, la Polizia di Stato è al primo posto. Centinaia di poliziotti si sono fatti uccidere per affermare la giustizia in Italia.Lo scorso otto settembre ero a Bologna per il &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=HPzzPNcApFw&amp;amp;feature=related" target="_blank"&gt;V Day&lt;/a&gt;. In piazza Maggiore e nelle vie laterali c’erano 150.000 persone. Nessun casco, nessuno scudo, nessun uomo in divisa di fronte al palco. Nessun incidente né prima, né dopo, né durante una manifestazione durata dieci ore. C’era però molta rabbia nei confronti di una classe politica senza pudore, verso i condannati in via definitiva che siedono in Parlamento. Gli stessi che i suoi uomini in passato hanno arrestato. E verso i prescritti che, grazie alle leggi ad personam, i suoi uomini, purtroppo, non hanno potuto arrestare. In gran parte i medesimi, condannati e prescritti, che dopo le elezioni saranno ancora senatori e deputati.Lei lo sa, si sono già auto eletti grazie all’eliminazione del voto di preferenza. Per merito della cancellazione di una legge elettorale votata dalla maggioranza degli italiani. Gli elettori, se potessero scegliere, non li voterebbero mai.La politica non può trasformarsi in un problema di ordine pubblico. La Polizia di Stato non deve diventare il braccio armato di chi ha distrutto il Paese per evitare il confronto con i cittadini. Non se lo merita la Polizia e neppure gli italiani. Spero in una sua risposta che pubblicherò sul blog. I miei saluti.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Beppe Grillo - tratto da &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;www.beppegrillo.it&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-1508277084626175623?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/1508277084626175623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=1508277084626175623&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1508277084626175623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1508277084626175623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/acab.html' title='A.C.A.B.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-4880310749613976356</id><published>2008-04-04T16:54:00.005+02:00</published><updated>2008-04-04T17:18:24.409+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>D.O.C.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi sono preso quattro giorni di pausa. Ne avevo bisogno, per riordinare le mie idee. Questa campagna elettorale mi sta logorando il cervello: è incredibile assistere quotidianamente allo stillicidio di stronzate che i candidati premier ci propinano! Considerando solo i due principali avversari, Berlusconi e Veltroni, i conati di vomito mi assalgono costantemente. Dopo quattro giorni sono tornato qui, a straparlare e a sfogarmi: perchè uno ha bisogno di parlare, specie in un mondo di sordi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Dopo la mozzarella campana, accusata di relazioni incestuose con la diossina, ora tocca al vino. Anche a quello doc, denominazione di origine controllata, ma controllata da chi? Da quelli che danno patenti doc in cambio di qualche bustarella? Di multinazionali del vino transgenico? La UE chiede lumi all'Italia (figuriamoci) su una ventina di aziende che avrebbero inserito sostanze chimiche nella produzione di vini italiani di alto livello. Ovviamente, il governo italiano ha rilasciato la seguente, illuminante, chiarificatrice dichiarazione: NO COMMENT!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Benissimo. Quindi noi abbiamo la fortuna di vivere in un paese (l'Italia) considerato da tutti una sorta di paradiso in terra, un paese bellissimo che dovrebbe vivere quasi di solo turismo, una terra bagnata per tre quarti dal mare e con delle montagne fantastiche, con dei prodotti unici per gusto e valori nutrizionali, ... noi abbiamo la fortuna di vivere in questo Paese, e i nostri governanti non sono capaci di mettere a frutto tali ingenti ricchezze. Anzi, si fanno riprendere anche dai governanti di popoli che fine a qualche secolo fa mangiavano ancora con le mani mentre Roma dominava il mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi vergogno di essere italiano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-4880310749613976356?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/4880310749613976356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=4880310749613976356&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4880310749613976356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4880310749613976356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/04/doc.html' title='D.O.C.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-2243843887771079073</id><published>2008-03-30T13:44:00.002+02:00</published><updated>2008-03-30T13:47:55.941+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>Il crollo di Olimpia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Qualche giorno fa ho postato un mio breve articolo sulla possibilità o meno di boicottare le Olimpiadi cinesi. Con sommo piacere, vedo che è in molti spiriti d'avanguardia la comune volontà di veder boicottati i giochi olimpici. Infine, il grande Massimo Fini ha pubblicato il seguente articolo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Si discute in Occidente se si a il caso di boicottare le Olimpiadi organizzate dalla Cin a, responsabile della sanguin aria repressi one in Tibet di cui si fa fin ta di accorgersi solo ora mentre la strage di Lhasa non è che l'ultima di una serie lunga mezzo secolo.Secondo me le Olimpiadi non si dovrebbero fare né in Cin a né altrove. Non si dovrebbero fare più. Le ultime a dimensi one umana sono state quelle di Roma, nel 1960, con la leggendaria galoppata di Abebe Bikila a piedi nudi nella maratona. Dopo sono diventate un gigantesco Barnum, un baraccone grottesco, gonfiato fin o all'in verosi mile dagli enormi in teressi economici, dagli affari, dalle sponsorizzazioni. Non c'è centimetro quadrato dell'Olimpiade che non si a busi ness (in passato gli americani sono arrivati ad affittare agli sponsor anche la fiaccola olimpica portata dai tedofori vendendone il percorso a tremila dollari al chilometro). In oltre, in totale contrasto con le in tenzioni dell'in genuo barone Pierre De Coubertin , che le rein ventò nel 1893, concependole come un momento di fratellanza universale fra i popoli, da almeno quarant'anni le Olimpiadi Moderne, proprio per il gigantismo che hanno assunto e la cassa di risonanza mondiale che rappresentano, sono diventate terreno fertile per l'esplosi one di tensi oni (la rivolta degli studenti al Messi co), di rancori (la contestazione dei neri a Montreal), per boicottaggi (quelli in crociati di americani e sovietici a Mosca e a Los Angeles), per discrimin azioni grottesche (il Sudafrica no, l'Iraq nazista di Saddam sì), quando non addirittura teatro di stragi come accadde a Monaco nel 1972 ai danni degli atleti israeliani. Da allora le Olimpiadi sono protette de centin aia di migliaia di uomin i armati, da agenti segreti di ogni nazionalità, gli atleti non possono uscire dalle loro «location» se non sotto scorta.Quasi sempre il Paese che le ospita se ne serve per legittimarsi e per mascherare, dietro la perfezione e la spettacolarità dell'organizzazione, le proprie magagne, sociali e politiche. E questo è si curamente il caso della Cin a che il presi dente Bush, con la tempestività che lo contraddistin gue, ha depennato dai dieci Paesi che, a parer suo, violano i «diritti umani» proprio quattro giorni prima della strage di Lhasa.Ma tutti gli Stati partecipanti hanno in tenti politici e fanno di ogni vittoria una questione di prestigio nazionale. Così per prendere una medaglia alle Olimpiadi si in ventano sport in verosi mili e comici che non hanno in tutto il mondo che qualche centin aio di adepti o si mascherano come dilettanti professi onisti pagati centin aia di migliaia di dollari. Ma gli effetti più in quin anti di questa corsa a un malin teso prestigio politico e nazionalistico si hanno sugli atleti. Per una medaglia, soprattutto nelle specialità «regin e» delle Olimpiadi, atletica, nuoto, gin nastica, si allevano in batteria, come fossero polli, bambin i e bambin e di sei, sette anni costrin gendoli ad allenamenti quotidiani, pesantissi mi. Per una medaglia gli atleti vengono, a seconda della specialità, in grassati o denutriti, omogeneizzati, anabolizzati, spesso drogati. Ai nuotatori vengono rasi i capelli e i peli delle braccia, del petto, delle gambe, ai saltatori vengono stimolate le piante dei piedi con scariche elettriche, ad altri viene cambiato il sangue, alcune atlete, in passato, per rin forzarsi si sono fatte in gravidare per poi abortire a risultato avvenuto, ad altre vengono in iettati ormoni maschili fin o a che perdono ogni forma femmin ile.Una buona parte dei Giochi Olimpici è fatta ormai di questi fenomeni da baraccone verso i quali si prova, in vece che ammirazione, un senso di pena o la curiosi tà umiliante che ispirano la donna cannone e il nano Bagonghie. E allora prendiamo il coraggio a due mani e facciamola fin ita una volta per tutte con questo circo in decoroso e impudico. E chissà che, oltre a evitarci lo spettacolo avvilente ed in quietante di città messe in stato d'assedio per quella che viene ancora ipocritamente chiamata «la festa della gioventù» (dove in vece «si fa la festa alla gioventù), non si possa, in futuro, tornare a giocare a chi corre più veloce senza doverci trasformare in tanti Frankenstein.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;MASSIMO FINI, &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;www.massimofini.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-2243843887771079073?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/2243843887771079073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=2243843887771079073&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2243843887771079073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/2243843887771079073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/il-crollo-di-olimpia.html' title='Il crollo di Olimpia'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6868569417705248805</id><published>2008-03-27T12:00:00.001+01:00</published><updated>2008-03-27T12:02:01.018+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Effetti collaterali della democrazia bushiana.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;All'uscita della sua cella, il giorno che lo hanno liberato, Sami el Laithi ha trovato anche una sedia a rotelle, l'unico mezzo con cui poter finalmente abbandonare la Baia di Guantanamo. Rilasciato perché innocente, Sami conosce infatti ora un'altra prigione che lo bloccherà per sempre: la paralisi. Le torture di quei lunghi quattro anni di prigionia hanno danneggiato irreparabilmente infatti la sua spina dorsale rendendogli impossibile qualsiasi movimento. Era l'ottobre 2005 quando, prosciolto dal tribunale militare statunitense dall'accusa di "nemico dello Stato", Sami è stato rispedito nel suo paese: ad attenderlo la sezione per criminali dell'ospedale Qasr el Eini del Cairo. «Da allora sono parte di questa sedia - racconta Sami al quotidiano egiziano Daily News - quando sono tornato in Egitto i miei sentimenti erano confusi, ero contento e allo stesso tempo avevo paura. Sapevo dentro di me comunque di essere un uomo finito. Anche se avessero tentato di uccidermi non avrebbero fatto un gran danno: io sono già morto».Sami è rimasto nell'ospedale del Cairo per molto tempo. Oggi è convinto di essere stato liberato solo per le condizioni fisiche e grazie al fratello Hatem. E' stato quest'ultimo che leggendo distrattamente il giornale si è accorto nella primavera del 2006 di un articolo a proposito di Guantanamo e dei prigionieri egiziani. Con i suoi amici è andato alla redazione del quotidiano el Waft per avere maggiori chiarimenti, determinato a trovare il fratello. E' stato lui ancora a presentare la lettera al presidente Mubarak di scarcerazione e a riportare finalmente Sami a casa. Shubra Al-Qas, piccolo villaggi nel Delta dell'Egitto. Da allora i movimenti di Sami e di tutta la sua famiglia sono seguiti meticolosamente dai servizi segreti egiziani, anche se nessuno sa bene il perché: «Sono in una nuova prigione, non lo vedono? - si domanda Sami - dove vogliono che vada in queste condizioni?» Qualche tempo dopo il rilascio una delle più grandi organizzazioni per i diritti umani dell'Egitto promise di coprire i costi per il processo che Sami vorrebbe intentare contro l'amministrazione di Washington, ma poi nulla è accaduto. Tante le promesse fatte nei giorni del ritorno, quando Sami finì sui tutti i media, ma nessuna è diventata realtà. Come quella del proprietario dell'ospedale tedesco di Gedda, che dopo aver giurato di voler pagargli il pellegrinaggio alla Mecca e il processo si è dileguato nell'aria. «Non posso neanche lavorare come mi mantengo? Se potessi uccidermi lo farei» dice oggi l'ex prigioniero di Guantanamo. Neanche Hatem ha un lavoro, il suo vecchio posto di interprete dell'esercito gli è stato negato proprio alla notizia della prigionia di Sami. E nessuno glielo ha ridato. Allora a Sami e a Hatem non resta che aspettare, non sanno neanche loro probabilmente cosa. Come forse fanno anche altri reduci di Guantanamo. Secondo il governo del Cairo sono 5 i cittadini egiziani passati per il carcere Usa: Alaaeddin Mohamed Salem, Reda Fadel El-Weleli, Sami El-Leithi, Adel Fattouh El-Gazzar e Sherif El-Newsashad. Come el-Leithi anche Salem è stato liberato, ma si è fatto portare in Albania, dove ha chiesto asilo politico. Degli altri non si hanno più notizie certe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6868569417705248805?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6868569417705248805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6868569417705248805&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6868569417705248805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6868569417705248805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/effetti-collaterali-della-democrazia.html' title='Effetti collaterali della democrazia bushiana.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-4316711627930870690</id><published>2008-03-26T12:42:00.002+01:00</published><updated>2008-03-26T12:47:32.616+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Alla caccia degli italiani all'estero.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un ex italiano, ora inglese, ha inviato al blog di Beppe Grillo la sua risposta a tal Di Girolamo, aspirante parlamentare del Pdl, candidato nella circoscrizione estera.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Caro Di Girolamo, stamane ho ricevuto il suo volantino nella posta di casa mia, in Inghilterra. Di solito ignoro la propaganda elettorale perche', immagino come altri milioni di ex-italiani, ne ne posso piu' del vostro paese, pero' stavolta quello che ha scritto mi sprona a rispondere alla sua chiamata. Io ho gia' aiutato a sufficienza il suo partito, che poi non e' neanche un partito, in quanto non nasce da una costruzione ideologica o filosofica come i grandi partiti dell'800 e del '900, ma dagli interessi personali di un imprenditore miliardario che decise di scendere in campo per timore che una vittoria dei discendenti del partito comunista lo costringessero ad esiliarsi in qualche isola tropicale, anziche' continuare a fare i suoi interessi nel paese dove viveva.Bene, caro Di Girolamo, sappia che chi le scrive quell'uomo l'ha gia' aiutato abbastanza. Lo feci nel 1994, quando fondai a Londra il primo Club Forza Italia, sprecando la mia faccia, la mia intelligenza, i miei soldi e il mio tempo, per un uomo che pensavo davvero intendesse promuovere il liberalismo nel vostro paese, e davvero intendesse stabilire un ordine meritocratico in un paese marcio per nepotismo, clientelismo e familismo (sia a destra che al centro che a sinistra).Un paese unico al mondo che vanta due popolazioni: sessanta milioni di italiani dentro le Alpi che sopravvivono grazie alle raccomandazioni, e cento milioni di ex-italiani fuori dalle Alpi che, non sentendosela di far parte delle brigate rosse o di un clan mafioso, decisero ad un certo punto della loro vita di emigrare e, le piaccia o no, di diventare 'altri'.Preciso che chi le scrive non e' in Inghilterra per fare lo spazzino o il lava-vetri. Io lavoro come psichiatra forense alle dirette dipendenze del ministero della Giustizia e della Sanita' britannici, guadagno piu' di centomila euro all'anno, pago il 40% di tasse fino all'ultimo penny, e sono soggetto, in virtu' del mio nuovo passaporto a tutti i doveri e i diritti dei sudditi della nostra carissima H.R. Queen Elisabeth II.Che sicuramente avrà i suoi difetti anche lei, ma almeno e' una regina vera, e non una merda come i tanti pregiudicati, corrotti e mafiosi che popolano il vostro ridicolo Parlamento. Giovanni Dalla-Valle, ex-italiano, e' un'INGLESE come tanti. Si sveglia alle 5.30, lavora 10 ore al giorno, fa i turni di guardia, torna a casa alle 19.00 dove trova il figlio Matteo, di cui e' padre singolo. Se fosse stato per l'Italia sarei ancora alle dipendenze economiche dei miei genitori, ultimo assistente in un ospedale del cesso (nonostante laureato a 25 anni a Padova con 107/110), solo per il fatto che mio padre e' un nessuno e non s'e' mai curato di leccare il culo agli altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed ora veniamo alle sue proposte elettorali. Usufruire dell'assistenza sanitaria gratuita in Italia per piu' di tre mesi, come stabilisce la vostra legge?Ma scusi, ma perchè io che che pago le tasse in questo paese, dovrei parassitare i servizi di un paese dove non pago le tasse? Persino tre mesi sono ingiusti. Qui la sanita' e' gratuita. Non dovrei pagare le tasse per una seconda casa in Italia? Ma scusi, perche' mai uno che puo' permettersi una seconda casa nel vostro paese non dovrebbe pagare le tasse come fa per la prima casa in questo paese? Se ha sufficienti soldi per acquistare una seconda proprieta' in Italia, perche' non dovrebbe contribuire alle normali tassazioni di quel paese? Non pagare per il rinnovo del passaporto? Problema gia' risolto. Ho un passaporto inglese. E non comporta nessun bollo annuale e il rinnovo e' decennale.Migliorare l'assistenza del consolato? Ma via, Di Gerolamo, non spari cagate! Qui tutti sanno che il consolato italiano e' una fogna per raccomandati e figli di o amici di. Il livello d'incompetenza e arroganza agli sportelli e' arci-noto. Sara' mica lei che lo cambia adesso, vero? Il governo del suo capo durò cinque anni. Lo sapete benissimo che questo e' il peggiore consolato del mondo. Perche' non li avete cacciati a pedate nel c..o allora? Perche', dannazione, sono AMICI degli AMICI vostri, ecco perche'."Perdiamo per strada le giovani generazioni". Sorry, Di Girolamo. Avete perso gia' perso anche quelle meno giovani (io ne faccio 45 quest'anno!). Rialzati Italia? Ma col cazzo, mi consenta, Di Girolamo! Quelli come me, e sono milioni, l'Italia la vogliono giu' per sempre!!!. Ce`l'avete messa nel c..o per una vita. Cosa volete adesso? Che vi votiamo ancora??? Ma per favore. Siate seri!" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giovanni Dalla-Valle - &lt;em&gt;tratto da &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-4316711627930870690?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/4316711627930870690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=4316711627930870690&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4316711627930870690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4316711627930870690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/alla-caccia-degli-italiani-allestero.html' title='Alla caccia degli italiani all&apos;estero.