Oggi inizia l'Europeo dell'Italia. Ed io, come un semplice tifoso, seguirò con attenzione le partite della Nazionale sperando in una vittoria. Lo farò con semplicità e senza particolare partecipazione, perchè io non mi sento italiano (anche se in effetti lo sono). Non mi sento italiano perchè l'Italia non mi piace e non voglio appartenerci. Sono nato qui, su questa terra, per puro caso. E non mi eccitano assolutamente parole quali Patria, Nazione, Popolo Italiano. Sotto la bandiera tricolore sono uniti popoli tra loro troppo diversi per tradizione, cultura, struttura socioeconomica, storia politica. Napoletani e Veronesi (in quanto tali, presi nella loro genericità) non potranno mai essere membri di una stessa nazione. L'operaio italiano è molto più "fratello" dell'operaio tedesco piuttosto che dell'imprenditore italiano. Le Nazioni, e peggio ancora gli Stati (da cui derivano le Nazioni), non sono altro che mercati che si sono dati delle regole, cancellando le identità culturali di un determinato comune o paesino o città.
Su cosa è unita l'Italia? Su cosa sono uniti gli italiani? Basta vedere il razzismo del Nord nei confronti del Sud, le case degli anni 50 fittate a tutti (tranne che ai meridionali), ed in ultimo la sordità del resto d'Italia nei confronti dell'emergenza rifiuti in Campania. Ed io? Dovrei sentirmi italiano? Stasera dovrei alzarmi in piedi e cantare l'Inno nazionale, che parla di unità e fratellanza di cui ormai non c'è traccia?
La Lega si permette di dire che se non gli diamo il federalismo fiscale, loro sono pronti ad armarsi per l'indipendenza! Il nostro Presidente della Repubblica che fa, che dice? N-i-e-n-t-e. Ed io dovrei far parte del medesimo popolo di quelli lì? Napolitano, ma mi faccia il piacere...
Forza ragazzi, vincete l'europeo. Ma se non vincete, dormirò benissimo lo stesso.