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-9067925165105525132</id><published>2008-03-25T11:24:00.003+01:00</published><updated>2008-03-25T11:58:07.665+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Colombo e Ulisse</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il mondo Moderno non mi piace. E' superbo, è cieco, è sordo, è smemorato. So che a tanti altri, come me, il mondo Moderno non piace. "Un altro mondo è possibile", diceva qualcuno pochi anni fa. Quel qualcuno oggi, molto probabilmente, siede in qualche istituzione, e sta leggittimando il mondo attuale. Ma questa è un'altra storia, o meglio... è sempre la stessa storia! Quando sorse il movimento NO global, si sperava davvero che fosse possibile fermare la locomotiva delle "magnifiche sorti e progressive" del capitalismo neoliberista. Invece, dopo pochissimo tempo, gli intellettualoidi della sinistra pensarono bene di definirsi NEW global, dividendo il campo dei contestatori della modernità in due aree: l'area NO e l'area NEW. I primi, fedeli alla contrapposizione più dura ed intransigente della globalizzazione, non avevano nessuna fiducia nel futuro, nel progresso, nella possibilità di cambiare "in avanti" il mondo: per i NO global, tra cui vi ero e vi sono anche io, il mondo va fermato. Resettato. Fatto tornare indietro. Non è una battaglia "rivoluzionaria": è una lotta "reazionaria", se vogliamo anche conservatrice. Chi l'ha detto che le riforme siano causa di progresso? Le riforme della giustizia, delle pensioni, del mercato del lavoro, hanno segnato punti d'avanzamento per i cittadini, o punti di crisi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I NEW global, invece, assomigliano molto ai novelli Cristoforo Colombo: avventurieri alla ricerca del Nuovo mondo, fatto di pace, di tolleranza, di vera democrazia, di nuovi diritti. Che questo Nuovo Mondo esista o meno, non è importante: va costruito, è necessario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Io non sono tra questi. Io non amo l'avventurismo dei Cristoforo Colombo. Io non voglio costruire nulla di nuovo, specie se il nuovo si chiama Progresso, Flessibilità, competitività, Know how, Lavoro immateriale, Delocalizzazione, Privatizzazione. Io non vado alla ricerca di nessun Nuovo Mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io voglio tornare ad Itaca. Come Ulisse, viaggio verso il passato. Il mio futuro è il mio passato. Al progresso preferisco la Tradizione, alla flessibilità antepongo la Stabilità, alla competitività sostituisco la Solidarietà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io voglio tornare ad Itaca, dove Penelope mi sta aspettando. Dove non c'è un mondo da inventare, bensì un mondo da riattualizzare. Dove c'è un sistema di Valori, di Ideali, che non si è ancora svenduto al miglior offerente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiamatemi NEMO: è il nome che Ulisse diede a Polifemo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io sono Nemo. Voglio tornare ad Itaca. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-9067925165105525132?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/9067925165105525132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=9067925165105525132&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/9067925165105525132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/9067925165105525132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/colombo-e-ulisse.html' title='Colombo e Ulisse'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-7605922595164620335</id><published>2008-03-24T09:13:00.002+01:00</published><updated>2008-03-24T09:33:48.917+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Il Travaglio del Partito Democratico.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sul blog "unofficial" di Marco Travaglio (&lt;a href="http://www.marcotravaglio.it/"&gt;http://www.marcotravaglio.it/&lt;/a&gt;) c'è da vari giorni un post che pone l'accento su alcuni candidati o dirigenti del Pd.  Sono pochi esempi, ma piccoli grandi esempi, di come un partito che si autodefinisce democratico rischia di annoverare al suo interno personaggi che democratici non sono, nè nelle parole nè nei fatti, a meno che non si voglia considerare "democratica" la mafia, la prassi illecita dei finanziamenti e delle tangenti, le bombe e gli attentati...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;"Parliamo di quelli che incontrano e baciano boss mafiosi per parlare di appalti (&lt;strong&gt;Vladimiro detto Mirello Crisafulli&lt;/strong&gt;. Deputato Del Partito Democratico - L'ulivo. Componente  della  Commissione Bilancio Tesoro e Programmazione edella Commissione per la Vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parliamo di quelli che hanno  lasciato  sprofondare una città nell'immondizia (&lt;strong&gt;Antonio Bassolino.&lt;/strong&gt; Partito Democratico - Presidente della Regione Campania).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parliamo di  quelli che, accusati di finanziamento illecito al partito, spacciano prescrizioni per assoluzioni (&lt;strong&gt;Cesare De Piccoli&lt;/strong&gt; Deputato del Partito Democratico - L'ulivo).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parliamo di quelli  che  si dimenticano  di costituirsi  parte civile controchi ha piazzato mezzo chilo di tritolo tentando di far fuori un assessoredella loro  giunta.  Che dichiarano di "disprezzare profondamente i pentiti"che svelano i mandanti del fallito attentato. Che vengono bersagliati daavvisi di garanzia.  E che continuano a nascondersi dietro la giunta per le autorizzazioni a procedere (&lt;strong&gt;Vincenzo De Luca&lt;/strong&gt; Sindaco di Salerno Deputato del Partito Democratico-L'ulivoComponente  della Commissione Agricoltura).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; Parliamo di quelli  che sono stati assolti solo grazie  alla nuova legge sul"giusto processo" perchè l' imprenditore che aveva confessato  la consegnadi una mazzetta durante le indagini preliminari, non si è presentato inaula. Con il risultato che, per lo stesso fatto, il corruttore è statocondannato e il corotto assolto (&lt;strong&gt;Luigi Cocilovo&lt;/strong&gt; Deputato del Parlamento Europeo Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa  - Membro dell'Ufficio di presidenza e della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali"). "&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;La sensazione che viene, a saper certe cose, è il disgusto. Non è la rabbia (non ancora, almeno), nè l'indignazione (non più, ormai): è il Disgusto. Con la D maiuscola, identica alla D del Partito Democratico. Per anni ci hanno detto che Berlusconi, Forza Italia e la CdL erano il ricettacolo di mafiosi, evasori, corrotti e corruttori: probabilmente è vero, almeno in parte. Cosa dire, però, del partito veltroniano? Ricordano, lor signori, la lezione berlingueriana sulla questione morale? E Tonino Di Pietro, persona che mi sembra pulita, riesce a stare nello stesso partito con questi esemplari?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si attende cortese risposta...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-7605922595164620335?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/7605922595164620335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=7605922595164620335&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7605922595164620335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7605922595164620335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/il-travaglio-del-partito-democratico.html' title='Il Travaglio del Partito Democratico.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-4359861523772960917</id><published>2008-03-23T13:33:00.001+01:00</published><updated>2008-03-23T13:35:09.361+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>C'era una volta l'Europa...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Se vi dicessi che c'è in Europa un Paese dove non esiste la disoccupazione, non esiste il lavoro precario, non esiste il problema dei pendolari, non esiste l'inflazione, dove le tasse sono al 10\%, dove ognuno possiede una casa e quanto basta per vivere e quindi non ci sono poveri, mi prendereste per matto. E avreste ragione. Perchè questo è il Paese che non c'è. Ma è esistito. E' esistito un mondo fatto così. E si chiama Medioevo Europeo.La disoccupazione appare, come fenomeno sociale, con la Rivoluzione industriale. Prima, con una popolazione formata al 90/95\% da agricoltori e artigiani, ognuno, o quasi, viveva sul suo e del suo, aveva, nelle forme della proprietà o del possesso perpetuo, una casa e un terreno da coltivare. E anche i famigerati 'servi della gleba' (i servi casati), comunque una realtà marginale, se è vero che non possono lasciare la terra del padrone non ne possono essere nemmeno cacciati. Non esisteva il precariato perchè il contadino lavora tutta la vita sulla sua terra e l'artigiano nella sua bottega che è anche la sua casa (per questo non esiste nemmeno il pendolarismo). Il giovane apprendista non percepisce un salario, ma il Maestro ha il dovere, oltre che di insegnargli il mestiere, di fornirgli alloggio, vitto e vestiti (due, uno per la festa, l'altro per i giorni lavorativi; ma, in fondo, abbiamo davvero bisogno di più di due vestiti?). Dopo i sette anni di apprendistato il giovane o rimarrà in bottega, pagato, o ne aprirà una propria. Senza difficoltà perchè c'è posto per tutti. Gli statuti artigiani infatti proibiscono ogni forma di concorrenza e quindi, di fatto, la formazione di posizioni oligopoliste. Per tutelare però l'acquirente (oggi diremo 'il consumatore') gli statuti stabiliscono regole rigidissime per garantire la qualità del prodotto.Nelle campagne il fenomeno del bracciantato si creò quasi a ridosso della Rivoluzione industriale quando i grandi proprietari terrieri cominciarono a recintare i loro campi (enclosure) rompendo così il regime delle 'terre aperte' (open fields) e delle servitù comunitarie (ad uso di tutti) su cui si era retto per secoli lo straordinario ma delicato equilibrio del mondo agricolo. Per molti contadini, non avendo più il supporto delle servitù, la propria terra non era più sufficiente a sostentarli. Ma fu un fenomeno tardo. Perchè la concezione di quel mondo, contadino o artigiano, era che ogni nucleo familiare doveva avere il proprio spazio vitale. Scrive lo storico Giuseppe Felloni: "Le terre sono divise con criteri che antepongono l'equità distributiva all'efficenza economica".Le imposte, comprendendovi quelle statali, quelle dovute al feudatario, nella forma di prelievo sul raccolto e di corvèes personali, la 'decima' alla Chiesa, non superarono mai il 10\%. E' vero che anche i servizi erano minimi, ma per molti aspetti di quello che noi oggi chiamiamo 'welfare' sovveniva la Chiesa, naturalmente nei modi consentiti dai tempi.Non esisteva l'inflazione. I prezzi rimanevano stabili per decenni. Una delle rare eccezioni fu la Spagna degli inizi del XVII secolo a causa dell'oro e dell'argento rapinati agli indios d'America. E nel suo 'Memorial' Gonzales de Collerigo scrisse con sarcastica lucidità: "Se la Spagna è povera è perchè è ricca". Che è poi la paradossale condizione in cui si trovano molti Paesi industrializzati di oggi.In quel mondo, per quanto a noi appaia incredibile, non esistevano i poveri. Il termine 'pauperismo' nasce nell'opulenta Inghilterra degli anni '30 dell'Ottocento. Fu Alexis de Tocqueville, uno dei padri del mondo moderno, ad accorgersi per primo dello sconcertante fatto che nel Paese del massimo sforzo produttivo e industriale c'era un povero ogni sei abitanti mentre in Spagna e Portogallo, dove il processo era appena agli inizi, la proporzione era di 1 a 25 e che nei Paesi e nelle regioni non ancora toccate dalla Rivoluzione industriale non c'erano poveri. Perchè è la ricchezza dei molti, alzando il costo della vita, a rendere poveri tutti gli altri. Che è quanto sta accadendo oggi in Russia, in Cina, in Albania, in Afghanistan e persino in Italia.Su tutto questo, credo, dovrebbero riflettere coloro che fra un mese saranno chiamati a governarci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;MASSIMO FINI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;www.massimofini.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-4359861523772960917?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/4359861523772960917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=4359861523772960917&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4359861523772960917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4359861523772960917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/cera-una-volta-leuropa.html' title='C&apos;era una volta l&apos;Europa...'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-1706547737504382209</id><published>2008-03-21T09:49:00.001+01:00</published><updated>2008-03-21T09:51:38.357+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Siamo stanchi!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di vedere mortificata la nostra sovranità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi delle promesse elettorali, di chi mente sapendo di mentire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di sentirci dire che le tasse scenderanno senza che ci venga spiegato con quale copertura finanziaria, e quando è noto che andiamo incontro ad un passaggio economico difficile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi delle geometrie politichesi, dei centri moderati, della sinistra riformista, della destra liberale, degli antagonisti e dei radicali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi delle emergenze ininterrotte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi degli interventi di moda, dei decreti legge fatti quando c'è il morto, dei commissari nominati dopo altri commissari, dell'ipocrisia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi delle facce contrite, dei funerali di Stato, delle espressioni di cordoglio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi delle minestre riscaldate, del putridume che ricicla se stesso in una nuova carica, o che addirittura lo fa tornando a vecchie cariche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi degli avvisi di garanzia usati ad arte per colpire gli avversari politici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di sentirci razzisti, perché ci impongono una finta solidarietà che genera solo dolore ed emarginazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di chi si arricchisce sfruttando la propria posizione pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di dover fare calcoli economici prima di mettere al mondo un figlio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di chi vota il meno peggio perché non c'è alternativa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di chi vota con i paraocchi dell'ideologia, acriticamente, a prescindere da tutto, sempre per la stessa parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di chi dice che tanto non cambia niente, di chi si lamenta rifugiandosi nel proprio orticello, di chi tira il sasso e nasconde la mano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di chi litiga in un'assemblea di condominio, e non si sogna minimamente di difendere la propria Nazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi dell'antipolitica che si arrende in cabina elettorale, e traccia la X sul più simpatico, sul più telegenico, sul più potente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi di morire sul lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo stanchi dell'indignazione a comando, suscitata dai media e sovrascritta dal nuovo caso di cronaca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Pensare che l'astensione favorisce la maggioranza, o che non ha alcuna conseguenza è esattamente il ragionamento che i politicanti si aspettano da te.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' in questa situazione bloccata che bisogna spezzare ogni schema e decidere con coraggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ASTENSIONE CONTRO LA PARTITOCRAZIA&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ASTENSIONE CONTRO L'ALIENAZIONE DEL CITTADINO&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ASTENSIONE PER LA SOVRANITA'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ASTENSIONE E' UNA SCELTA DI DEMOCRAZIA!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://wpop8.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=UrpX/RgD4EnHQVnx/Vr%2BvVIAYTbIwaIuAEYz0uGtUU812GXlpmpZPQ/8N/DnENoRdI168RsIKnU%3D&amp;amp;Link=http%3A//astensionevoto.blogspot.com/2008/03/siamo%2Dstanchi.html" target="_blank"&gt;http://astensionevoto.blogspot.com/2008/03/siamo-stanchi.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-1706547737504382209?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/1706547737504382209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=1706547737504382209&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1706547737504382209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1706547737504382209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/siamo-stanchi.html' title='Siamo stanchi!'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-7585122139907149908</id><published>2008-03-19T12:48:00.003+01:00</published><updated>2008-03-19T13:43:28.738+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Sul boicottaggio delle Olimpiadi cinesi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le immagini del popolo tibetano massacrato dall'esercito cinese stanno facendo il giro del mondo. Dalla Cnn a Youtube, passando addirittura per la nostra Rai, gli occhi dell'Occidente (moderno, democratico, liberale, laico, ecc...) sono stati catapultati in una nuova Tienamen, ed ecco partire il coro di disgusto, di sofferenza, di critica feroce al regime cinese, che è notoriamente komunista, antidemocratico, illiberale, antireligioso e discriminatorio. Sull'appellativo comunista, attaccato al governo cinese, si potrebbe dissertare parecchio: non basta definirsi comunisti, per esserlo. I livelli di sfruttamento raggiunti in Cina dimostrano che lì, più che il socialismo, c'è un formidabile esempio di Capitalismo. Di Stato, certo, ma pur sempre capitalismo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Sic rebus stantibus&lt;/em&gt;, quando qualche pensatore libero ed indipendente ha proposto all'Occidente di boicottare le Olimpiadi di Pechino in programma quest'anno, si aspettava di suscitare un minimo di dibattito. Invece - apriti cielo - tutti d'accordo nel NON boicottare le Olimpiadi. E quando dico tutti... dico tutti: dal Secolo d'Italia a Rifondazione Comunista, dal Pdl alla copiacarbone Pd. Tutti d'accordo, nel dire che bisogna andarci alle Olimpiadi, anzi. Sfruttare il palcoscenico olimpico per protestare, anzi. Esprimere solidarietà al popolo tibetano, anzi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ebbene io dico, cibandomi un pò di dietrologia, che a questi signori - politicanti di ogni schieramento - di andare contro il colosso cinese non gli passa manco per la testa. Troppi interessi (economici) legano l'Occidente alla Cina, in generale, e alle Olimpiadi, in particolare. Ce la vedete voi la Pepsi a sponsorizzare una manifestazione sportiva boicottata? Sapete di quanti miliardi stiamo parlando? E le tv, pay tv, pay per view, digitali terrestri e satelliti vari? Hanno investito miliardi, e adesso si ritrovano un prodotto svuotato? E se la Cina, a seguito di un boicottaggio, vedesse crollare gli introiti già programmati, non credete che minaccerebbe le economie mondiali? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;USA ed Europa hanno bisogno del mercato cinese, l'Occidente - invenzione terminologica in quanto, essendo la terra sferica, ogni occidente è a oriente di qualcosa - ha bisogno della Cina.  Quindi tutti pronti a solidarizzare coi tibetani, a manifestare fuori alle ambasciate cinesi, ma di boicottare le Olimpiadi NON SE NE PARLA NEMMENO! &lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le Olimpiadi, quelle dell'antica grecia, garantivano un periodo di pace generale: tutte le guerre, tutti i conflitti venivano sospesi durante i giochi olimpici. Nel mondo moderno, viceversa, le Olimpiadi si tengono per gli sponsor, e si terrebbero comunque anche durante una guerra nucleare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parafrasando Tacito: hanno venduto tutto, e l'hanno chiamata Modernità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-7585122139907149908?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/7585122139907149908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=7585122139907149908&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7585122139907149908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7585122139907149908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/sul-boicottaggio-delle-olimpiadi-cinesi.html' title='Sul boicottaggio delle Olimpiadi cinesi'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-553180112249565882</id><published>2008-03-18T13:20:00.001+01:00</published><updated>2008-03-18T13:23:07.196+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Contro un mondo di Immortali.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Anni fa uno dei padri della psicoanalisi italiana, Cesare Musatti, laico, dichiarò, quando aveva superato i novant'anni ed era quindi al di là di ogni sospetto: "Un mondo popolato solo da vecchi, o prevalentemente da vecchi, mi farebbe orrore". Sono quasi le stesse parole usate, qualche giorno fa, da Benedetto XVI parlando ai ragazzi del Centro Giovanile San Lorenzo di Roma: "Un mondo di vecchi sarebbe spaventoso". E Ratzinger ha aggiunto, in polemica con quella parte della scienza medica, biologica, genetista (e anche con quella pseudocoscienza, più vicina alla ciarlataneria di Cagliostro e degli alchimisti, dei medici-manager alla Veronesi e alla Don Verzè col suo 'Centro San Raffaele Quo Vadis' e il suo progetto per l'immortalità) che sta lavorando per portare la vita dell'uomo a 120 anni e in prospettiva, con ulteriori nuove scoperte, a 400, a 500, a 800 anni: "Poniamo pure che venisse scoperta la 'pillola dell'immortalità'. Che cosa accadrebbe? Avremmo un mondo invecchiato, un mondo di vecchi che non lascerebbe più spazio ai giovani, alla novità della vita". Se portiamo infatti i progetti prometeici dei nostri moderni scienziati alle loro estreme conseguenze logiche si arriverebbe a un punto in cui, in un mondo saturo di umani, non ci sarebbe più posto per nuove nascite. Sarebbe un mondo pietrificato. Quello degli Immortali sarebbe un mondo morto. Questi sono i paradossi cui conduce la Scienza quando inseguendo i deliri di onnipotenza della Ragione illuminista perde la ragionevolezza, il senso del limite.L'uomo della società preilluminista, preindustriale, agricola, sapeva bene, attraverso la conoscenza del ciclo seme-pianta-seme, che la morte non è solo la conclusione inevitabile della vita, ma è la 'precondizione' della vita. Senza la morte non ci sarebbe nemmeno la vita.Certo, l'uomo non è una pianta. Per lui le cose non sono così semplici. E' un animale tragico perchè è la sola creatura ad essere lucidamente consapevole della propria esistenza e della sua ineluttabile conclusione. E questo è un boccone amarissimo da mandar giù. D'altro canto se non può accettare serenamente la propria morte non può nemmeno concepire l'immortalità. Tanto il finito che l'infinito, sia nel tempo che nello spazio, sono fuori dalla sua possibilità di comprensione, concettuale ed emotiva. Per questo, attraverso le religioni, ha ipotizzato un'immortalità metafisica (che è il discorso che faceva Ratzinger a quei ragazzi), ma non ha mai pensato, se non nella letteratura di fantascienza, alla possibilità di un'immortalità fisica.Ci voleva la dabbenaggine della scienza moderna per arrivare a questo.Del resto è da tempo che la Scienza, allontanandosi dalla conoscenza pura in favore delle sue applicazioni e del suo braccio armato, la Tecnologia, ha smesso di farsi domande. Si è risolta in un puro agire. Se può fare una cosa la fa, punto e basta, senza porsi ulteriori interrogativi. E questo, lasciando pur perdere le follie deliranti sull'immortalità, vale anche per quell'imperativo categorico dei tempi moderni che è l'allungamento a tutti i costi della vita. Ma se questo allungamento abbia davvero un senso, e quale, la Scienza non se lo chiede. Già nei primi anni del '900, in quel suo straordinario saggio intitolato 'La scienza come professione', Max Weber scriveva: "Il 'presupposto' generale della medicina moderna è che sia considerato positivo, unicamente in quanto tale, il compito della conservazione della vita...La scienza medica non si pone la domanda se e quando la vita valga la pena di essere vissuta. Tutte le scienze naturali danno una risposta a questa domanda: che cosa dobbiamo fare se vogliamo dominare 'tecnicamente' la vita? Ma se vogliamo e dobbiamo dominarla tecnicamente, e se ciò, in definitiva, abbia veramente un significato, esse lo lasciano del tutto in sospeso oppure lo presuppongono per i loro fini". Purtroppo i Max Weber non ci sono più. Oggi siamo in mano ai Don Verzè.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;MASSIMO FINI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;www.massimofini.it&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-553180112249565882?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/553180112249565882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=553180112249565882&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/553180112249565882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/553180112249565882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/contro-un-mondo-di-immortali.html' title='Contro un mondo di Immortali.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-1615565661617480927</id><published>2008-03-17T15:27:00.002+01:00</published><updated>2008-03-17T15:56:29.212+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>La finta contrapposizione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Hanno programmi simili. Troppo simili. Quasi identici. Certo - dicono loro - i problemi sono gli stessi, ed anche le risposte si assomigliano. Certo - dico io - e allora perchè dovrei votare te, Silvio, oppure te, Walter. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Primo tema: precarietà. &lt;/strong&gt;Legge 30 e, prima ancora, pacchetto Treu. Chi di voi due vuole abolire queste norme? Risposta: nessuno dei due.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Secondo tema: energia. &lt;/strong&gt;Kyoto ci dice che il Pianeta rischia il collasso. Il petrolio scarseggia, i prezzi aumentano, serve più energia e ad un costo minore. Voi dite: sviluppo sostenibile. Io dico: decrescita. Chi di voi due è contro il nucleare? Risposta: nessuno dei due.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Terzo tema: libertà. &lt;/strong&gt;Intesa come libertà individuale (legalizzazione droghe, eutanasia, aborto, ecc...) e libertà collettiva (unioni di fatto, matrimoni tra gay, ecc...). Chi di voi due è favorevole a queste due cose? Risposta: nessuno dei due.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Quarto tema: laicità.&lt;/strong&gt; Il Vaticano ha seriamente rotto le scatole. Fa politica. Ratzinger, Ruini, Bagnasco &amp;amp; Co. pensano molto poco alle anime, e decisamente troppo ai corpi. La Chiesa ha esenzioni e riduzioni fiscali incomprensibili. Chi di voi due vuole ripristinare un minimo di decenza e tutelare la laicità dello Stato? Risposta: nessuno dei due.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Quinto tema: missioni. &lt;/strong&gt;I nostri soldati sono in giro per il mondo ad "esportare democrazia" ed a "portare la pace". In realtà, stanno in giro per tutelare vari interessi economici. Chi di voi è per il ritiro immediato delle truppe? Risposta: nessuno dei due.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Silvio, perchè strappi il programma di Veltroni, dicendo che fa schifo, quando due giorni prima hai detto che è la copia del tuo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Walter, perchè il Partito Democratico ha, al suo interno, le stesse identiche contraddizioni che aveva la coalizione dell'Unione (Binetti e Bonino, Confindustria ed operai Thyssen, laici cattolici ed atei devoti, ecc...)?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attendo pazientemente risposta...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-1615565661617480927?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/1615565661617480927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=1615565661617480927&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1615565661617480927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1615565661617480927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/la-finta-contrapposizione.html' title='La finta contrapposizione'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-5208052667249973861</id><published>2008-03-14T15:52:00.001+01:00</published><updated>2008-03-14T15:54:57.627+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Vince Ferrando!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dopo la stomachevole performance di Roberto Fiore di ieri sera a Porta a Porta, credevo di trovare sui vari forum un minimo di critica. Le DELIRANTI affermazioni sul commissariamento militarizzato per 5 anni di Campania, Calabria e Sicilia, oltre ad essere delle emeritre stronzate, offendono i cittadini di quelle zone. Fiore ha avuto il coraggio di dire: "Mandiamo i nostri soldati in Iraq... non possiamo mandarli a Napoli?". Io sono di Napoli, e con tutti i problemi che ha la mia città, non me la sento di paragonarla a Baghdad! Ancora peggio quando il nazionalista Fiore si dava rispettivamente manforte col secessionista leghista Castelli! Infine il sondaggista di Porta a Porta sentenziava per Forza Nuova un inutile 0.1 %, praticamente un "errore statistico".Di ben altra levatura gli interventi di Ferrando, mentre la professoressa e Turigliatto mi hanno sinceramente disgustato. Ma Ferrando...cazzo, quello si che ha le palle: coerenza, visione lungimirante, critica del presente fondata su analisi scientifica (anche se di parte) della realtà, proposte radicali ma non folli come la militarizzazione di tre regioni!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Male Turigliatto: classica scenata, e un'occasione persa per far sentire le proposte di Sinistra Critica; malissimo la professoressa del PdAC: proposte fuori dal mondo e capacità espressiva minima. Viceversa, Ferrando ha dato una grande prova: le sue proposte, radicali alquanto, sembravano comunque non avere quell'alone di utopismo e di ideologizzazione che spesso si rimprovera agli esponenti della sinistra. Con piacere ho notato che Vespa e gli altri giornalisti presenti davano un peso, seppur minimo, alle proposte del Pcl, non liquidando il tutto come "estremismo di una certa sinistra", bensì interloquendo con Ferrando. Infine, Mannahimer ha dato gli "exit pol": il PCL sarebbe intorno allo 0.6%, ed è in continua crescita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-5208052667249973861?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/5208052667249973861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=5208052667249973861&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5208052667249973861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5208052667249973861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/vince-ferrando.html' title='Vince Ferrando!'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-9183561602923932315</id><published>2008-03-13T18:18:00.005+01:00</published><updated>2008-12-13T02:38:31.707+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Movimento Zero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Zero Voto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/R9liUPio9-I/AAAAAAAAAKA/W19N6hfxeZM/s1600-h/zerovoto.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177277346547824610" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/R9liUPio9-I/AAAAAAAAAKA/W19N6hfxeZM/s320/zerovoto.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cittadini, aprite gli occhi! Non andate nella solita, e collaudata, trappola. Non andate a legittimare per l'ennesima volta, col vostro voto, rappresentanti che non vi rappresentano e una classe politica che, presa nel suo complesso, senza distinzioni fra destra e sinistra apparentemente avversarie in realtà complici, ha come unico interesse quello di autotutelarsi per perpetuare all'infinito il proprio potere. La verità è che la cosiddetta democrazia rappresentativa, la "democrazia reale", quella che concretamente viviamo, non è la democrazia ma una sistema di minoranze organizzate, di oligarchie, di aristocrazie mascherate che hanno tutti i privilegi delle aristocrazie storiche senza peraltro averne nemmeno gli obblighi: non lavorano, non pagano le tasse su una parte notevolissima - 100 mila euro - dei loro già cospicui emolumenti, hanno, di fatto, un diritto penale proprio che gli permette di continuare a perpetuare impunemente i loro abusi, i loro soprusi, le loro aperte illegalità e l'occupazione arbistraria dello stato e di ampi settori della società civile. Queste oligarchie soffocano e mortificano l'individuo singolo, l'uomo libero che non vuole assoggetarsi ad umilianti infeudamenti, cioè proprio il soggetto di cui il pensiero liberale voleva valorizzare capacità, meriti, potenzialità e che sarebbe il cittadino ideale di una democrazia, se esistesse davvero, e ne diventa invece la vittima designata. Il "sistema Mastella" non è il sistema del signor Clemente Mastella ma di tutti i partiti, nessuno escluso, a seconda delle rispettive aree di influenza. Questi neosignorotti feudali, nazionali e locali, pretendono l'affiliazione ed elargiscono indebiti favori in cambio dell'obbedienza. La frase di Ignazio Silone, "Per vivere un po' bene bisogna vendere l'anima. Non c'è altra via", fu scritta in pieno fascismo ma si attaglia ancor meglio al nostro oggi. Chi non ci sta è inesorabilmente emarginato a favore degli affiliati, degli adepti, dei famuli, dei favoriti, dei clientes. I metodi dei partiti sono quelli della mafia: il ricatto, la minaccia allusiva, la tangente. I partiti non sono, come ci viene ripetuto fino alla nausea, l'essenza della democrazia, ma la sua negazione. Perchè ledono alla radice il fondamentale principio liberale dell'uguaglianza almeno sui blocchi di partenza. Il sistema non si cambia cambiando qualche uomo o qualche sigla, ma cambiando il sistema. Cittadini, l'unica libertà che avete, con le elezioni, è di scegliere da quale oligarchia preferite essere schiacciati, prevaricati, umliliati, offesi. Riprendetevi quel tanto di dignità che vi è stato lasciato e rifiutate di legittimare, col voto, la vostra sottomissione e la vostra degradazione. Lasciateli soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MOVIMENTO ZERO&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;Puoi scaricare il manifesto in pdf&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://www.movimentozero.org/images/stories/zerovoto.pdf"&gt;http://www.movimentozero.org/images/stories/zerovoto.pdf&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-9183561602923932315?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/9183561602923932315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=9183561602923932315&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/9183561602923932315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/9183561602923932315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/zero-voto.html' title='Zero Voto'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/R9liUPio9-I/AAAAAAAAAKA/W19N6hfxeZM/s72-c/zerovoto.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-4416108107329541936</id><published>2008-03-12T12:57:00.002+01:00</published><updated>2008-03-12T13:00:05.773+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Esportazione di democrazia.</title><content type='html'>Vi avverto. Sono immagini molto forti. Vedrete gli effetti delle armi con cui si combattono le "guerre preventive", con cui si "esporta la democrazia". Basta cliccare sul seguente link&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.albasrah.net/en_articles_2006/1106/Effects_of_Depleted_Uranium_on_Iraqies.pdf"&gt;http://www.albasrah.net/en_articles_2006/1106/Effects_of_Depleted_Uranium_on_Iraqies.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-4416108107329541936?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/4416108107329541936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=4416108107329541936&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4416108107329541936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4416108107329541936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/esportazione-di-democrazia.html' title='Esportazione di democrazia.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-7618246435261469215</id><published>2008-03-12T12:36:00.001+01:00</published><updated>2008-03-12T12:39:18.557+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Un telecomando per spegnere il solito teatrino della politica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C'è un delizioso racconto di Dino Buzzati intitolato "Il crollo della Baliverna". In un o stracco pomeriggio di sabato un ometto qualun que, un sarto, e suo cognato fanno un a gita in campagna, in un luogo dove sorge, isolato, un mastodontico e possente edificio, anche se a guardarlo con attenzione, parecchio diroccato, la Baliverna appun to. Il cognato, che ha passioni da entomologo, si ferma nei prati circostanti per osservare gli insetti. Il sarto gironzola un po' intorno all'edificio poi, notando che ha parecchie sporgenze, gli salta in testa di arrampicarvisi sopra. Non che intenda arrivare fino in cima all'immenso e altissimo edificio: vuole solo sgranchirsi le gambe. Sale quindi, ma arrivato all'altezza di due metri un 'asta di ferro cui si era attaccato cede, e lui capitombola a terra con essa. L'asta sosteneva però un 'ampia mensola che a sua volta reggeva alcun i mattoni che ruzzolano giù. Nel muro si apre un a crepa. Insomma, per farvela breve, "per un a mostruosa concatenazione di cause ed effetti", in pochi minuti l'intero edificio collassa al suolo.L'improvviso crollo di ascolti del mastodontico Festival di Sanremo potrebbe essere il crollo della Baliverna e portare, in un a serie di concatenazioni, alla fine di un regime politico che sembrava indistruttibile. La gente comincia ad averne la tasche piene della Televisione, della sua ossessiva ripetitività. Del suo pensiero un ico mascherato da dibattito, del suo continuo ossequio a un a classe politica pletorica e perenne. E la Tv generalista, Rai + Mediaset, è il perno di questo regime come quell'apparentemente innocua asta di ferro lo era della Baliverna. L'eterno mascherone di Baudo, che si accorge che "l'Italia è di merda" perchè non lo ascolta più, mentre, per la sua parte ne è stato un o dei protagonisti, equivale agli eterni mascheroni di Berlusconi, di Veltroni, di Fini, di Bertinotti, di Casini che adesso si affannano a cambiare sigle e schieramenti perché intuiscono, sia pur ancora vagamente, che l'Italia non li segue più. Il faraonico e inutile Festival di Sanremo fa il paio col faraonico e inutile cicaleccio dei nostri politici che si spalma sui talk show, su "Radio anch'io" e su tutte le altre trasmissioni in cui sono onnipresenti, coi soliti discorsi, con le solite vetuste idee (si fa per dire), con le solite promesse che ascoltiamo da decenni.Come, da anni, non c'è ragazzo che compri un disco uscito dal Festival di Sanremo, così da anni sono pochissimi gli italiani per i quali i nostri uomini politici, di sinistra o di destra, abbiano un qualche appeal. Un a recente indagine Eurispes documenta che solo il 14\% dei cittadini (compresi quindi gli uomini degli apparati, i protetti, i favoriti, i famuli, le troiette di regime) ha fiducia nei partiti. Altro che "popolo della sinistra" o "popolo della destra". Quattro gatti, i più direttamente interessati.Dopo il tracollo del Festival, Vittorio Feltri, cui tutto si può negare tranne l'intuitaccio giornalistico, ha sparato un a bordata pesantissima contro la Casta, ricomprendendovi anche Berlusconi di cui è stato servitore fedele, anche se intelligente, per anni. Scrive che gli italiani sono cambiati, maturati, diventati adulti e come non sopportano più le banalità del Festival di Sanremo non sopportano più le banalità della Casta. Non credo si tratti di maturazione. È che, come dicono in Toscana, "il bisognino fa trottar la vecchia". La crisi economica costringe la gente a porsi delle domande che vanno oltre l'economico, a chiedersi che cosa rappresenti realmente la nostra classe politica, che cosa sia realmente la democrazia in cui viviamo, che senso abbia, e di che lacrime grondi e di che sangue, il modello di sviluppo di cui i nostri reggitori, nazionali e internazionali, sono sponsor.Certo per innocuizzare il Festival di Sanremo basta spegnere il telecomando . Mentre noi siamo costretti ogni tot anni ad andare a scegliere, con le elezioni, da quale oligarchia preferiamo essere schiacciati, prevaricati, umiliati, offesi, presi in giro. Ma in fondo, un telecomando c'è anche qui. Basta non andare a legittimarli col voto. Lasciamoli soli. Con i loro Festival.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;tratto da &lt;a href="http://www.massimofini.it/"&gt;www.massimofini.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-7618246435261469215?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/7618246435261469215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=7618246435261469215&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7618246435261469215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7618246435261469215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/un-telecomando-per-spegnere-il-solito.html' title='Un telecomando per spegnere il solito teatrino della politica'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-319329474035347636</id><published>2008-03-11T12:06:00.003+01:00</published><updated>2008-03-11T12:16:27.607+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>(Non) Voto di protesta.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sul post "Ecco perchè non voto" è stato postato un commento anonimo (firmatevi, vi prego, anche con uno pseudonimo) che mi sembra molto interessante. Parla di come, secondo la legge, è possibile recarsi alle urne ed esprimere un voto di protesta, diverso dai classici "scheda nulla o bianca". Non garantisco sulla veridicità di questa fonte, però credo possa essere davvero utile, qualora fosse vero.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ecco il modo PER SABOTARE LE ELEZIONI con un METODO LEGALE! Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati danessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti. ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA! Di seguito i riferimenti legali.Tutto si basa su un uso 'puntiglioso' della legge:Testo Unico delle Leggi ElettoraliD.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art.104 - Par. 55) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi atre anni e con la multa sino a lire 4.000.000. Illustro nei dettagli il sistema da usare:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: "Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta', 'la consulta ha dichiarato questo sistema elettorale anticostituzionale, il popolo non è più sovrano', 'NON IN MIO NOME QUESTA VOLTA', e qualsiasi altra vostra ragione.....) COSI FACENDO NON VOTERETE, NON VI PERDERETE NEL BUCO NERO DEL NN VOTO,ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU' VOTI!!!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fate vobis...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io non vado a votare, comunque!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-319329474035347636?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/319329474035347636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=319329474035347636&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/319329474035347636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/319329474035347636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/non-voto-di-protesta.html' title='(Non) Voto di protesta.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6574886176391390522</id><published>2008-03-08T15:03:00.003+01:00</published><updated>2008-03-08T15:20:29.465+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>8 Marzo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le quote rosa. Che offesa! In lista non perchè si è brave, ma perchè si è donne.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;La 194. Legge che regola l'aborto. Una tragedia per tutte le donne. E questi clerico-fascisti del vaticano che vogliono "rivederla", "migliorarla", "applicarla completamente". E quella vacca di Giuliano Ferrara che si veste da papista.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il divorzio. Lo sfascio della "famigghia", come dicono in Sicilia. Era meglio, forse, quando le donne stavano insieme a mariti violenti o ubriaconi o traditori? Così salvavano la "famigghia". Mah. A me pare che a minare la famiglia siano il precariato, il mutuo, lo stipendio. Non le donne. Non il divorzio.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;La RU - 486. La pillola del giorno dopo. Da noi è vietata. Perchè scopare è peccato. E chi lo dice? Il vaticano. I cui preti pedofili ancora amministrano i sacramenti. I politicanti italiani. Tutti. Dai clericali alla Buttiglione fino agli atei devoti. Che sono "i peggio" di tutti.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;La mimosa. A 5 euro. 10 mila lire. Ma vaffanculo, va.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Chissà se Rosa Luxemburg, donna con le palle, quando propose di dedicare l'8 marzo alla commemorazione delle operaie morte nel rogo della fabbrica dove lavoravano, pensava che l'8 marzo sarebbe diventata l'ennesima festa consumista. L'ennesima, costante, annuale offesa alle donne. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chissà se lo sapeva. Io penso di no.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6574886176391390522?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6574886176391390522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6574886176391390522&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6574886176391390522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6574886176391390522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/8-marzo.html' title='8 Marzo'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-7362530610970721969</id><published>2008-03-07T11:48:00.005+01:00</published><updated>2008-03-07T12:06:25.948+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Breve riflessione sulla questione israeliana</title><content type='html'>&lt;a href="http://electronicintifada.net/artman2/uploads/1/070430-baltzer-intifada-01.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://electronicintifada.net/artman2/uploads/1/070430-baltzer-intifada-01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ennesimo attentato di ieri sera presso la scuola rabbinica di Merkaz Harav Yeshiva ha, stranamente, sconvolto il Mondo. Dico "stranamente" in quanto mi pare ovvio che ogni attacco israeliano contro i resistenti palestinesi generi una vendetta da parte di questi ultimi, i quali, non potendo disporre delle armi e delle tecnologie di guerra di Israele, reagiscono con atti di terrorismo stragista. Eppure, i potenti del Mondo Moderno sono subito pronti a difendere Israele e ad esprimere (giustamente) solidarietà a seguitò di fatti così dolorosi; non sono, però, altrettanto solerti a solidarizzare con un popolo, quello palestinese, privato da sessant'anni della propria terra e addirittura di un proprio Stato. E' bene ricordare a tutti un pò di storia: Israele, avamposto capitalista nel medioriente, è uno stato nato per imposizione delle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale, le quali, adoperando la "scusa" del risarcimento nei confronti del popolo ebraico che aveva rischiato l'estinzione a seguito delle politiche naziste, crearono uno Stato-fantoccio in una terra già abitata da secoli dal popolo palestinese. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Condannare un attentato ed una strage mi pare talmente ovvio, che mi stupisco quando non viene fatto: sinceramente, non ricordo prese di posizioni dell'Onu in difesa del popolo palestinese e contro Israele.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La soluzione da molti ventilata ("due popoli, due stati") mi sembra onestamente la più ragionevole, ma voglio sia chiaro che tale soluzione è una CONCESSIONE nei confronti di Israele, non nei confronti della Palestina. Se nel Medioriente esiste uno stato illeggittimo, quello è Israele.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-7362530610970721969?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/7362530610970721969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=7362530610970721969&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7362530610970721969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7362530610970721969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/breve-riflessione-sulla-questione.html' title='Breve riflessione sulla questione israeliana'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-5180491308645670958</id><published>2008-03-06T13:57:00.007+01:00</published><updated>2008-12-13T02:38:31.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Io sono Spartano. Ricostruiamo Sparta.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/R9EMoPio96I/AAAAAAAAAJk/tAZr5rKdq1Y/s1600-h/spartano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174931332331534242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/R9EMoPio96I/AAAAAAAAAJk/tAZr5rKdq1Y/s400/spartano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Atene è la città della modernità e della democrazia. Una città economicamente all'avanguardia, ricca e prosperosa. Organizzata orizzontalmente, è una città che vive di mercato più che di cultura, di realismo più che di ideali. Lacerata da vizi e da grandi differenze sociali, Atene li maschera bene, mettendo in evidenza ideali quali Pace, Libertà, Democrazia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sparta è la città della Tradizione e dell'aristocrazia guerriera. L'economia è, per gli spartani, nulla più di uno strumento per vivere, ma non è certamente una ragione di vita. Sparta vive di Ideali: Eroismo, Guerra, Aristocrazia. L'uomo di Sparta è un uomo che antepone la virtù al vizio, genera e cresce figli forti nel fisico e negli Ideali. Sparta combatte la Modernità e la Democrazia: solo chi vale, va avanti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io sono uno spartano. Cittadino della Sparta del XXI secolo. Perchè Sparta non è morta: non può morire. Sparta è distrutta: deve essere ricostruita. E solo gli spartani del XXI secolo possono edificarla. Uomini Nuovi ancora in piedi in un mondo di rovine. Nè rivoluzionari, nè rivoltosi: Ribelli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricostruiamo Sparta. Dichiariamo guerra ad Atene. La Atene del XXI secolo: capitalista, moderna, liberista, patria del pensiero unico e della globalizzazione, in cui l'Economia domina la Politica, in cui gli Ideali sono costantemente stuprati dal Pragmatismo e dal Moderatismo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi è pronto per questa impresa?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-5180491308645670958?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/5180491308645670958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=5180491308645670958&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5180491308645670958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/5180491308645670958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/io-sono-spartano-ricostruiamo-sparta.html' title='Io sono Spartano. Ricostruiamo Sparta.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bdjHBQ2RJgk/R9EMoPio96I/AAAAAAAAAJk/tAZr5rKdq1Y/s72-c/spartano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-3749429788627316871</id><published>2008-03-03T14:45:00.001+01:00</published><updated>2008-03-03T14:48:11.482+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>Il trionfo del calcio vecchio stampo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'invincibile armata nerazzurra è distrutta. Il monumento al calcio moderno, internazionale, multinazionale, il calcio dei ricchi e dei potenti, dei calciatori superpagati... è stato abbattuto da un Napoli vecchia maniera. Aggressivo e tenace, come la più dura delle provinciali. Grinta e contropiede, come il calcio all'italiana di una volta. Gomiti spigolosi, tacchetti alti, magliette sudate... e un pubblico - lasciatemelo dire - d'altri tempi. 60mila tra paganti e abbonati, quindi almeno 65mila presenti! Un tifo spettacolare, con una curva A davvero superlativa. Quando il San Paolo fischiava, non si sentiva nulla: i giocatori in campo dovevano urlare a squarciagola per comunicare tra loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per battere l'Inter bisognava fare un partita perfetta: il Napoli l'ha fatta. Chiaramente, i riflettori sono stati puntati sulle giocate di Lavezzi, sul peso specifico di Zalayeta, sulle percussioni di Hamsik, sulle aperture di Gargano. Mi piace, però, sottolineare la prestazione di coloro che sono raramente sulla bocca dei cronisti e degli sportivi: la grinta di Contini, l'eleganza di Cannavaro, Santacroce sempre di anticipo, la presenza di Gianello, i kilometri macinati da Mannini, la combattività di Blasi, la sorprendente precisione di Savini.&lt;br /&gt;A fine partita, Mancini ha sottolineato che l'arbitro doveva espellere Contini e che Julio Cesar ha sbagliato: non ha mica detto che il Napoli ha fatto un partitone e che Julio Cesar è stato il migliore in campo tra i nerazzurri! Vabbè, prendersela con l'arbitro è lo sport preferito dai perdenti, e da coloro che vincono scudetti di cartone o a tavolino. Ancora c'è qualcuno che blatera di moviola in campo e non capisce che l'invasività delle nuove tecnologie sta diventando preoccupante.&lt;br /&gt;Il Napoli ha vinto perchè Napoli è scesa in campo di fianco ai "ragazzi terribili", come dice Raffaele Auriemma. Ha vinto perchè Gargano è brutto, ma corre come un dannato; perchè Blasi non perde mai un contrasto; perchè il Pocho sembra uno scugnizzo col pepe al culo. Agli interisti lasciamo i loro miliardari ingaggi e gli scudetti di cartone; noi ci teniamo stretti questa "baby gang".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;tratto da Avanti a Gamba Tesa  &lt;a href="http://avantiagambatesa.blogspot.com/"&gt;http://avantiagambatesa.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-3749429788627316871?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/3749429788627316871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=3749429788627316871&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3749429788627316871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3749429788627316871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/il-trionfo-del-calcio-vecchio-stampo.html' title='Il trionfo del calcio vecchio stampo'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6099687919290287056</id><published>2008-03-02T11:05:00.002+01:00</published><updated>2008-03-02T11:24:09.164+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Elogio di Chiambretti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un tipo "che non gli daresti una lira". Basso. Non certo bello. Buffo. Eppure, miseria baldracca, se questo Festival di Sanremo non è morto tra atroci sofferenze (di auditel, ovviamente...), è grazie soprattutto a Pierino la Peste. Il quale è riuscito ogni volta a sorprendere: con una battuta pungente, con un'espressione particolare, con un'ironia piccante ma mai volgare. A partire dalle improbabili scarpe tricolore, Chiambretti da Torino ha fatto vedere come si può rimanere saldamente ancorati alla tradizione festivaliera, eppure improvvisare de innovare. Il confronto con Baudo è inclemente: Pippo è un cadavere in putrefazione, che incomprensibilmente continua a presentare Sanremo, quando potrebbe dar spazio ad altri presentatori (io sponsorizzo Fiorello o Gerry Scotti...); Piero è una furia mentale, misurata nei gesti e provocatoria nelle frasi. I ripetuti sketch sulla par condicio e le elezioni prossime venture sono stati alle volte esilaranti. Baudo è stata una discreta spalla del comico torinese, ma niente di più. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6099687919290287056?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6099687919290287056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6099687919290287056&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6099687919290287056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6099687919290287056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/elogio-di-chiambretti.html' title='Elogio di Chiambretti'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-3461565694797563344</id><published>2008-03-01T14:16:00.001+01:00</published><updated>2008-03-01T14:18:05.995+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Salutismo liberticida</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una patente per fumare. Questa è l'ultima, geniale, trovata del professor Julian Le Grand della prestigiosa London School of Economics e all'esame del governo britannico. Per averla, oltre a sborsare 10 sterline, sarà necessario essere maggiorenni e in possesso di un certificato medico che attesti le buone condizioni di salute del soggetto. Senza la patente, annuale e rinnovabile, nessuno potrà acquistare il classico pacchetto di sigarette dal tabaccaio. Il deterrente non è costituito dal prezzo della patente, modesto, ma dal defatigante iter burocratico cui sarebbe costretto, ogni anno, il fumatore per ottenerla.Questa lotta al fumo sta diventando grottesca oltre che sempre più liberticida. E' grottesca perchè è come se uno bruciandogli la casa si preoccupasse innanzitutto del canile. Perchè se è vero che molte persone si ammalano di cancro ai polmoni perchè fumano, infinitamente di più se ne ammalano per l'aria inquinata che respirano frutto del nostro sistema produttivo. Con la differenza che mentre le prime hanno almeno soddisfatto un piacere, le seconde nemmeno quello. Ma poichè il sistema produttivo è intoccabile, dio guardi, ci si accanisce sui fumatori.Capisco il divieto di fumare nei luoghi pubblici. Perchè l'esercizio di un diritto di libertà trova il suo limite nell'altrettale diritto altrui di non venirne danneggiato. Ma se io fumo per conto mio sono esclusivamente fatti miei. E se, per soddisfare un piacere, ritengo accettabile di rovinare la mia salute (sempre che ciò poi realmente avvenga) sono ancora fatti miei in cui nessuno, tantomeno lo Stato, ha diritto di mettere il becco. Si è tanto tuonato, in democrazia, contro lo Stato Etico, di impostazione autoritaria, che pretende di imporre le sue regole morali e le condotte private ai cittadini, ed ecco che rispunta fuori in versione salutista. Tanto è vero che il professor Le Grand afferma che il suo è un tentativo, che va oltre la questione del fumo, di "correggere gli stili di vita sbagliati". Ma chi ha diritto di decidere quali sono gli stili di vita "sbagliati"? (E, sia detto di passata, fa rabbrividire quel 'certificato di buona salute' richiesto al fumatore per avere la sua pirandelliana patente, per cui si vorrebbe impedire anche a chi è ammalato di qualsiasi altra cosa la soddisfazione di fumarsi qualche sigaretta).Si obbietta che il fumatore, quando poi si ammala, ricade sul Servizio Sanitario Pubblico, cioè sulla collettività. Ma a parte il fatto che anche i fumatori contribuiscono, come gli altri, a sostenere il Servizio Sanitario, questo argomento infame è tipico di un'epoca che subordina tutto, a cominciare dall'uomo, alla razionalità economica e potrebbe avere anche altre utili applicazioni. Perchè mai la collettività dovrebbe sobbarcarsi le cure di una persona che (magari proprio perchè ha condotto una vita morigerata) ha la malagrazia di vivere fino a 90 anni, pesando così in modo insopportabile sulla Sanità Pubblica (e infatti in alcuni civilissimi e razionalissimi Paesi scandinavi si pensa di negare le cure a chi ha superato una certa età)? Perchè si dovrebbe accollare le cure del figlio down di una coppia che pur sapendo che sarebbe nato tale lo ha voluto lo stesso invece di ricorrere a un razionale aborto? Perchè dovrebbe curare una persona che ha fatto, spensieratamente l'amore senza preservativo e si è beccata l'Aids? La verità è che, come già non bastasse l'omologazione negli stili di vita portata dalla globalizzazione economica, si tende a creare un normotipo, perfettamente funzionale al sistema, scartando, come pezzi difettosi, tutto ciò che non vi corrisponde.Nel Sud Africa dell'apartheid la polizia si appostava sugli alberi per controllare che un bianco non si accoppiasse con una donna con un quarto di sangue di colore. Avremo anche noi, presto, una psicopolizia, di orwelliana memoria, che non si apposterà sugli alberi, che nelle città sono stati eliminati a favore del più redditizio e razionale cemento, ma sulle gru per controllare se facciamo una vita morigerata, giudiziosa, benpensante, se non fumiamo, se usiamo il preservativo, se andiamo a dormire all'ora giusta, dopo 'Porta a Porta' o il Tg o il Festival di Sanremo, perchè sia salva, se non quella psichica, la nostra salute fisica?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Massimo Fini&lt;br /&gt;da Il Gazzettino 29 febbraio 2008&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma stiamo scherzando? Purtroppo no... è incredibile constatare quotidianamente quanto la "democrazia" del nuovo millennio sia liberticida e anteponga calcoli di natura economica alle libere scelte dei cittadini.La vita è un diritto, non un dovere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-3461565694797563344?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/3461565694797563344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=3461565694797563344&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3461565694797563344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/3461565694797563344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/03/salutismo-liberticida.html' title='Salutismo liberticida'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-795492876427378978</id><published>2008-02-29T14:38:00.005+01:00</published><updated>2008-02-29T16:24:22.148+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Ecco perchè non voto.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le elezioni del 13 e del 14 aprile vedranno vari milioni di italiani recarsi alle urne ed esprimere un sostegno a questo o quel partito. Tra quei milioni di italiani, non ci sarò io. Dopo anni in cui non ho mancato ad una qualsiasi elezione o referendum, ho deciso di dire basta. E per la prima volta, come dice Beppe Grillo, "non me ne vergogno". Andare a votare significa legittimare un Sistema che, governi uno o l'altro, antepone sistematicamente gli interessi personali, di classe o di casta, agli interessi generali. Significa legittimare un insieme di "governanti" incapaci di governare, tanto nel merito quanto nei metodi. Significa salire su un treno lanciato a velocità folle verso il baratro della "modernizzazione", dello "sviluppo", della "flessibilità", delle "magnifica sorti e progressive" dell'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andare a votare significa LEGITTIMARE. Ed io non voglio dare nessuna patente di legittimità ai dirigenti della Seconda Repubblica, che quasi sempre sono gli ex-portaborse della Prima Repubblica o gente che si è riciclata decine di volte, cambiando partiti o schieramenti politici con la velocità di un ghepardo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;A questa posizione da me - e spero da altri milioni di italiani - assunta, è possibile opporre varie e vacue obiezioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima: &lt;strong&gt;se non vai a votare, non cambia nulla&lt;/strong&gt;. In realtà, la Seconda Repubblica ha dimostrato esattamente il contrario: se vai a votare, non cambia nulla. Negli ultimi anni, in occasione di una qualsivoglia tornata elettorale, gli italiani si sono recati alle urne in numero considerevole: referendum esclusi, il numero di elettori è oscillato tra il 70 e l'80 % degli aventi diritto. Tra i popoli europei, siamo quelli che maggiormente partecipano alle elezioni. E cosa è cambiato? Nulla. Berlusconi sembrava un rivoluzionario nel 1994, il nuovo che avanza, la novità politica dopo decenni di grigiore democristiano e penatpartitico: dopo 14 anni, possiamo seriamente dire che Berlusconi è stato tra i principali artefici della crisi della Politica. La Seconda Repubblica è stata la prosecuzione, qualitativamente inferiore per uomini e programmi politici, della Prima: Berlusconi è stato il riferimento indiscusso della Seconda Repubblica. E il centrosinistra? Doveva rappresentare il cambiamento: non è mai stato capace di esprimere una continuità politica o programmatica per più di un biennio. Come i governi della Prima Repubblica, alle crisi seguivano altre crisi, ai rimpasti seguivano altri rimpasti...tutti attaccati alla poltrona ed oculati accaparratori di clientele. Chi ha votato nel 1994, ed ha votato per tutti gli anni a seguire, sperava nel cambiamento. Domanda: cosa è cambiato dal 94 ad oggi? NULLA!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;La seconda: &lt;strong&gt;votare è un conquista che va salvaguardata. &lt;/strong&gt;Verissimo. Il guaio è che il voto, siccome si basa su un criterio meramente quantitativo, non garantisce la qualità di coloro che sono eletti. Infatti, riempire di voti il Partito delle Libertà o il Partito Democratico (cosa che molto probabilmente avverrà) non impedirà agli stessi partiti di governare male, o peggio ancora in combutta tra loro (inciuci, larghe intese, grosse coalizioni). Anzi, vi sono serie possibilità che il 30-35% del PdL si sommi al 30-35% del PD, e tutti e due procedano a braccetto modificando sostanzialmente la Costituzione e quelle poche garanzie democratiche che ancora sono in piedi. Siccome il voto di chi si interessa e segue conta esattamente quanto il voto di chi se ne strafrega o, peggio ancora, di chi si vende... è probabile che queste due supercloache politiche riceveranno parecchi voti. Io credo che, se gli italiani dovessero sostenere un esame prima di essere autorizzati a recarsi alle urne, il PdL e il PD vedrebbero dimezzato il loro appeal elettorale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;La terza: &lt;strong&gt;il voto è il modo più democratico per far sentire la propria voce. &lt;/strong&gt;Questa è davvero bella! Il modo più democratico? E che significa? E' democratico mettermi davanti una lista di nomi che io non ho scelto? E dirmi di mettere una croce sul simbolo senza poter esprimere una preferenza? E' democratico fare una legge elettorale in base alla quale il voto dato a PdL o PD vale più del voto dato alla Sinistra Arcobaleno, all'UDC o alla Destra? Io direi, invece, che il voto è il modo più &lt;em&gt;pacifico&lt;/em&gt; di garantire continuità al Sistema, di fregare i cittadini fingendo di considerarli tali e non sudditi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;La quarta: &lt;strong&gt;il voto è un deterrente contro le dittature.&lt;/strong&gt; Altra colossale fandonia: la dittatura nazista ebbe origine dopo che Hitler fu democraticamente eletto al parlamento e nominato cancelliere. Inoltre, le recenti forme di dittatura, le cosiddette "dittature morbide", fanno del voto uno dei principali motivi di autolegittimazione democratica. Come diceva Junger ne "Il trattato del Ribelle", le dittature hanno bisogno di far vedere a tutti che è possibile votare contro di loro, perchè così possono fingere di essere democrazie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attendo altre obiezioni, se vi sono...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-795492876427378978?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/795492876427378978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=795492876427378978&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/795492876427378978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/795492876427378978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/02/ecco-perch-non-voto.html' title='Ecco perchè non voto.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-4369683927917548419</id><published>2008-02-29T10:28:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T18:30:56.924+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Nè rivoltoso, nè rivoluzionario: il Ribelle.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dovendo intervenire in una discussione dedicata all’idea di ribellione, la prima delle cose da fare è senz’altro quella di interrogarsi sulla definizione del ribelle, e il miglior modo di farlo è forse quello di paragonare la figura del ribelle a due altre figure, il cui nome comincia tra l’altro con la stessa lettera: il rivoltoso e il rivoluzionario. Queste tre figure hanno indubbiamente degli aspetti in comune. Il ribelle, il rivoltoso e il rivoluzionario, per esempio, incarnano tutti e tre una legittimità che si oppone alla legalità dell’ordine costituito. Ma tra di loro vi sono anche delle differenze.&lt;br /&gt;Il rivoltoso appartiene senza alcun dubbio a tutte le epoche, e il nostro passato ne è testimone. La storia della Francia e dell’Europa può infatti leggersi come un susseguirsi quasi ininterrotto di rivolte popolari, movimenti di protesta e insurrezioni. Dalle antiche jacqueries contadine alla rivolta della Vandea, dall’epoca di Cartouche e di Mandrin all’insurrezione dei canuts lionesi, dalla Guerra dei Contadini tedeschi alla molto socialista e molto patriottica Comune di Parigi, la tenace disobbedienza di certe province e di certi ambienti sociali insofferenti, refrattari e renitenti, è una costante della nostra storia che la storiografia ufficiale ha peraltro troppo spesso trascurato. Per esempio, mentre alcuni storici avevano creduto di poter parlare di «relativo rappacificamento» a partire dal 1670, Jean Nicolas ha contato recentemente qualcosa come 8500 atti di ribellione o di rivolta in Francia tra il 1661 e il 1789. Di generazione in generazione, ci si rivolta contro la tirannia, contro la pressione fiscale, contro l’ingiustizia sociale, l’assolutismo o i poteri costituiti, ed il bersaglio è di volta in volta il principe, il prete, l’aguzzino o il tiranno. In ognuno di questi casi al rifiuto di una costrizione insopportabile si aggiunge un vero e proprio istinto di rifiuto, molto spesso alimentato dall’appartenenza culturale o linguistica, dalla solidarietà professionale o sociale, dalla chiara coscienza di appartenere ad un’entità collettiva.&lt;br /&gt;Naturalmente le rivolte non sono una prerogativa dell’Ancien Régime, ma sono continuate anche nel periodo repubblicano, e ciò è un segnale di come l’avvento dell’ideologia dei diritti umani non abbia per nulla cambiato le cose. Quest’ultima, universalizzando alcuni valori particolari, ha messo fine a certe oppressioni, ma in compenso ne ha da subito suscitate delle nuove; preoccupandosi degli individui, si è disinteressata delle comunità e dei popoli; affrontando da un punto di vista esclusivamente giuridico e morale – quello dei diritti soggettivi inerenti alla natura umana – problemi legati alla nozione essenzialmente politica di libertà, ha finito per eluderli.&lt;br /&gt;Il rivoluzionario appare invece in circostanze storiche molto particolari. Rispetto al rivoltoso, presenta soprattutto due grandi tratti caratteristici: da una parte è dotato di una coscienza ideologica molto più forte, dall’altra manifesta un’esigenza di trasformazione molto più radicale. Ecco perché si oppone a ciò che considera come puramente istintivo, se non ingenuo, nella semplice rivolta. Ed ecco perché, allo stesso modo, rifiuta ogni riformismo, contrapponendo all’ideologia dominante una visione del mondo diversa. In questo senso, il rivoluzionario è una figura della modernità, che non può che apparire nel momento in cui le ideologie profane hanno preso il posto dei grandi racconti religiosi, nell’epoca in cui la società, erosa dall’interno, sta per esplodere sotto l’effetto delle azioni rivoluzionarie.&lt;br /&gt;Tuttavia, accanto ai rivoltosi ed ai rivoluzionari, ci sono anche i dissidenti, i liberi pensatori e i non credenti, i fondatori di samizdats ante litteram, le vittime dei cacciatori di streghe e dei tribunali della Santa Inquisizione, tutti coloro che nel corso della storia sono stati perseguitati, censurati, imprigionati per anticonformismo rispetto alle ortodossie del momento – tutti coloro che, secolo dopo secolo, si avvicendano e comunicano, formando una lunga catena fraterna i cui anelli sono le parole d’ordine del pensiero libero. Tutti questi sono già dei ribelli, e continuano ad esistere al giorno d’oggi. Sono coloro che disturbano, coloro di cui i guardiani del pensiero unico hanno deciso di non parlare; se non sono imprigionati, sono messi al bando. Le loro pubblicazioni sono a malapena tollerate, in ogni caso emarginate, condannandoli in questo modo alla morte mediatica e sociale.&lt;br /&gt;Alla pari del rivoltoso, il ribelle rifiuta l’ordine dominante del mondo in seno al quale è stato gettato. Come il rivoluzionario, lo rifiuta in nome di un altro sistema di valori, di una concezione del mondo che trova in se stesso e di cui si fa portatore. Tuttavia, al contrario del rivoltoso o del resistente, il ribelle trae innanzitutto da se stesso ciò che anima il suo atteggiamento. La rivolta è legata ad una situazione, ad una congiuntura che ne è la causa, e si spegne nel momento in cui tale causa sparisce e la situazione cambia. La ribellione invece non è legata solamente alle circostanze, ma è di ordine esistenziale. Il ribelle sente fisicamente ed istintivamente l’impostura. Rivoltosi si diventa, ma ribelli si nasce.&lt;br /&gt;Il ribelle è ribelle perché ogni altro modo di esistere gli è impossibile. Il resistente cessa di resistere quando non ha più i mezzi per farlo. Il ribelle, anche in prigione, continua ad essere un ribelle. Ecco perché se può dirsi perdente, non può mai dirsi vinto. Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo. Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli.Il ribelle può essere attivo o contemplativo, uomo di cultura o d’azione. Sul piano strategico, può essere leone o volpe, quercia o canna. Ci sono ribelli di ogni sorta, e ciò che hanno in comune è una certa capacità di dire no. Il ribelle è colui che non cede, colui che rifiuta, colui che dice: non posso. È colui che disdegna ciò che cercano gli altri: gli onori, gli interessi, i privilegi, il riconoscimento sociale. Al tavolo da gioco, è colui che non gioca. Lo spirito del tempo scivola su di lui come pioggia sui vetri. Spirito libero, uomo libero, per lui non c’è nulla al di sopra della libertà. È la libertà stessa. «È ribelle, scrive Jünger, chiunque sia messo in rapporto con la libertà dalla legge della sua natura».&lt;br /&gt;Di fronte ad un mondo per il quale non prova altro che un divertito disprezzo o un dichiarato disgusto, il ribelle non può limitarsi all’indifferenza, essendo essa ancora troppo vicina alla neutralità. Il ribelle è fatto per la lotta, sia essa anche senza speranza. Il ribelle si sente straniero al mondo che abita, ma senza mai smettere di volerlo abitare: sa che non si può nuotare contro corrente se non a condizione di non abbandonare mai il letto del fiume. La distanza interiore che lo caratterizza non lo conduce a rifiutare il contatto, poiché sa che il contatto è necessario alla lotta. E se fa «appello alle foreste» per riprendere un’espressione conosciuta, non è per rifugiarvisi – anche se spesso è in esilio –, ma per riprendere forza.&lt;br /&gt;D’altra parte, scrive ancora Ernst Jünger, «la foresta è dappertutto. Ci sono foreste nel deserto così come nelle città, foreste in cui il Ribelle vive nascosto dietro la maschera di qualche professione. Ci sono foreste nella sua patria, così come in ogni altro suolo in cui si può concretare la sua resistenza. Ma ci sono soprattutto delle foreste nelle retrovie del nemico». Se ciò che distingue il rivoluzionario è la volontà di raggiungere uno scopo, il ribelle incarna innanzitutto uno stato d’animo ed uno stile. Ciò non toglie che sappia anche fissarsi degli obiettivi. Nei confronti del mondo che lo circonda, nei confronti del “corso della storia”, della congiuntura, si sforza di identificare e cogliere il momento favorevole. Per rompere l’accerchiamento, per tentare di introdurre un granello di sabbia nell’ingranaggio, ragiona su situazioni concrete. In questo è innanzitutto mobile. Mobilita il pensiero, e fa uso di un pensiero mobile. Non è soldato ma partigiano. Non resta dietro il fronte – sa attraversare tutti i fronti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’"ideologia dell’Identico"&lt;br /&gt;Contro che cosa ci si deve ribellare al giorno d’oggi? Di fronte all’ascesa del pensiero unico, di fronte al gonfiarsi di un’onda straordinaria di ciò che non esitiamo a chiamare il conformismo planetario, di fronte alle diverse patologie che affliggono le nostre società, di fronte alle varie minacce che su di esse gravano e che oscurano il loro avvenire, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Mi sembra tuttavia che la maggior parte di questi fenomeni ai quali tentiamo di opporci abbia una causa comune. Mi sembra cioè che questi fenomeni si rivelino come conseguenze di un’ideologia ben precisa, secolare e multiforme, che propongo di chiamare “l’ideologia dell’Identico”.&lt;br /&gt;L’ideologia dell’Identico è un’ideologia che si sviluppa a partire da ciò che c’è di comune in tutti gli uomini. Più precisamente, si sviluppa tenendo conto solamente di ciò che gli uomini hanno in comune ed interpretandolo come l’Identico, e ciò significa, in altre parole, che una tale ideologia non può che aspirare all’appiattimento. L’Ideologia dell’Identico fa spesso riferimento all’uguaglianza, ma ad un’uguaglianza puramente astratta: in assenza di un criterio preciso che permetta di determinarla concretamente, l’uguaglianza non è altro, infatti, che un diverso nome dell’Identico. L’ideologia dell’Identico considera dunque l’uguaglianza universale tra gli uomini come un’uguaglianza in sé, slegata da ogni elemento di concretezza che permetterebbe di accertarla. È un’ideologia allergica a tutto ciò che specifica e caratterizza la singolarità, che interpreta ogni distinzione come potenzialmente spregiativa, che considera le differenze contingenti, transitorie, inessenziali o secondarie. Il suo motore è l’idea di Unico, che è ciò che non sopporta l’Altro, e intende ridurre tutto all’unità: Dio unico, civiltà unica, pensiero unico.&lt;br /&gt;Quest’ideologia si vuole contemporaneamente descrittiva e normativa, poiché pone l’identità fondamentale di tutti gli uomini tanto come un fatto acquisito quanto come un obiettivo desiderabile e realizzabile – senza mai (o raramente) interrogarsi sull’origine di questo scarto tra l’esistente e la realtà a venire. Essa sembra in questo modo procedere dall’essere al dover-essere. Ma in realtà è proprio sulla base della sua propria normatività, della sua propria concezione del dover-essere, che essa postula un essere unitario immaginario, semplice riflesso della mentalità che la ispira.&lt;br /&gt;Affermando l’identità congenita degli individui, l’ideologia dell’Identico si scontra con tutto ciò che, nella vita concreta, con ogni evidenza, li rende differenti, e deve così spiegare che tali differenze non sono altro che aspetti secondari, sostanzialmente insignificanti. Gli uomini, ci dice, possono benissimo essere differenti in apparenza, anche se poi in realtà sono tutti uguali. Essenza ed esistenza sono in questo modo separate, come lo sono anima e corpo, spirito e materia, e come lo sono anche i diritti (fondati sulle caratteristiche della “natura umana”) e i doveri (che si esercitano solo all’interno di una relazione sociale, quindi in un contesto ben preciso). L’esistenza concreta non sarebbe così che una maschera che impedirebbe di vedere l’essenziale. Se ne deduce che l’ideologia dell’Identico non è nemmeno unitaria nei suoi presupposti. Erede del mito platonico della caverna e della distinzione teologica tra l’essere creato e quello non creato, ha una struttura ed un’ispirazione dualiste, nel senso che non può sostenere la prospettiva dell’Identico se non appoggiandosi su qualcosa che è estraneo alla diversità o su qualcosa che la trascende.&lt;br /&gt;Per sradicare la diversità, per ricondurre l’umanità all’unità politica e sociale, l’ideologia dell’Identico fa spesso appello, nelle sue formulazioni profane, alle teorie che vedono nella sovrastruttura sociale, nelle conseguenze della dominazione, nell’influenza dell’educazione o dell’ambiente, la causa di queste distinzioni, che vede come un male provvisorio. La fonte del male sociale è così posta all’esterno dell’uomo, come se l’esterno non fosse altro che il prodotto e il prolungamento dell’interno. Modificando le cause esterne, si potrebbe così trasformare il foro interno dell’uomo, oppure addirittura far emergere la sua vera “natura”. Per riuscirci si farà ricorso sia a metodi autoritari e coercitivi, sia a condizionamenti o contro-condizionamenti sociali, sia al “dialogo” e all’“appello alla ragione”, senza d’altra parte ottenere più risultati in un caso che nell’altro – il fallimento essendo poi sempre attribuito non già ad un errore nelle ipotesi di partenza, ma al carattere ancora insufficiente dei mezzi impiegati. L’idea sottostante è quella di una società pacifica o perfetta, o almeno di una società che diventerebbe “giusta” se si facessero sparire tutte le variabili esterne che impediscono l’avvento dell’Identico.&lt;br /&gt;L’ideologia dell’Identico è oggi ampiamente dominante. Si potrebbe addirittura dire che essa è sia la norma fondamentale da cui derivano tutte le altre, sia la norma unica di un’epoca senza norme che non ne vuole avere di altre. Ma essa ha anche una storia: è nata innanzitutto in ambito teologico, concretandosi in Occidente nell’idea cristiana secondo cui tutti gli uomini, al di là delle loro caratteristiche individuali, al di là del contesto particolare della loro esistenza individuale, sono titolari di un’anima in analoga relazione con Dio. Tutti gli uomini sono per natura e dignità uguali essendo stati creati ad immagine del Dio unico. Il corollario, che è stato ampiamente sviluppato da sant’Agostino, è quello di un’umanità fondamentalmente una, le componenti della quale sarebbero tutte chiamate a svilupparsi nella stessa direzione, realizzando tra di loro una convergenza sempre più grande. Si tratta della radice cristiana dell’idea di progresso. Divenuta terrena attraverso il lento processo di secolarizzazione, quest’idea darà vita all’idea di una ragione comune a tutti – «una e intera in ciascuno», dirà Cartesio – alla quale ogni uomo parteciperebbe in ragione della sua umanità.&lt;br /&gt;Non ho chiaramente il tempo di esaminare ora il modo in cui l’ideologia dell’Identico ha generato in seno alla cultura occidentale tutte le strategie normative/repressive che Michel Foucault ha descritto in modo esaustivo. Ricorderò soltanto che lo Stato-nazione, nel corso del suo percorso storico, si è preoccupato più di assimilare che di integrare, prefiggendosi di ridurre le differenze uniformando la società globale. Questa tendenza è stata continuata e accelerata dalla Rivoluzione del 1789 che, fedele allo spirito geometrico, ha decretato la soppressione di tutti quei corpi intermedi che l’Ancien Régime aveva lasciato sopravvivere.&lt;br /&gt;Da allora ciò che interessa è solo l’umanità e, analogamente, una cittadinanza il cui esercizio è concepito come partecipazione all’universalità della cosa pubblica. Gli Ebrei diventano dei “cittadini come gli altri”, le donne “degli uomini come gli altri”. Ciò che li caratterizza individualmente, l’appartenenza a un sesso o a un popolo, viene considerato inesistente o viene nascosto confinandolo nella sfera privata. Le grandi ideologie moderne si adeguano così ad un ideale di instaurazione o restaurazione dell’unità generale. Sogneranno così l’unificazione del mondo da parte del mercato o una società “omogenea” scevra da ogni negatività sociale “straniera”, oppure, ancora, un’umanità riconciliata con se stessa che ha infine ritrovato la sua essenza. L’ideale politico sarà l’eliminazione progressiva delle frontiere che separano arbitrariamente gli uomini: ci si dirà “cittadini del mondo”, come se il “mondo” fosse – o potesse essere – un’entità politica.&lt;br /&gt;Con la modernità, come tutti sanno, questa tendenza all’omogeneo è stata portata all’estremo nelle società totalitarie e da parte di un potere centrale che si reputa l’unica fonte di legittimità possibile. Nelle società postmoderne occidentali, lo stesso risultato si ottiene con la mercificazione del mondo, processo più mite, certo, ma non per questo meno efficace, visto che il grado di omogeneità delle società occidentali attuali supera ampiamente quello delle società totalitarie del secolo scorso. Al giorno d’oggi quest’ideologia dell’Identico si sta diffondendo in ogni ambito. Da essa deriva lo sradicamento progressivo delle specificità culturali e degli stili di vita diversi; essa è all’origine della confusione crescente dei ruoli sociali maschili-femminili, così come è all’origine di un’immigrazione di massa incontrollata, che porta con sé ogni giorno gravissime patologie sociali. È essa, infine, che ritroviamo nell’avvento della nuova religione dei diritti dell’uomo, che pretende di sottomettere la Terra intera ai suoi diktats giuridici e morali.&lt;br /&gt;L’antropologia culturale del XX secolo si era fondata su un presupposto relativista, ovvero la convinzione che le idee, i valori e i comportamenti caratteristici di ogni popolo o cultura non possono essere capiti ed apprezzati che nel contesto di tale popolo o cultura. Questo presupposto, che scaturiva in parte dalle rappresentazioni organiciste della filosofia politica romantica del secolo scorso, è anch’esso al giorno d’oggi sempre più dimenticato in nome di questa ideologia dei diritti dell’uomo, che pretende di educare il mondo intero sottomettendo tutte le culture agli stessi valori fondamentali, che non sono niente altro che i valori specifici di una cultura particolare. Sotto le sembianze della generosità, un nuovo imperialismo ha quindi inizio, poiché coloro che cercano di cancellare dappertutto le differenze cercano in realtà di far assomigliare tutte le culture alla loro. È una legge che si è ripetuta dappertutto nella storia.&lt;br /&gt;L’ideologia dell’Identico è inoltre perfettamente contraddittoria. Nel momento stesso in cui si dice unificatrice, sancisce uno strappo insuperabile tra l’umanità e il resto dei viventi, mentre all’interno delle società umane, a causa dei suoi principi individualisti, provoca una disgregazione sempre maggiore delle strutture del vivere comune. L’obiettivo universalista è infatti sempre legato all’individualismo, non potendo tale ideologia porre l’umanità come fondamentalmente una se non concependola come composta di atomi individuali, visti nel modo più astratto possibile, ovvero al di fuori di ogni contesto e mediazione. È questo il motivo per cui essa mira a far sparire tutto ciò che si frappone tra l’individuo e l’umanità: culture popolari, comunità vive, corpi intermediari, stili di vita diversi.&lt;br /&gt;L’ideologia dell’Identico si diffonde eliminando le differenze, ma eliminando contemporaneamente anche ciò che le tiene insieme, ovvero le strutture flessibili in seno alle quali le differenze s’iscrivono, che sono anch’esse diverse. Prendendo di mira differenze che sono sempre organicamente ordinate, essa suscita nello stesso tempo l’atomizzazione e la divisione. In mancanza di una cornice che lo racchiuda, la febbre dell’Uno porta alla dissoluzione del legame sociale. Quest’aumento dell’individualismo, di cui si felicitano i liberali, ha portato inoltre all’avvento dello Stato-Provvidenza, di cui invece si lamentano. È una constatazione paradossale, che è però la conseguenza di una logica perfetta. Più le strutture comunitarie crollavano, più lo Stato doveva prendersi carico della domanda di solidarietà degli individui. Viceversa, più garantiva loro sicurezza, più li dispensava «dall’intrattenere relazioni familiari o comunitarie che costituivano in precedenza protezioni indispensabili». Movimento dialettico e circolo vizioso: da una parte la società differenziata si sfalda, dall’altra lo Stato omogeneizzante avanza con la stessa rapidità dell’individualismo. Più individui isolati ci sono, più lo Stato può trattarli uniformemente.&lt;br /&gt;Concorrenti ed opposte tra di loro, le grandi ideologie moderne, affrontandosi, hanno accentuato le divisioni e le separazioni prodotte dalla diffusione dell’individualismo. Questo risultato, anch’esso paradossale, non ha fatto che stimolarle nella loro ambizione: di fronte allo spettro dell’“anarchia” e della “dissoluzione sociale”, della lotta di classe, della guerra civile o dell’anomia sociale, esse non hanno fatto altro che sostenere più intensamente ancora l’allineamento nel presente e il livellamento nel futuro. Il problema è che l’ideologia dell’Identico non può che esigere la radicale esclusione di ciò che non può essere ridotto all’Identico. La diversità irriducibile diventa così il principale nemico che bisogna sradicare ad ogni costo. È la molla di ogni ideologia totalitaria: bisogna eliminare questi “uomini di troppo” che ostacolano con la loro stessa esistenza l’avvento di una società omogenea o di un mondo unificato. Chi parla in nome dell’“umanità” mette inevitabilmente i suoi avversari fuori dall’umanità.&lt;br /&gt;Allo stesso modo, i difensori dell’ideologia dell’Identico presentano spesso il pensiero della differenza come sinonimo di pensiero dell’esclusione, contrapponendogli l’idea che il rispetto dell’Altro è proporzionale al grado di similitudine. L’affermazione dell’uguaglianza sarebbe in questo modo non solamente indissociabile dalla negazione della differenza, ma la conseguenza stessa di questa negazione. Ma in realtà è vero il contrario. Prova ne è, innanzitutto, che tutte le dittature hanno cercato l’omogeneità e l’uniformità; in secondo luogo il pensiero dell’in-differenza, della similitudine, lungi dal favorire il riavvicinamento, la comprensione e l’armonia, non smette di sfociare in altre forme di concorrenza sociale e di ostilità generalizzata. Non solamente la differenza ritorna sempre, non essendoci due soli esseri viventi che siano in tutto e per tutto identici, ma ritorna con tanta più forza quanto più cerchiamo di sopprimerla.&lt;br /&gt;Ostile alla differenza, l’ideologia dell’Identico conduce inevitabilmente all’indifferenziazione. Ora, l’indifferenziazione è sempre un segnale di disintegrazione sociale, e tale disintegrazione non può che produrre a sua volta comportamenti aggressivi ed ostili. Gli uomini, infatti, hanno paura dell’Identico almeno quanta ne hanno dell’Altro, se non di più. Le ideologie dominanti credono in modo ecumenico che l’omogeneizzazione del mondo non potrebbe portare che alla pace poiché permetterebbe una migliore “comprensione”. Ma ci accorgiamo ben presto che, al contrario, tale omogeneizzazione suscita conflitti identitarî, risveglia irredentismi secolari e genera nazionalismi spasmodici. All’interno stesso delle società, l’ideologia dell’Identico generalizza la rivalità mimetica descritta ottimamente da René Girard, esacerbando il desiderio di distinguersi con tanta più forza quanto più proibisce la distinzione, e questo è il motivo per cui si può dire che intimamente l’Identico fomenta la guerra. Nella migliore delle ipotesi generalizza l’indifferenza e la noia. Nella peggiore, porta a reazioni violente e allo scatenarsi delle passioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mondializzazione&lt;br /&gt;L’ideologia dell’Identico si materializza al giorno d’oggi sotto i nostri occhi nel fenomeno della mondializzazione. Abbiamo già avuto l’occasione di parlarne qualche anno fa, ma sentiamo il bisogno di ritornarci, poiché la mondializzazione – detta anche globalizzazione – costituisce ormai, che lo si voglia o meno, lo sfondo della nostra storia presente. Resa possibile dal crollo del sistema sovietico e dal rapido sviluppo dei mezzi di comunicazione elettronica, la mondializzazione rappresenta un processo di unificazione progressiva della Terra. Ma non si tratta di un’unificazione qualunque. Quella che si realizza sotto i nostri occhi opera all’interno della logica del capitale e dell’ideologia del mercato. In altri termini, la Terra tende ad unificarsi sotto forma di un grande mercato. Il mercato è per definizione il luogo in cui le differenze sono neutralizzate, attraverso la riduzione a più o meno grandi quantità di quell’equivalente universale che è il denaro. Il mercato trasforma tutto in merce, mentre, al contrario, ciò che non può essere trasformato in merce sfugge al mercato. Con la mondializzazione i paesi sviluppati passano dalla società con mercato alla società di mercato. Ciò significa che interi frammenti della vita umana che in precedenza erano fuori controllo, a partire dalle produzioni artistiche e culturali, sono ormai inclusi nel mercato, mentre, parallelamente, il modello di mercato si interiorizza nelle coscienze, portando poco a poco con sé una reificazione generalizzata dei rapporti sociali.&lt;br /&gt;È chiaro che non è la sinistra “cosmopolita” ad aver portato a compimento la mondializzazione, essendo questa piuttosto opera della destra liberale. È quest’ultima ad aver facilitato e poi accompagnato il compimento della tendenza secolare del capitalismo a diffondersi sempre di più – non avendo il mercato altri limiti che se stesso. Il capitalismo si è così rivelato più efficace del comunismo nell’abbattere le frontiere, mettendo di fronte a una dolorosa alternativa coloro che lo combattevano ieri in nome di un ideale internazionalista.&lt;br /&gt;Le conseguenze di questa mondializzazione commerciale senza regole, senza controllo e direzione, di questa macchina che avanza sola travolgendo tutto al suo passaggio, sono ben note. Si tratta innanzitutto della tendenza all’omogeneizzazione planetaria, all’uniformazione degli stili di vita e dei comportamenti tramite una generalizzazione di un modello antropologico che riporta l’uomo alla sua dimensione di produttore-consumatore. La mondializzazione tende alla monocultura mondiale, che sfocia in un imperialismo che non ha nemmeno il coraggio di dire il suo nome, poiché l’espansione planetaria del mercato corrisponde all’imposizione unilaterale dello stile di vita occidentale al mondo intero. E che sfocia inoltre in una propaganda pubblicitaria in scala planetaria in favore di un ideale di vita ridotto al consumo e al divertimento, propaganda cui si aggiunge il discredito di ogni modello alternativo, la celebrazione ossessiva dell’ordine costituito da parte di un sistema mediatico il cui principale piacere consiste nell’auto-contemplazione davanti allo specchio messo lì dal sistema stesso, e infine, la creazione, acceleratasi dopo gli avvenimenti del 11 settembre scorso, di una sorta di Panopticon planetario: è l’avvento della società di controllo e di sorveglianza totale.&lt;br /&gt;La mondializzazione significa, ancora, l’abolizione del tempo e dello spazio. Tutto succede e si moltiplica ormai in “tempo zero”, ovvero immediatamente. Gli attentati di New York e di Washington sono avvenuti nello stesso momento in tutte le televisioni del mondo, gli scambi commerciali si effettuano in pochi secondi da un angolo all’altro del pianeta, la minima crisi locale investe immediatamente il mondo intero.&lt;br /&gt;Lo spazio è abolito alla stessa maniera. I territori perdono ogni giorno di più un po’ della loro importanza. Le frontiere non arginano più nulla – né le informazioni, né i programmi, né i segni o i simboli, né i flussi finanziari, né le merci o le migrazioni umane – perdendo così il ruolo che era stato loro per secoli, ovvero quello di garantire la permanenza delle identità e delle culture.&lt;br /&gt;Parallelamente, la distinzione tra “interno” ed “esterno” perde efficacia. È particolarmente significativo, per esempio, che le forze di polizia debbano oggi sempre di più far fronte a situazioni di tipo militare, mentre le forze militari fanno guerre che ci vengono presentate come operazioni internazionali di polizia. Ciò significa che la mondializzazione fa sparire le differenze tra interno ed esterno. Nella misura in cui le frontiere non arginano più nulla, la mondializzazione consacra l’avvento di un mondo senza esterno, un mondo che per definizione non ha nulla sopra di lui – ovvero di una tirannia globale che non è limitata da nulla.&lt;br /&gt;La mondializzazione segna in questo modo l’entrata nell’epoca postmoderna: impotenza sempre maggiore degli Stati-nazione, recupero d’importanza delle comunità locali e delle logiche continentali, indebolimento delle organizzazioni di massa a favore delle reti. Il mondo unificato non ha più centro né periferia, ed è questo il motivo per cui sarebbe ingenuo cercare un “direttore d’orchestra” della mondializzazione. La mondializzazione non dipende da nessuno anche se in parte – ma solo in parte – è sinonimo di americanizzazione, e coloro stessi che ne approfittano di più ne sono gli strumenti, gli agenti, piuttosto che le menti. Trasformata dalla logica del capitale, essa funziona come la tecnoscienza, secondo la sua propria logica e le sue proprie dinamiche: la sua sola esistenza è all’origine del suo sviluppo. In una tale situazione, ogni punto del pianeta diventa in qualche modo centro e periferia di per se stesso. Le grandi società industriali, i cartelli di narcotrafficanti, le mafie e le organizzazioni criminali funzionano secondo lo stesso modello della delocalizzazione e della dispersione. Nel mondo delle reti, la logica disgiuntiva del sistema è una logica di tipo virale. I virus che colpiscono i computers, le epidemie attuali (dall’AIDS alla mucca pazza, dall’afta alle nuove malattie infettive), le minacce di guerra batteriologica, l’azione di organizzazioni terroristiche implicate nella guerra delle reti: tutto ciò fa capo ad uno stesso modello, tipicamente postmoderno, di logica virale.&lt;br /&gt;Ma la mondializzazione è anche il suo contrario. Più mette in atto l’unificazione, più accresce la frammentazione. Più mette in atto il globale, più favorisce il locale, secondo un classico movimento dialettico. Ma attenzione: se la globalizzazione distrugge le identità nel momento stesso in cui fa sorgere il desiderio di mantenerle o di farle rinascere, quelle che resuscita non sono le stesse identità di ieri. La mondializzazione fa sparire le identità organiche, integrate, equilibrate, per restituirle il più delle volte reattive, convulsive e contratte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Identità e principio di diversità&lt;br /&gt;L’ascesa del radicalismo islamico, il fiorire di irredentismi, la comparsa di un neoterrorismo globale sono alcuni degli aspetti tra gli altri. Conosciamo la massima che riassume questa dialettica: «Jihad vs. McWorld». Tale massima ci pone di fronte al problema di sapere cosa fare nel momento in cui rifiutiamo “McWorld” senza per questo scegliere “Jihad”.È chiaro a questo punto che si deve ridare coraggio alla sfida identitaria. Dopo la libertà e l’uguaglianza, l’identità sta diventando la grande passione degli anni a venire. La libertà e l’uguaglianza sono state in passato negate da poteri dittatoriali di tipo classico. L’identità, invece, diventa tanto più problematica quanto più l’ideologia dell’Identico si diffonde. Ma anche qui bisogna prestare attenzione. L’identità è al giorno d’oggi tanto un problema che una soluzione. Infatti, se c’è domanda di identità, è soprattutto perché le identità si sono dissolte, perché non si reggono più da sé. Opporre l’identità alla mondializzazione non può dunque limitarsi a ripetere uno slogan, ad accontentarsi di una parola-feticcio. Anche le identità ereditate diventano oggi identità scelte, innanzitutto perché il loro contenuto è sempre più vago, e poi perché le identità al giorno d’oggi sono efficaci solo quando scegliamo e decidiamo di riconoscerci in esse.&lt;br /&gt;Piuttosto che accontentarsi di invocare l’identità, si tratta dunque di definirla e di darle un senso, di spiegare perché essere portatore di un’identità piuttosto che di un’altra permette di giustificare un modo di vedere, di pensare e di vivere non paragonabile ad altri. L’identità non è mai statica, ma dinamica. Non è il passato, ma piuttosto il modo in cui immaginiamo e ricostruiamo il passato. Complessa, fragile, sempre emergente, essa è una narrazione, scrive Paul Ricoeur, che definisce l’identità narrativa come la capacità di ricostruire continuamente il passato per rendere il presente più coerente e per proiettarsi nel futuro. Allo stesso modo, l’identità non è un’essenza, ma una sostanza. Non è ciò che si oppone al cambiamento, ma ciò che permette di restare se stessi cambiando continuamente. Infine, lungi dall’essere una proprietà isolata, è indissociabile da una relazione, il che significa che è sempre riflessiva, poiché non ci si costruisce che in rapporto all’altro. Ed è questo il motivo per cui non si può pensare l’identità rimanendo in una logica del bunker o dell’etnocentrismo: la costruzione di sé non può fare a meno dello scambio con l’altro. La mondializzazione segna forse la fine delle identità territoriali, ma non certo la fine delle identità tout court, e ci chiede così uno sforzo enorme per dare loro un nuovo contenuto.&lt;br /&gt;All’ideologia dell’Identico bisogna infine contrapporre il principio di diversità. Un principio trae forza dalla sua stessa evidenza. La diversità del mondo costituisce la sua unica e vera ricchezza, essendo essa artefice del bene più prezioso: l’identità. I popoli, così come le persone non si equivalgono. Dire che nessuno vale più degli altri non significa dire che sono tutti sono uguali – l’Identico in vesti diverse –, ma che sono tutti diversi. La tolleranza, se questa parola ha ancora un senso, non consiste nel guardare l’Altro per vedere in lui l’Identico, ma nel capire ciò che lo costituisce in quanto altro, ovvero nel cogliere l’alterità, realtà irriducibile ad ogni “comprensione” che si basi su una semplice proiezione di sé. L’imperativo che deriva da questo principio è semplice: bisogna fare di tutto per non trasmettere ai nostri figli un mondo meno differenziato, quindi meno ricco, di quello che abbiamo ereditato.&lt;br /&gt;Non si tratta tuttavia di cadere nell’idealismo. Il differenzialismo non impedisce i giudizi di valore, non più di quanto condanni ad un relativismo che ignora la verità. Evita solo di restare in bilico in una posizione astratta, di porsi come istanza dominante (perché “universale” o “superiore”) in virtù della quale sarebbe possibile, se non necessario, imporre agli altri popoli un modo di essere che non gli appartiene. Tuttavia, le identità possono fronteggiarsi, certe differenze possono affermarsi a spesa di altre. Naturalmente, in un’occasione simile è normale che si difenda per prima la propria appartenenza, ma una cosa è difendere la propria identità contro un abuso o un’aggressione (colonizzazione, immigrazione etc.), altra è invece considerare che l’unica identità ad avere un valore sia quella di cui si fa parte. Nel primo caso il principio di diversità non è messo in causa, mentre nel secondo caso lo è.&lt;br /&gt;Non si tratta nemmeno di passare da un estremo all’altro privilegiando ciò che è differente al punto di dimenticare ciò che è comune. Sosteniamo semplicemente che la differenza è più importante. È più importante, innanzitutto, perché è essa che specifica, che definisce l’identità, è essa che fa di ogni persona o di ogni popolo un essere insostituibile. È più importante, in secondo luogo, perché l’appartenenza all’umanità non è mai immediata, ma al contrario è sempre mediata: si è umani in quanto si appartiene ad una delle culture o delle collettività costitutive dell’umanità. È più importante, infine, perché è a partire dalla singolarità che si può accedere all’universalità, e non il contrario, che significherebbe dedurre da un universale posto a priori un’idea astratta della singolarità. Ogni esistenza concreta è così indissociabile da un contesto particolare, da una o più appartenenze specifiche. Ogni appartenenza è sicuramente una restrizione, ma è una restrizione che ci libera dalle altre. Il sogno dell’incondizionato non è che un sogno.&lt;br /&gt;C’è evidentemente una contraddizione tra l’omogeneizzazione planetaria e la difesa della causa dei popoli, che implica il riconoscimento ed il mantenimento della loro pluralità. Non si può difendere contemporaneamente l’ideale di un mondo unificato e il diritto dei popoli a disporre di se stessi, poiché nulla ci garantisce che ne dispongano nel senso di questo ideale. Allo stesso modo, non si può difendere da una parte il pluralismo come legittimazione e rispetto delle differenze, continuando dall’altra a desiderare l’uguaglianza delle condizioni, che ridurrà tali differenze. Infine, e soprattutto, se sulla terra non ci sono che uomini “come gli altri”, per quale motivo proclamare i diritti imprescrittibili dei singoli individui? Come celebrare contemporaneamente ciò che ci rende singolarmente insostituibili e ciò che ci renderebbe virtualmente intercambiabili?&lt;br /&gt;Certo, si può sempre eludere tali domande con delle formule acrobatiche, come ad esempio «l’uguaglianza nella differenza», ma espressioni di questo tipo non hanno alcun senso: non fanno pensare ad altro che ad una differenza indifferente. Non si può sostenere il diritto alla differenza pensando che ciò che lega gli uomini all’Identico sia più profondamente costitutivo della loro identità sociale di ciò per cui si distinguono gli uni dagli altri.&lt;br /&gt;L’incommensurabilità delle persone o delle culture non è sinonimo di incomunicabilità. Essa implica solo il riconoscimento di ciò che le distingue in modo irriducibile. L’ideologia dell’Identico aspira alla trasparenza totale, ma tutto ciò che riguarda la società implica sempre una zona d’ombra. Una società nella quale non ci sarebbero che uomini “come gli altri” sarebbe una società in cui gli individui sarebbero diventati interscambiabili, al punto che la scomparsa o l’eliminazione di uno di essi, dal punto di vista della società globale, avrebbe un’importanza relativa. La differenza è inoltre un fattore di resistenza, e dunque di libertà. Se gli individui e i popoli fossero fondamentalmente uguali, o se fossero totalmente plasmabili, sarebbero molto più minacciati dalle propagande e dai condizionamenti. Il riapparire continuo della loro diversità, e il profondo polimorfismo della specie umana, mostrano invece che essi sono antropologicamente resistenti ai modelli omogeneizzanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;La concomitanza di un presente fatto di angoscia e frustrazione, di debolezza ed esclusione, e di un futuro pieno di minacce di ogni sorta, la crisi delle ideologie moderne e delle religioni salvifiche, la paura del caos sociale, e infine lo spettacolo della dissoluzione progressiva delle identità collettive, costituisce sicuramente una miscela esplosiva. Con la mondializzazione entriamo in un’epoca che non dice più nulla sugli obiettivi della vita sociale, entriamo in un modo di rapportarsi al reale che mette la comunicazione al di sopra del suo contenuto di verità, entriamo in una prospettiva in cui ogni logica che non sia economica o morale è messa da parte. La mondializzazione è senza fine? Naturalmente nessuno può rispondere a questa domanda, ma si possono se non altro fare alcune constatazioni. La prima è che il sistema mondializzato rimane un sistema altamente vulnerabile, proprio a causa della sua stessa estensione e del carattere globale della sua portata. In un sistema siffatto ogni cosa si ripercuote su ogni altra. Il minimo choc, la minima disfunzione, non rimangono circoscritti all’ambiente circostante, ma si propagano istantaneamente in tutto il sistema – e tanto più velocemente, come si è visto recentemente, quanto più l’asimmetria delle forze in campo subentra al rapporto di forze tendente all’“equilibrio”.&lt;br /&gt;La seconda constatazione è che la globalizzazione fornisce anche i mezzi per combatterla. Le reti sono infatti un’arma che permette di mettere in relazione tra loro gli spiriti ribelli dispersi in ogni angolo della Terra. Il declino degli Stati-nazione libera le energie alla base, crea nuovo spazio per la democrazia partecipativa, moltiplica le possibilità di azione locale autonoma. Favorendo la riapparizione della dimensione politica del sociale che le grandi macchine statali avevano a lungo occultato, esso favorisce contemporaneamente l’applicazione ad ogni livello del principio di sussidiarietà, che è uno dei modi migliori di rimediare alla tendenza attuale della globalizzazione. Asimmetria delle forze: non investire nel globale, ma opporre le reti alla macchina, il virus al sistema, il locale al globale.&lt;br /&gt;Infine, non dimentichiamoci che la storia, lungi dall’essere “finita”, è sempre aperta. Lo è oggi molto di più di quanto non lo fosse ieri, nella misura in cui siamo entrati con ogni evidenza in un periodo di transizione. Nessuno aveva previsto uno solo dei grandi avvenimenti cui abbiamo assistito a partire dalla caduta del Muro di Berlino. Tuttavia, il sistema dei media non fa che ripetere che viviamo nel migliore dei mondi possibili, o addirittura nel solo mondo possibile, che non c’è alternativa, e che ogni tentativo di cambiare regole o norme non potrebbe far altro che peggiorare le cose. È a questa grande menzogna, di fronte alla quale tanti, troppi si sono già arresi, che bisogna rispondere, provando che invece un’alternativa è sempre possibile.&lt;br /&gt;Gli spiriti ribelli sono sempre esistiti. Ma il mondo attuale riserva loro un posto del tutto particolare. All’epoca della modernità, il ribelle appariva in ritardo rispetto al rivoluzionario. Oggi che la modernità è agli sgoccioli, egli riconquista completamente il suo posto. La mondializzazione, come ho detto, fa della Terra un mondo senza esterno, che non si può più attaccare dal di fuori. Un mondo siffatto è destinato non tanto all’esplosione, quanto alla depressione implosiva. La mondializzazione consacra l’avvento delle reti, la cui influenza si propaga come un virus. Il ribelle si confà a questo mondo, proprio perché anima delle reti diffonde le sue idee in modo virale.&lt;br /&gt;In un mondo che tende all’omogeneo il ribelle, infine, rappresenta la singolarità stessa. In un mondo sempre più conformista, egli è l’anticonformismo stesso. In un mondo destinato alla trasparenza totalitaria, egli è un punto oscuro, un soggetto che ha saputo rimanere reale in un mondo di oggetti virtuali, un insorto per antonomasia in un mondo destinato alla sorveglianza totale, uno straniero che potremmo escludere di diritto in nome della lotta contro l’esclusione se lui stesso non si fosse escluso a priori. Ecco perché il futuro appartiene al pensiero ribelle, a quel pensiero che segue e traccia confini inediti, disegna una nuova topografia, prefigura un mondo diverso. La storia non è mai finita, rimane aperta. È sempre imprevedibile. Ecco perché non bisogna mai abbassare la guardia di fronte a ciò che ci aspetta, di fronte a ciò che riusciamo solamente a presagire e intravedere, ma non a prevedere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;strong&gt;scritto di Alain de Benoist&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-4369683927917548419?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/4369683927917548419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=4369683927917548419&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4369683927917548419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/4369683927917548419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/02/n-rivoltoso-n-rivoluzionario-il-ribelle.html' title='Nè rivoltoso, nè rivoluzionario: il Ribelle.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-1156576301443259722</id><published>2008-02-27T18:33:00.002+01:00</published><updated>2008-02-29T18:50:35.348+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Decrescita'/><title type='text'>La società della Decrescita</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Berlusconi e il nucleare&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Per anni ci hanno riempito la testa di paroloni quali "svilluppo sostenibile" e "progresso sensibile". Ci hanno parlato di "ambientalismo del fare" e di "impatto ambientale". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il presupposto ideologico e culturale che stava e sta alla base di tali affermazioni è che il progresso, il futuro, avesse dei conti da pagare molto più bassi dei miglioramenti che generava. Ultimamente, politicanti di tutti gli schieramenti politici stanno rivalutando l'energia nucleare: addirittura, Berlusconi e Veltroni (cioè i due leaders degli schieramenti "contrapposti" alle prossime elezioni politiche) hanno inserito il nucleare all'interno dei programmi elettorali: il primo, Berlusconi, dichiarando che il nucleare è l'unica possibilità per ridurre il gap energetico italiano rispetto al resto d'Europa; il secondo, Veltroni, con maggior cautela del Cavaliere si è dichiarato disponibile a rivedere il NO secco al nucleare che sempre la sinistra italiana ha posto nell'agone politico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe facile ricordare a lorsignori che un referendum ha vietato l'energia nucleare in Italia, che i paesi europei (come Francia e Germania) stanno chiudendo le fabbriche nucleari, che l'energia nucleare è, ad oggi, la più pericolosa fonte di energia a disposizione dell'Uomo, che la rinascita di fabbriche nucleari in Italia ridurrebe del 2% il fabbisogno energetico nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A lorsignori, invece, rispondo facendo notare che l'ideao di sviluppo, di progresso, di modernizzazione è ormai morta: il pianeta Terra sta raggiungendo il punto di non-ritorno, e pertanto non è più possibile svilupparsi. Anzi, bisogna decisamente frenare, ed invertire la rotta. Alla crescita "a tutti i costi" va sostituita la Decrescita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avrò modo, in futuro, di illustrare in maniera approfondita cosa significa Decrescita, e i correlati Autoconsumo e Altroconsumo. Oltre ad invitarvi a visitare il links presenti in questo blog (Decrescita e Decrescita Felice) vi invito anche a leggere i seguenti otto punti espressi da Serge Latouche, professore di Scienze Economiche all'Università di Paris-Sud (Francia), esponente di riferimento del movimento altermondialista e antimodernista, il quale ha sintetizzato la sua proposta "in otto R":&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Rivalutare&lt;/strong&gt;. Rivedere i valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo la nostra vita, cambiando quelli che devono esser cambiati. L’altruismo dovrà prevalere sull’egoismo, la cooperazione sulla concorrenza, il piacere del tempo libero sull’ossessione del lavoro, la cura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sull’efficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare l’immaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cioè suscitati e stimolati dal sistema, che a loro volta contribuiscono a rafforzare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ricontestualizzare&lt;/strong&gt;. Modificare il contesto concettuale ed emozionale di una situazione, o il punto di vista secondo cui essa è vissuta, così da mutarne completamente il senso. Questo cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povertà e ancor più urgentemente per scarsità e abbondanza, la “diabolica coppia” fondatrice dell’immaginario economico. L’economia attuale, infatti, trasforma l’abbondanza naturale in scarsità, creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ristrutturare.&lt;/strong&gt; Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico-produttive, i modelli di consumo, i rapporti sociali, gli stili di vita, così da orientarli verso una società di decrescita. Quanto più questa ristrutturazione sarà radicale, tanto più il carattere sistemico dei valori dominanti verrà sradicato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Rilocalizzare.&lt;/strong&gt; Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Di conseguenza, ogni decisione di natura economica va presa su scala locale, per bisogni locali. Inoltre, se le idee devono ignorare le frontiere, i movimenti di merci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ridistribuire.&lt;/strong&gt; Garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e ad un’equa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vita dignitose per tutti. Predare meno piuttosto che “dare di più”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ridurre.&lt;/strong&gt; Sia l’impatto sulla biosfera dei nostri modi di produrre e consumare che gli orari di lavoro. Il consumo di risorse va ridotto sino a tornare ad un’impronta ecologica pari ad un pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivale circa a quella richiesta da un piccolo radiatore acceso di continuo (1 kw). Oggi il Nord America consuma dodici volte tanto, l’Europa occidentale cinque, mentre un terzo dell’umanità resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurare a tutti condizioni di vita eque e dignitose.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Riutilizzare.&lt;/strong&gt; Riparare le apparecchiature e i beni d’uso anziché gettarli in una discarica, superando così l’ossessione, funzionale alla società dei consumi, dell’obsolescenza degli oggetti e la continua “tensione al nuovo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Riciclare.&lt;/strong&gt; Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti dalle nostre attività.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-1156576301443259722?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/1156576301443259722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=1156576301443259722&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1156576301443259722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/1156576301443259722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/02/la-societ-della-decrescita.html' title='La società della Decrescita'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6880227040112641024</id><published>2008-02-25T13:03:00.004+01:00</published><updated>2008-02-25T15:39:58.272+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Fuori dai giochi.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lo Speciale Elezioni Politiche 2008, andato in onda nella seconda serata di ieri su Raiuno, ha visto confrontarsi Fausto Bertinotti, candidato premier de La Sinistra - l'Arcobaleno, e Pierferdinando Casini, leader dell'UDC. I due esponenti politici, reciprocamente rispettosi, hanno dato vita ad un dibattito pacato, di basso profilo e a bassa voce. Un dibattito certamente chiaro, ma a tratti noioso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi come il sottoscritto ha avuto la sventura di assistervi, causa impossibilità di trovar qualcosa di decente e di guardabile nella seconda serata domenicale, non ha potuto fare a meno di notare due leader in crisi, perdenti nello sguardo più che nelle proposte politiche, che pure sono interessanti e talvolta - tremo di me e per me - condivisibili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Casini si è presentato come l'uomo di tutti i moderati: cattolici e laici, imprenditori e lavoratori, giovani e anziani. Poche le parole d'ordine: coerenza, verità, onestà, realismo. Tutte cose che, secondo il piacente leader centrista, latitano sia nella campagna elettorale di Berlusconi (accusato, con 14 anni di ritardo, di far politica per se stesso e non per l'Italia), sia in quella di Veltroni, scopiazzatore di fantasmagorici ed irrealizzabili programmi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bertinotti, viceversa, si è presentato come l'uomo di parte: tra impresa e lavoro, egli sceglie il lavoro; tra cattolici e laici, propende per i secondi; non vuole piacere a tutti, ma solo a coloro che si definiscono "di sinistra". Sulla vaghezza di tale definizione lascio giudicare al lettore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'impressione che ho avuto, nell'ascoltare Casini e Bertinotti, è stata quella di assistere al triste e decadente spettacolo di due ex attori protagonisti ridotti al ruolo di comparse. Purtroppo per loro - e per noi! - i protagonisti dell'attuale stagione politica sono Berlusconi e Veltroni, che hanno fatto il vuoto dietro ed intorno a loro. Il tentativo di polarizzare l'elettorato italiano intorno ai due grandi partiti (Ppl e Pd), favorito anche dalle lacune disastrose della stampa nazionale e dei pennivendoli di regime, sta certamente riuscendo. Il minacciato "voto utile" sta spingendo gli italiani a scegliere tra due grandi partiti, tra loro pericolosamente simili nel merito e nei metodi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bertinotti e Casini hanno provato a presentarsi come "novità": il primo, da riformista di sinistra quale è, ha posto il problema della democrazia non plebiscitaria e si è candidato a leader dell'opposizione sociale e "di sinistra" a qualsiasi governo uscisse vincitore dalle urne; il secondo, democristiano di destra, ha fatto capire che non necessariamente essere centristi significa essere governisti, ma si può essere centristi e stare all'opposizione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In pratica, ambedue i leaders hanno ammesso l'impossibilità di vincere, e hanno chiesto il voto solo per rompere le uova nel paniere "veltrusconista". Il dibattito, moderato da un Riotta iperamericanizzato, ha sancito una volta per tutte - per quei pochi che ancora ci credevano, poveri illusi - la crisi profonda della politica italiana, tanto nelle sue componenti più moderate quanto nelle formazioni più radicali. Una crisi che investe valori di riferimento, prospettive future, soluzioni ai problemi del presente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla politica italiana manca un'anima.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6880227040112641024?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6880227040112641024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6880227040112641024&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6880227040112641024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6880227040112641024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/02/fuori-dai-giochi.html' title='Fuori dai giochi.'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-7950294803106939012</id><published>2008-02-25T00:40:00.000+01:00</published><updated>2008-02-29T16:51:18.443+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Movimento Zero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Manifesto Zero</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.movimentozero.org/manifestobig.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.movimentozero.org/manifestobig.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;1- NO ALLA GLOBALIZZAZIONE...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1 - Perchè la globalizzazione significa omologazione, standardizzazione, appiattimento di tutte le culture e all'interno di esse di tutti gli individui ad un unico modello. Ed è quindi contraria a quel prepotente bisogno di identità che oggi anche proprio in ragione della globalizzazione sale dalle comunità e dai singoli individui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2 - La globalizzazione, in estrema sintesi è la competizione mondiale di tutti contro tutti. Questo comporta due conseguenze. Che se in Cina pagano la gente un piatto di riso anche da noi bisognerà fare più o meno lo stesso; Che se gli Stati Uniti non hanno welfare anche gli stati europei dovranno smantellare il loro; che se in Giappone per loro cultura samurai applicata alla fabbrica, gli viene voglia di lavorare 20 ore al giorno, anche in Italia - che nonostante tutto è un paese un pò più gradevole del Giappone- bisognerà fare lo stesso. Inoltre la globalizzazione se arricchisce le Nazioni impoverisce i suoi abitanti. Prendiamo l'Italia. L'Italia di oggi è complessivamente molto più ricca di quella degli anni 60 (il PIL non ha fatto altro che aumentare, la produzione idem, etcc.) ma noi presi come singoli individui non siamo più ricchi, se va bene manteniamo le posizione, spesso siamo più poveri. Come mai? Perchè, essendo appunto la Globalizzazione competizione, mentre noi corriamo e ci affanniamo anche gli altri paesi corrono e si affannano, per cui è come se stessimo tutti fermi. E come correre su un tapis-roulant alla rovescia. E' come nel ciclismo : se un corridore si dopa, debbono drogarsi anche tutti gli altri rovinandosi la salute. Il concetto quindi è quello di frenare, di competere di meno, in un ambito più limitato (ecco qui il riferimento alla piccole patrie e all'Europa che svilupperemo in seguito) e di ricordarci che per molte centinaia di anni il concetto che ha prevalso nell'Europa preindustriale, grazie anche alla grande influenza del pensiero di San Tommaso d'A. e della sua scuola, non è stato quello della competizione ma quello della cooperazione. Nel Medioevo europeo ad ogni uomo o meglio ad ogni famiglia, artigiana o contadina che fosse, doveva essere garantito il proprio spazio vitale, anche a scapito dell'efficienza produttiva collettiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3 - La globalizzazione esaspera tutti gli apetti negativi degenerativi e drammatici di quello che ho chiamato il "modello paranoico": Subordinazione dell'uomo al meccanismo produttivo, ritmi sempre più incalzanti e insostenibili, omologazione degli stili di vita e degli stessi individui in ragione delle esigenze razionalizzatrici dell'economia e della tecnologia di mercato, perdita di identità, impossibilità di trovare un punto di equilibrio e di armonia, con i loro corollari sul piano esistenziale di angoscia, nevrosi, depressione, anomia, frustrazione, sentimento di scacco esistenziale e smarrimento del senso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4 - La globalizzazione distrugge letteralmente le realtà e le popolazioni del Terzo Mondo, costringendole ad uscire dalle economie di sussistenza (autoproduzione e autoconsumo, sostanzialmente) su cui avevano vissuto e a volte prosperato per secoli e millenni, per inserirsi nel mercato mondiale dove, mentre perdono a loro volta, omologandosi, la propria identità collettiva così come l'uomo occidentale perde quella individuale, sono inevitabilmente soccombenti e da povere che erano (secondo i nostri metri quantitativi naturalmente) diventano miserabili e vengono spesso portati alla fame innescando quelle emigrazioni bibliche che tanto ci spaventano e che non sono che un pallido fantasma di ciò che ci aspetta se la mondializzazione economica continuerà imperterrita la sua marcia trionfale.Come si combatte realisticamente e politicamente la globalizzazione?La risposta la daremo quando parleremo dei concetti di autarchia, piccole Patrie ed Europa.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;2- NO AL CAPITALISMO ED AL MARXISMO, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA, L'INDUSTRIALISMO, Figli entrambi della Rivoluzione industriale, liberalismo e marxismo, nelle loro varie declinazioni, sono in realtà due facce della stessa medaglia. Sono entrambi modernisti, illuministi, progressisti, ottimisti, razionalisti, materialisti, economicisti, entrambi hanno il mito del lavoro. Sono due industrialismi convinti che scienza e tecnica produrranno una tale cornucopia di beni da rendere felici tutti gli uomini o quasi. Ed è ovvio che destra e sinistra, liberali e marxisti, concordino e siano irriducibili su questo punto fondante, che legittima l’intera modernità insieme alle sue dottrine politiche. Questa utopia bifronte ha fallito noi siamo su un treno che và ad 800 all’ora e certamente dare una più equa sistemazione dei viaggiatori sballottati dalla velocità del treno ha ancora un qualche senso ( e quindi in qualche sensi conservano le antiche categorie di ds. e sn.) ma le domande di fondo sono diventate altre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1 – dove sta andando il treno?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2 – I viaggiatori e coloro che stanno sulla locomotiva hanno una qualche possibilità di dirigerlo o il treno è incardinato inesorabilmente si binari su cui è stato messo 2 secoli e mezzo fa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3 – E, soprattutto, abbiamo preso il treno giusto o la missilistica locomotiva che tanto affascinò, anche giustamente, i nostri progenitori 700 e 800 ci sta portando alla catastrofe oltre a farci vivere già ora un’esistenza disumana in cui l’uomo è subordinato alle sue esigenze invece che essere il guidatore del treno ?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4 – Siamo dunque destinati a morire nella fogna del “migliore dei mondi possibili” e a crederci liberi solo perché possiamo scegliere fra diverse marche di frigorifero.Movimentozero si pone al centro di queste domande&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;3- NO ALLA MISTICA DEL LAVORO, DI DERIVAZIONE TANTO CAPITALISTA CHE MARXISTA Il lavoro come valore nasce con la Rivoluzione industriale ed è assunto come tale sia dai capitalisti che dai marxisti. In precedenza il lavoro non è un valore, tanto è vero che è nobile chi non lavora e artigiani e contadini lavorano solo per quanto gli basta. Il resto è vita. Manca quasi completamente nell’Europa pre-industriale il concetto di profitto, nel senso che non si è disposti a sacrificare il proprio tempo per accumulare ricchezza. Perché il vero valore è il tempo e come diceva Benjamin Franklin è “il tessuto della vita”. Quello che si propone Movimentozero è di restituire all’uomo buona parte del suo tempo perché ne faccia ciò che desidera, tempo che oggi gli è quasi totalmente sottratto dal meccanismo produzione-consumo, sia quando è nella condizione di produttore che di consumatore. Detto con uno slogan quello che ci proponiamo come linea di tendenza è: meno lavoro, più tempo. Non è una operazione utopistica e d impossibile si può sperimentare concretamente anche oggi. Si tratta di fare una inversione concettuale. Facciamo un’esempio estremo. In tutte le società sviluppate i disoccupati possono vivere, sia pur modestamente, avendo di che cibarsi di che vestirsi e di che abitare. La loro frustrazione è dovuta al fatto che non possono attingere ai beni della società opulenta. Ma se invece di nuotare contro la corrente la seguissero, se cioè invertissero psicologicamente il loro rapporto con ciò che li circonda, si accorgerebbero che hanno in gran quantità proprio quel bene prezioso del tempo che manca a tutti coloro che sono coinvolti nei ritmi frenetici del lavoro. Poter vivere senza lavorare – che, per restare all’esempio fatto, è la condizione dei disoccupati delle nostre società - è stata sempre un’aspirazione dell’uomo. Finchè ha avuto una testa per pensare. Siccome la globalizzazione porterà ad un indebolimento economico di buona parte della popolazione, mettersi in questa predisposizione d’animo è, in un certo senso, un “portarsi avanti”, cioè un’assumere come scelta quella che altrimenti sarebbe sentita come una dura e insopportabile necessità.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;4- NO ALLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA La democrazia rappresentativa non è la democrazia. In quanto in virtù del sistema della delega costituisce un sistema di minoranze organizzate, di oligarchie, i partiti ed i loro apparati che opprimono l'individuo singolo, libero, che rifiuta queste appartenenze questi umilianti infeudamenti, e che sarebbe il cittadino ideale di una democrazia, se esistesse davvero, e che ne diventa invece la vittima designata. I partiti che non erano contemplati nelle concezioni dei teorici della democrazia e, fin al 1920 non apparivano in nessuna costituzione liberaldemocratica, non sono, come suol dirsi, l'essenza della democrazia, ma la sua fine. Sono essi che decidono non solo i candidati ma anche gli eletti, nel sistema proporzionale facendo blocco su questo o quel nome, mentre il voto del cittadino libero, proprio perchè tale si disperde, nel maggioritario perchè gli eletti vengono direttamente calati dall'alto. Al cittadino non resta che la scelta dell'oligarchia dalla quale prteferisce essere dominato e represso. Gli stessi teorici moderni della democrazia, da Bobbio a Sartori, ammettono che si tratta in realtà di aristocrazie mascherate. Solo che rispetto delle aristocrazie storiche non hanno nè le qualità nè gli obblighi, ma solo i privilegi. L'oligarca democratico non ha alcuna qualità prepolitica. Si potrebbe anche dire che la sua solo qualità è di non averne alcuna. Ma aldilà di queste considerazioni teoriche lo vediamo e lo sentiamo tutti che noi cittadini non contiamo assolutamente nulla. E' venuta l'ora di smascherare questa finzione e, possibilmente, di abbatterla. Come dice Voltaire non esiste unicamente la tirannide di uno solo ma anche, come egli la chiama, "la tirannide dei parecchi". Noi viviamo in una "tirannide dei parecchi". E fin dai tempi più antichi (il monumento ai tirannicidi e del 480 a. C.) è considerato moralmente lecito uccidere il tiranno.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;5- NO ALLE OLIGARCHIE POLITICHE ED ECONOMICHE Ormai è divenuta consuetudine associare la democrazia alla libertà, ma non è così. La democrazia rappresentativa è, in realtà, un sistema di minoranze organizzate, di oligarchie, politiche ed economiche strettamente intrecciate tra di loro e anche, eventualmente, con quelle criminali. Anche se quasi tutti i regimi sono stati oligarchici, un sistema oligarchico che si presenta sotto le forme della democrazia non è la stessa cosa di un sistema dichiaratamente aristocratico e ha pesanti conseguenze sul tessuto sociale, sul nostro modo di essere, sulla nostra vita. La classe politica democratica è formata da persone che hanno come elemento di distinzione, unicamente e tautologicamente, quello di fare politica. La loro legittimazione è tutta interna al meccanismo che le ha prodotte. L'oligarca democratico è un uomo senza qualità. La sua qualità è di non averne alcuna. In queste concentrazioni vi si ritrovano i mediocri, i deboli che però uniti avranno sempre la meglio su chi agisce individualmente e liberamente. Nel solco del pensiero liberale si realizza l'estremo paradosso, proprio da chi voleva difendere i "diritti naturali" dell'individuo, valorizzandone capacità, meriti, potenzialità, si finisce invece per mortificare proprio il singolo, l'uomo libero, colui che rifiuta appartenenze e sottomissioni, divenendo così da cittadino ideale di una democrazia la vittima designata.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;6- SI ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI Alla conferenza di Helsinki del 1975 è stato firmato dalla maggioranza degli Stati del mondo un documento che sancisce il diritto di ogni popolo a separarsi da uno Stato in cui non si riconosce più. Questo diritto in realtà , mentre è stato giustamente riconosciuto a popoli come quello croato o sloveno, viene negato a tutti quegli altri che non hanno protettori potenti, dai curdi ai ceceni ai tibetani. Ora un diritto è tale se appartiene a tutti, se invece riguarda solo alcuni è soperchieria del potere, che distingue tra figli e figliastri. Noi siamo per il diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;7- SI ALLE PICCOLE PATRIE Questo punto si ricollega a quello precedente. I movimenti localisti sono per definizione antitetici a quella globalizzazione che noi combattiamo perché è uno strumento di omologazione, di standardizzazione e di privazione dell’identità. Inoltre il prevalere delle piccole patrie o, se si preferisce, dei localismi permetterebbe quella democrazia diretta di cui parliamo al punto 4 e che è l’unica forma di democrazia reale dove il cittadino partecipa in prima persona alle decisioni che lo riguardano. L’espropriazione del cittadino nelle democrazie rappresentative non è mitigata dall’istituto del referendum perché in Stati troppo grandi e complessi il voto del cittadino finisce fatalmente per essere manipolato dalle oligarchie del potere.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;8- SI AL RITORNO GRADUALE, LIMITATO, RAGIONATO A FORME DI AUTOPRODUZIONE E AUTOCONSUMO La sola possibilità reale di contrastare la globalizzazione è quella di bloccare il libero mercato mondiale che passa sul massacro delle popolazioni del primo e del terzo mondo. Bisogna quindi ritornare in modo graduale, limitato e ragionato a forme di autoproduzione e autoconsumo che passano necessariamente per un recupero della terra e un ridimensionamento drastico degli apparati industriali e virtuali. Ogni forma di localismo che non preveda questo ritorno si riduce a semplici aspetti folklorici ( tipo il recupero dei dialetti o il salvataggio di qualche produzione locale). Non possiamo ritrovare né un’identità né un equilibrio né un’armonia perduta se siamo tutti battezzati in un mare di Coca-Cola.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;9- SI ALLA DEMOCRAZIA DIRETTA IN AMBITI LIMITATI E CONTROLLABILI Il seguente punto si lega ai precedenti, in particolare ai punti 4 e 7.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;10- SI AL DIRITTO DEI POPOLI DI FILARSI DA SE’ LA PROPRIA STORIA, SENZA PENOSE SUPERVISIONI Ogni popolo ha diritto di decidere da sé il proprio destino nelle forme che più ritiene opportune e, se del caso, anche di farsi la guerra in santa pace. Se, per esempio, in Afghanistan governavano i talebani, questa era una storia afgana che, se non avesse funzionato, sarebbero stati gli stessi afgani a dover eliminare, non truppe straniere che vengono da diecimila chilometri di distanza sulla base di culture, schemi mentali, valori che nulla hanno a che vedere con la storia di quel Paese. Questo vale anche per l’Iraq e per tutti quei Paesi in cui l’Occidente, con la scusa della “cultura superiore” e “diritti umani”, è andato a ficcare il naso con la violenza, imponendo in realtà, oltre che una cultura estranea, i propri interessi materiali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;11- SI ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE GLOBALE SE DALL’ALTO NON SI RICONOSCE PIU’ L’INTANGIBILITA’ DELLA SOVRANITA’ DEGLI STATI, ALLORA E’ UN DIRITTO DI CIASCUNO DI NON RICONOSCERSI PIU’ IN UNO STATO Con l’attacco alla Jugoslavia ed in seguito all’Iraq s’è abbattuto il principio di diritto internazionale, fino ad allora mai messo in discussione da nessuno, della non ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. Ciò è stato fatto in nome di principi etici che si dichiarano universali, ma se esistono principi etici universali superiori alla sovranità nazionale io non ho più il dovere morale di schierarmi con il mio Paese (Right or wrong, my Country) se ritengo che calpesti questi diritti. Insomma con l’abbattimento dell’intangibilità della sovranità nazionale è stato abbattuta anche l’appartenenza nazionale. E quindi noi abbiamo il diritto di schierarci con chi ci pare e piace e perciò di innescare forme di lotta non violenta contro il Paese cui formalmente apparteniamo ed eventualmente in favore di altre culture e di altre civiltà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-7950294803106939012?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/7950294803106939012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=7950294803106939012&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7950294803106939012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/7950294803106939012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/02/manifesto-zero.html' title='Manifesto Zero'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1908725514094281523.post-6925816470861565640</id><published>2008-02-24T14:53:00.004+01:00</published><updated>2008-02-24T18:38:23.061+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Abc del PdS'/><title type='text'>Perchè il Punto di Scontro?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Se prendi due o più ideologie, due o più religioni (confessionali o laiche, poco importa), due o più visioni del mondo contrapposte, potrai analizzarle, interpretarle, criticarle e/o condividerle solo avendo un duplice approccio. Da un lato, potrai ricercare ed evidenziare i punti di contatto, le componenti moderate delle compagini in campo, gli ideali più deboli sui quali è possibile trovare una condivisione, cancellando o ignorando le idealità più forti e scomode. Stai ricercando, diciamo così, il "Punto di Incontro" (PdI) tra le ideologie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Dall'altro lato, però, potresti mettere su un campo di battaglia queste ideaologie, far combattere tra loro i valori ed i progetti politici più radicali e "scomodi", orchestrare una lotta intellettualmente devastante, dalle cui ceneri risorgeranno solo gli ideali più forti, duri a morire, imprescindibili, senza compromessi: avresti davanti a te, Uomo, il "Punto di Scontro" (PdS).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;In Italia, in Europa e negli USA, i contendenti di una volta, le cosiddette Destre e Sinistre, hanno deciso di fare la pace. Col crollo del Muro di Berlino, con la fine dell'esperienza sovietica, il pensiero unico liberista ha avuto la strada spianata. Per almeno un decennio ha dominato ovunque, sfondando persino gli argini delle roccaforti comuniste russe e cinesi. L'Homo economico sembrava essere l'ultimo stadio di un'evoluzione nata milioni di anni fa dall'Australopitecus. E tutti, destri o sinistri che fossero, hanno messo da parte le già flebili e marce contrapposizioni, realizzando punti di incontro (PdI) praticamente ovunque nel Mondo. E ancora oggi, dopo la brevissima e purtroppo insignificante contrapposizione del cosiddetto Movimento di Seattle, i PdI tra gli avversari di un tempo proliferano a vista d'occhio:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;in Spagna, il governo socialista di Zapatero ha realizzato riforme di facciata, che poco o nulla hanno intaccato del tessuto sociale iberico;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;in Germania, la CDU di Angela Merkel (il cosiddetto centrodestra) ha realizzato la Grosse Koalition con l'SPD (il cosiddetto centrosinistra), a dimostrazione che le differenze politico-programmatiche tra i due schieramenti sono praticamente inesistenti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;in America, la campagna elettora democratica ricalca in toto le posizioni dei repubblicani più moderati, e vari spin doctors passano indifferentemente da uno schieramento all'altro senza destare alcuno scalpore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;in Italia, infine, dopo la caduta del Governo-fantoccio di Prodi, si stanno facendo le prove di Grande Coalizione, con i contendenti (Popolo della Libertà e Partito Democratico) che presentano programmi praticamente identici e per poco non vanno a braccetto.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Non è una follia pensare che a breve, nella nostra amata e smemorata Italia, si realizzerà un governo in cui si troveranno insieme gli ex-comunisti (Veltroni, Fassino, D'alema, Bondi, ecc...) e gli ex-fascisti (Fini, La Russa, Gasparri), gli ex-radicali (Rutelli e qualche altro) e gli ex-democristiani (Pisanu, Marini e moltissimi altri), gli atei devoti e i cattolici risposati e con amante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Ecco a cosa può portare un Punto di Incontro. Ecco perchè, quindi, serve assolutamente un Punto di Scontro!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1908725514094281523-6925816470861565640?l=puntodiscontro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/feeds/6925816470861565640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1908725514094281523&amp;postID=6925816470861565640&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6925816470861565640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1908725514094281523/posts/default/6925816470861565640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntodiscontro.blogspot.com/2008/02/prova.html' title='Perchè il Punto di Scontro?'/><author><name>Antonio Nemo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
